Accordo Google-Francia: Big G pagherà 1 miliardo di euro al fisco

Google pagherà quasi 1 miliardo di euro al fisco francese. Si chiude così dopo quattro anni l’inchiesta per frode fiscale. L’intesa raggiunta tra Big G e la Francia sarà definitiva entro 10 giorni se il colosso tecnologico non si tirerà indietro

Accordo Google-Francia: Big G pagherà 1 miliardo di euro al fisco

La guerra legale tra Google e la Francia si è ufficialmente conclusa. Big G verserà nelle casse del fisco transalpino quasi 1 miliardo di euro, precisamente 965 milioni di euro per porre fine all’inchiesta penale attivata dalla Francia contro il colosso tecnologico.

Ad annunciare la fine dell’inchiesta durata quattro anni è stato lo stesso pubblico ministero francese Pierre-Olivier Amadee-Manesme nel corso di un’udienza presso il Parquet national financier, il Tribunale creato nel 2013 dalla Francia per perseguire i grandi reati economici e finanziari.

L’intesa raggiunta tra Google e il fisco francese in realtà non è altro che un doppio accordo. Il primo prevede che Google verserà nelle casse francesi 500 milioni di euro per chiudere l’inchiesta per presunta frode fiscale, il secondo che Big G pagherà 465 milioni di euro in tasse arretrate. Per un totale appunto di 965 milioni di euro.

Google: l’accusa che ha portato all’inchiesta

L’inchiesta che ha portato Google a stringere un accordo con il fisco francese con il versamento di quasi 1 miliardo di euro aveva alla sua base un’accusa ben precisa: la controllata irlandese di Big G non aveva remunerato adeguatamente la sua consociata in Francia, riducendo l’imponibile fiscale a Parigi tra il 2011 e il 2016.

È giusto evidenziare un importante aspetto legale. Google ha riconosciuto i fatti sottostanti all’inchiesta, tuttavia l’accordo stipulato con il fisco francese non contiene un’ammissione di colpevolezza da parte del gigante tecnologico.

Inoltre, approvato dal giudice Jean-Michel Hayat, l’accordo diventerà definitivo solo se entro dieci giorni il colosso fondato da Larry Page e Sergey Brin non deciderà di tirarsi indietro.

Ovviamente questo accordo rappresenta un vero e proprio successo per la Francia visto che a luglio il Senato transalpino ha approvato la cosiddetta digital tax che impone ai colossi hi-tech di pagare una tassa del 3% sul fatturato. Soddisfatti il ministro per i Conti Pubblici Gerald Darmanin e il ministro della Giustizia Nicole Belloubet che all’unisono dichiarano: “l’accordo è una buona notizia per le finanze pubbliche e per l’equità fiscale in Francia, che ora ha strumenti efficaci per combattere le frodi fiscali”.

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