Durante l’ultimo trimestre del 2023, più aziende hanno visto abbassare le stime degli utili, registrando un andamento nettamente negativo, una situazione non verificatasi negli ultimi tre anni.
La pandemia e la guerra in Ucraina hanno causato scompiglio nei flussi commerciali globali e nei prezzi delle materie prime, generando un’impennata dell’inflazione e facendo aumentare i tassi di interesse. Se da un lato questo ha colpito consumatori e industrie, dall’altro ha gonfiato i margini aziendali.
Ora, con l’attenuarsi di questi effetti, l’economia globale rallenta e il mondo è caratterizzato da una certa volatilità. In questa stagione degli utili, il focus si sposterà sulle aziende capaci di preservare i propri margini di profitto.
Secondo i dati di LSEG I/B/E/S, i margini di profitto netto per l’indice STOXX 600 hanno raggiunto il picco del 16,1% nel primo trimestre del 2023, ma si prevede siano scesi al 10,1% nel quarto trimestre. Tuttavia, alcune aree, come i ciclici e non ciclici nel settore dei consumi, il settore finanziario e l’industria, dovrebbero registrare un aumento del margine di profitto netto nel quarto trimestre rispetto al periodo precedente.
A complicare ulteriormente il quadro, vi è l’incertezza del commercio globale nel Mar Rosso, che ha raddoppiato le tariffe di trasporto, ritardato le consegne e costretto alcune aziende automobilistiche a sospendere la produzione, alimentando preoccupazioni di un’altra ondata di inflazione.
Le stime di LSEG I/B/E/S prevedono una diminuzione degli utili del 7,1% nel quarto trimestre rispetto allo stesso periodo del 2022, mentre i ricavi dovrebbero scendere del 4,8%, marcando così il terzo trimestre consecutivo di crescita degli utili negativa.
Dopo l’impennata dello scorso anno, con l’indice STOXX600 che è salito oltre il 10% negli ultimi due mesi dell’anno, gli analisti ritengono che risultati solidi siano necessari per sostenere ulteriori guadagni.
Alcune aziende, come il rivenditore britannico Next e il gruppo alimentare francese Danone, hanno già avvertito delle prolungate interruzioni, mentre Volvo Car e Michelin hanno temporaneamente interrotto la produzione in alcune fabbriche europee a causa dei ritardi.
L’abilità delle aziende nel rialzare i prezzi sarà cruciale per gli investitori, considerando che la crescita è più debole, i consumatori hanno speso i loro risparmi accumulati durante la pandemia e affrontano tassi elevati e un’inflazione ancora alta.
Un’altra sfida potrebbe provenire dai tassi di interesse più elevati, con i mercati che avevano completamente previsto un taglio di 25 punti base da parte della Banca Centrale Europea a marzo. Tuttavia, il duro contrasto da parte di vari decisori politici, unito alle prove che il processo disinflazionistico è un po’ accidentato, ha portato i trader a ridurre questa probabilità al 20%.
In conclusione, la stagione degli utili si prospetta impegnativa, con le imprese chiamate a dimostrare la resilienza dei loro modelli di business in un contesto economico incerto e in evoluzione.
leggi anche
Perché il 2024 sarà l’anno delle small caps?