Un titolare d’azienda si è visto addebitare il pagamento di una tassa di quasi 40.000 euro dopo che i suoi dipendenti si sono recati al McDonald’s con l’auto di servizio.
I dipendenti di una ditta di giardinaggio sono stati fermati dalla polizia mentre si recavano, dopo il lavoro, al McDonald’s con il furgone aziendale. Il risultato? Il titolare dell’azienda è stato condannato dal Tribunale al pagamento di circa 40.000 euro. Il curioso episodio è avvenuto in Danimarca. Ecco nel dettaglio che cosa è successo.
Prima di entrare nella vicenda, bisogna sapere che in Danimarca esistono regole molto rigide riguardo all’utilizzo di furgoni e veicoli aziendali per scopi privati. Questo perché questi mezzi possono beneficiare di alcune agevolazioni fiscali, tra cui l’esenzione dal pagamento della tassa di immatricolazione. Tuttavia, tale beneficio è concesso solo a condizione che i veicoli vengano utilizzati esclusivamente per scopi professionali. La normativa danese è molto precisa nello stabilire cosa si può fare, dove si può andare con questi veicoli e quali usi invece sono vietati.
Per questo motivo, il titolare di un’azienda di giardinaggio dovrà ora pagare circa 40.000 euro tra tassa di immatricolazione e spese legali per il comportamento dei suoi dipendenti. Tutto è iniziato quando alcuni lavoratori dell’azienda, a bordo di un Renault Master, mentre tornavano dal luogo di lavoro hanno deciso di fare una deviazione per fermarsi al McDonald’s prima di rientrare a casa.
Durante il tragitto sono stati però fermati dalla polizia danese per un normale controllo. Gli agenti hanno accertato che quella deviazione non era consentita, perché il veicolo aziendale era stato utilizzato per uno scopo considerato privato. Di conseguenza, il Tribunale di Aarhus ha condannato il datore di lavoro al pagamento di circa 40.000 euro tra tasse e spese legali.
Le legge danese vieta l’uso di veicoli commerciali per scopi privati
L’autista e i due colleghi hanno spiegato in Tribunale di aver ricevuto l’autorizzazione dal datore di lavoro per fermarsi al McDonald’s a prendere qualcosa da mangiare e poi tornare nelle proprie abitazioni. Tuttavia, secondo la legge danese, i furgoni aziendali possono essere utilizzati soltanto per scopi professionali: trasportare dipendenti, attrezzi e materiali da e verso i luoghi di lavoro, ma non per spostamenti privati o deviazioni personali.
Per questo motivo, alla società di giardinaggio è stata addebitata una tassa di 235.443 corone danesi, pari a circa 31.500 euro, a cui si sono aggiunte le spese legali.
L’azienda ha sostenuto che nel veicolo erano presenti anche attrezzi da lavoro e che la sosta al McDonald’s rappresentava soltanto una deviazione minima lungo il percorso di rientro. Tuttavia, il giudice ha stabilito che fermarsi a comprare cibo dopo il lavoro, mentre si torna a casa con un veicolo commerciale, costituisce un utilizzo privato del mezzo. Questo ha fatto decadere l’esenzione fiscale prevista per l’azienda e ha portato all’obbligo di pagare la tassa di immatricolazione.
La normativa danese è infatti estremamente severa su questo punto. Stabilisce che un furgone aziendale può essere utilizzato esclusivamente per il trasporto di attrezzature, materiali e dipendenti tra i luoghi di lavoro. Non può invece essere impiegato per attività personali o per spostamenti privati.
Persino una breve sosta per acquistare cibo può essere considerata una violazione. In altre parole, se un dipendente utilizza il veicolo aziendale per andare a prendere da mangiare per sé o per i colleghi, l’azienda potrebbe essere costretta a pagare la tassa di immatricolazione. E questo vale anche nel caso in cui sia stato lo stesso datore di lavoro a chiedere ai dipendenti di fermarsi lungo il tragitto per acquistare il cibo.
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