Ha speso 4 milioni per farne 30 di utile. Ora questo titolo può correre del 50%

Claudia Cervi

21 Maggio 2026 - 08:57

Ricavi +34%, margini al 49% e target fino al +50%. Eppure Digital Bros resta ancora lontana dai massimi del 2021. Ecco cosa il mercato continua a non vedere.

Ha speso 4 milioni per farne 30 di utile. Ora questo titolo può correre del 50%

Due anni fa Digital Bros era tra i titoli peggiori del gaming europeo. Tagli al personale, uffici chiusi e progetti cancellati avevano completamente cambiato la percezione del titolo a Piazza Affari.

Nei conti pubblicati il 13 maggio, però, compaiono numeri molto diversi rispetto al passato. Nei primi nove mesi dell’esercizio 2025-2026 i ricavi salgono del 34,4% a 89,3 milioni di euro, mentre l’EBITDA supera 43 milioni con margini vicini al 49%.

In Borsa, però, la prudenza resta alta, ma alcuni analisti iniziano a vedere target distanti circa il 50% dai prezzi attuali. Dietro questa scommessa non c’è soltanto una trimestrale migliore delle attese. Digital Bros è riuscita a trasformare un investimento da appena 4 milioni di euro in un’operazione che potrebbe generare oltre 30 milioni di euro di ricavi netti.

Adesso il mercato vuole capire se questa trasformazione possa diventare davvero strutturale.

4 milioni di investimento per farne 30: cosa è cambiato davvero nel modello

Per anni Digital Bros ha lavorato soprattutto come publisher, distribuendo videogiochi sviluppati da altri studi, per poi dividere una parte consistente dei ricavi con chi deteneva la proprietà intellettuale.

Ora però il gruppo sta cercando di controllare direttamente le IP dei videogiochi. Un modello di business più rischioso all’inizio, ma potenzialmente molto più redditizio. Gran parte della crescita arriva proprio dai giochi proprietari. Oggi il 79% dei ricavi Premium Games deriva da IP controllate direttamente dal gruppo, contro il 60% dell’anno precedente.

Il caso più evidente è Wuchang: Fallen Feathers, prodotto dallo studio cinese Chengdu Lingze Technology. L’acquisto dei diritti completi del videogioco ha trasformato un investimento relativamente contenuto in una delle operazioni più redditizie degli ultimi anni per Digital Bros. Dal lancio il titolo ha già generato oltre 30 milioni di euro di ricavi netti, mentre il peso delle royalty si è ridotto drasticamente grazie al controllo diretto della proprietà intellettuale. È anche per questo che il costo del venduto è sceso dal 33,9% al 23,6% dei ricavi.

Per Digital Bros, questo significa avere più margine su ogni copia venduta. Ma questo non basta per far salire il prezzo in Borsa. Nonostante il forte miglioramento operativo, il gruppo ha chiuso ancora i nove mesi con una perdita netta di 2,5 milioni di euro dopo una svalutazione da oltre 10,7 milioni legata allo stop del progetto Directorate: Novitiate.

Il mercato sta ancora cercando di capire se il nuovo modello basato su IP proprietarie riuscirà a produrre margini elevati anche oltre il successo dei singoli lanci.

Perché il +50% degli analisti non convince ancora il mercato

Dai risultati degli ultimi trimestri è evidente il recupero di Digital Bros. I margini sono tornati a crescere e la posizione finanziaria netta è migliorata.

In Borsa, però, il titolo è ancora molto lontano dai massimi del 2021.

Il gaming resta infatti uno dei settori più imprevedibili del tech. Basta un lancio sotto le attese o un progetto cancellato per bruciare rapidamente margini e cassa.

L’ultimo trimestre lo dimostra bene. Nonostante l’EBITDA record, Digital Bros ha chiuso i nove mesi ancora in perdita dopo una svalutazione da oltre 10,7 milioni di euro: un singolo videogioco cancellato è bastato per azzerare buona parte dell’utile operativo.

Nei prossimi trimestri, le attese non sono forti. Lo stesso management ha spiegato che nella seconda parte dell’esercizio ci saranno meno nuove uscite e che una parte importante dei risultati dipenderà dal catalogo esistente e dalle campagne promozionali.

È anche per questo che il mercato non sta ancora premiando pienamente l’upside potenziale indicato da alcuni analisti. Gli specialist di Banca BPM hanno infatti indicato un target price a 14,50 euro, mantenendo però un rating neutrale. Il mercato, per ora, continua a trattare Digital Bros come un titolo che deve ancora dimostrare che questi margini possano durare.

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