Gucci: accordo in arrivo con Agenzia delle Entrate su maxi-evasione?

Kering sarebbe pronta a chiudere il contenzioso Gucci-Fisco italiano sulle tasse non pagate in Italia per 1,4 miliardi di euro.

Gucci: accordo in arrivo con Agenzia delle Entrate su maxi-evasione?

Gucci e l’Agenzia delle Entrate fanno pace. Stando a quanto riporta la Reuters, sarebbe vicinissimo l’accordo tra il gruppo Kering, che controlla il noto brand italiano, e il Fisco.

Tra pochi giorni, la questione delle tasse non pagate potrebbe risolversi con una intesa da oltre un miliardo di euro, che potrebbe far risparmiare ai francesi circa mezzo miliardo tra interessi e sanzioni.

Gucci e Agenzia delle Entrate: l’accordo

Le tre fonti che hanno informato la Reuters sono certe: agli inizi del mese di maggio, Kering e l’Agenzia delle Entrate sigleranno un accordo per mettere fine al contenzioso sul mancato versamento delle tasse da parte di Gucci, controllata del gruppo francese del lusso.

Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa, Kering sarebbe pronta a tirar fuori una cifra tra 1,3 e 1,4 miliardi di euro per fare pace col fisco italiano.

Una somma che ricalca esattamente quell’1,4 miliardi contestati a Gucci ma che farebbe comunque risparmiare alle casse del gruppo quasi mezzo miliardo tra interessi e sanzioni aggiuntive in caso di mancato accordo.

Per la Reuters, si tratterebbe della più esosa conciliazione fiscale mai raggiunta tra una società e il fisco italiano.

Kering nega l’evasione e non conferma l’accordo

Fin da quando è scoppiato il caso, Kering ha sempre negato qualsiasi ipotesi di evasione fiscale in Italia, sottolineando invece la correttezza del proprio operato in materia di tasse.

Proprio in queste ore, inoltre, ha diffuso una nota per commentare le indiscrezioni di stampa confermando i colloqui con l’Agenzia delle Entrate italiana ma evidenziando anche che

“in questa fase non è stato raggiunto alcun accordo su alcuna cifra specifica”.

Le accuse contro Gucci

Il mancato versamento delle tasse in Italia è al centro anche di una inchiesta giudiziaria che la Procura di Milano ha chiuso nel 2018 e che vede indagati per omessa dichiarazione dei redditi, l’amministratore delegato di Gucci, Marco Bizzarri, e il suo predecessore, Patrizio Di Marco.

Secondo l’accusa, la controllata svizzera Luxury Good International che commercializza i prodotti Gucci in Italia, non avrebbe versato le tasse relative alle attività svolte nel nostro Paese. Le irregolarità, sempre secondo l’accusa che ipotizza la stabile organizzazione occulta in Italia, riguarderebbero ben 7 bilanci della società, quelli dal 2010 al 2016.

A inizio 2019, la Guardia di Finanza – che nel 2017 perquisì gli uffici di Gucci - ha inviato a Kering una richiesta di 1,4 miliardi di euro per imposte non pagate.

È chiaro, secondo le fonti che hanno informato la Reuters, che il raggiungimento di un accordo con il Fisco italiano potrebbe alleggerire in sede penale la posizione dei due indagati.

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Argomenti:

Francia Italia Gucci Kering

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