Kering chiude il 2025 con ricavi -13%, utile operativo -33% e Gucci a -22%. Eppure il titolo vola in Borsa. Ecco costa sta scontando il mercato.
Ricavi in calo del 13%, utile operativo crollato del 33%, perdita netta dopo anni di profitti. E soprattutto Gucci, il marchio simbolo che da solo vale oltre il 40% del fatturato, che affonda con un -22% di vendite. Numeri che, sulla carta, dovrebbero spingere gli investitori a scappare. Invece accade l’opposto: a Parigi il titolo Kering decolla e mette a segno un balzo a doppia cifra subito dopo la pubblicazione dei conti.
Sembra un paradosso ma la Borsa non premia il passato: premia ciò che crede accadrà dopo. E il rally di Kering non ha nulla a che vedere con il 2025 appena chiuso. Riguarda quello che potrebbe iniziare adesso. Il mercato, in pratica, sta comprando il futuro prima ancora che esista.
Da quando è stata annunciata la nomina di Luca de Meo, il titolo ha recuperato circa il 50% dai minimi, nonostante il lusso stia attraversando una delle fasi più complesse degli ultimi anni. Ora però gli investitori stanno scommettendo su un turnaround. E tutta l’attenzione converge sulla data del 16 aprile, quando il gruppo presenterà il nuovo piano strategico.
La domanda, quindi, non è quanto Kering abbia guadagnato nel 2025. Ma cosa si aspettano gli investitori da quel piano e perché sono disposti a scommetterci in anticipo.
Perché la Borsa festeggia numeri negativi
Il mercato non compra il passato, compra il futuro. E i risultati 2025 di Kering vengono letti dagli investitori come il punto più basso del ciclo, non come una fotografia definitiva della salute del gruppo. I segnali che alimentano questa lettura sono diversi: un quarto trimestre meno negativo del previsto, il rafforzamento del bilancio con la riduzione del debito da 10,5 a 8 miliardi e una generosa politica di remunerazione degli azionisti, con un dividendo complessivo da 4 euro per azione tra ordinario e straordinario.
In altre parole, mentre i conti raccontano un anno difficile, la finanza racconta una storia diversa: Kering ha ancora cassa e margini di manovra. È solo una questione di tempo: quando un titolo arriva da mesi di debolezza, basta smettere di peggiorare per innescare un rally.
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Il 16 aprile è la vera data chiave per il titolo
Il rialzo in Borsa è soprattutto una scommessa sul piano strategico che Luca de Meo presenterà al Capital Markets Day. Gli investitori stanno anticipando il possibile turnaround del gruppo, convinti che il nuovo management possa rilanciare i marchi e ricostruire margini e crescita a partire dal 2026.
Il nodo centrale resta Gucci: proprio il brand che oggi pesa negativamente sui conti rappresenta anche la più grande leva di recupero. Se il marchio tornerà a crescere, l’impatto sugli utili potrebbe essere enorme. Per questo il mercato sta comprando Kering prima ancora di conoscere i dettagli del piano. Il rally di oggi, in fondo, è una scommessa su quello che verrà. E il 16 aprile sarà il momento della verità.
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