Il generale Flynn mette nei guai Donald Trump per i suoi rapporti con la Russia

Marco Frattaruolo

14 Febbraio 2017 - 15:51

Il generale Michael Flynn ha annunciato le proprie dimissioni da consigliere per la Sicurezza Nazionale. E’ il primo guaio per l’amministrazione Trump. Vediamo perché.

 Il generale Flynn mette nei guai Donald Trump per i suoi rapporti con la Russia

Michael Flynn, capo del Consiglio per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, lunedì notte ha dato le dimissioni dal proprio incarico. Il generale è stato costretto a dimettersi dopo che il Dipartimento di Giustizia aveva avvisato il presidente Donald Trump di una sua possibile “ricattabilità da parte della Russia”.

Flynn stesso, che inizialmente aveva negato le accuse mosse nei suoi confronti, in seguito ha ammesso di avere “inavvertitamente fornito delle informazioni inesatte” al vice-presidente Mike Pence circa i suoi rapporti e sulle conversazioni avute con l’ambasciatore russo negli USA, Sergey Kislyak, ancor prima che Donald Trump venisse eletto presidente ed egli assumesse l’incarico di consigliere per la sicurezza nazionale.

Flynn, dopo aver più volte smentito, ha infatti ammesso di aver discusso con l’ambasciatore russo Sergey Kislyak delle sanzioni imposte dall’allora presidente Barack Obama alla Russia del suo omonimo Vladimir Putin quando ancora semplice cittadino. Come non bastasse Flynn promise a Kislyak che le sanzioni sarebbero state rimosse dall’amministrazione Trump andando contro il Logan Act, legge che vieta a coloro che non svolgono ruoli ufficiali nel governo americano di discutere di questioni diplomatiche con funzionari e diplomatici di altri paesi .

Ad aggravare la posizione del generale vi è poi il fatto di aver tenuto nascosto questo dettaglio al vice-presidente Mike Pence e alla FBI, incaricata di compiere indagini sul caso.

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Il presidente Donald Trump, che non si è ancora espresso pubblicamente sulla vicenda, in seguito alle dimissioni di Flynn ha nominato consigliere della Sicurezza nazionale ad interim Joseph Keith Kellogg Jr.

Di seguito vediamo quali sono i motivi che hanno spinto alle dimissioni di Michael Flynn da consigliere della Sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

Amministrazione Trump: perché Michael Flynn si è dimesso da consigliere della Sicurezza nazionale?

Alla base delle dimissioni del generale Michael Flynn da consigliere della Sicurezza nazionale vi sono una serie di conversazioni che quest’ultimo ha tenuto con l’ambasciatore russo negli USA, Sergey Kislyak. Secondo alcuni funzionari della Casa Bianca Flynn, in seguito alle sanzioni inflitte dall’ex presidente Barack Obama alla Russia in risposta ai presunti attacchi informatici subiti dal Partito Democratico americano, avrebbe promesso all’ambasciatore russo, quando ancora non ricopriva alcun incarico ufficiale nel governo americano, che l’amministrazione Trump una volta insediatasi avrebbe provveduto alla rimozione delle sanzioni.

Sia l’amministrazione del neo-presidente Donald Trump che il generale Michael Flynn avevano negato che durante le conversazioni tra quest’ultimo e il diplomatico russo si fosse mai parlato delle sanzioni inflitte da Barack Obama alla Russia. Alle smentite americane lunedì hanno poi fatto eco quelle di Dimitry Peskov, portavoce del governo russo, che ha confermato la versione di Flynn secondo cui durante le chiacchierate con Kislyak non si fece mai riferimento alle sanzioni.

Michael Flynn è ora accusato di aver violato la legge degli Stati Uniti per ben due volte. La prima accusa è quella di aver interferito con la politica del governo statunitense pur non facendone parte (andando contro il Logan Act, legge che vieta a coloro che non svolgono ruoli ufficiali nel governo americano di discutere di questioni diplomatiche con funzionari e diplomatici di altri paesi); la seconda è invece quella di aver mentito alla FBI in merito all’oggetto delle conversazioni avute con l’ambasciatore russo Kislyak.

Nonostante l’ammissione di Flynn la stampa statunitense non crede che il generale possa essere condannato per aver violato il Logan Act in quanto nella storia americana non esistono precedenti su cui potersi basare. Tutt’altra storia invece per quanto riguarda l’accusa di aver mentito alla FBI circa le conversazioni avute con il diplomatico russo.

Amministrazione Trump: chi prenderà il posto di consigliere della Sicurezza nazionale lasciato libero dal generale Michael Flynn?

La notizia delle dimissioni di Flynn sembra comunque non aver sorpreso più di tanto i collaboratori vicini a Trump, da sempre sospettosi nei confronti del generale a causa della sua vicinanza con la Russia di Vladimir Putin.

In molti ora si domandano chi sarà a prendere il posto del generale Michael Flynn come consigliere per la Sicurezza nazionale. Tra i favoriti vi sarebbe l’ex capo della Cia David Petraeus che godrebbe dell’ammirazione e della fiducia del presidente Donald Trump.

Tuttavia l’opinione pubblica davanti al nome di David Peatraeu è abbastanza divisa. L’ex capo della Cia, infatti, nel 2011 dopo essere stato nominato direttore generale dell’agenzia di spionaggio statunitense da Barack Obama, fu costretto a lasciare il suo incarico a seguito di un’inchiesta che lo accusava di aver fornito informazioni riservate sulle operazioni militari americane alla sua biografa, nonché amante, Paula Broadwell. Nonostante la condanna di due anni inflittagli Peatraue godrebbe comunque del sostegno del presidente Trump.