Giovanni Verga: chi è, pensiero e analisi dell’opera Nedda

Alessandro Nuzzo

22/06/2022

22/06/2022 - 09:49

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Giovanni Verga e la sua opera «Nedda» sono stati scelti come traccia per la prima prova di italiano all’esame di Maturità 2022.

Giovanni Verga: chi è, pensiero e analisi dell'opera Nedda

Alle 8.30 di questa mattina sono ufficialmente partiti gli esami di Maturità 2022 con la prima prova, quella di italiano per circa 500mila studenti. Ai candidati sono state proposte sette tracce di tre diverse tipologie: analisi e interpretazione del testo letterario, analisi e produzione di un testo argomentativo, riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità.

Il ministro dell’Istruzione alla vigilia ha detto di aver scelto per i ragazzi degli spunti di riflessione partendo da un argomento o un autore. Un modo per di analizzare la loro capacità di argomentazione con un uso appropriato e responsabile della parole. Per Bianchi «l’esame serve per valutare la maturazione di una persona, la sua capacità di rendersi responsabile di un pensiero anche critico».

Tra le tracce A quelle inerenti all’analisi del testo i due autori scelti per la prova sono Giovanni Pascoli con «La via ferrata di Myricae» e Giovanni Verga con un brano tratto dalla sua opera «Nedda». Vediamo meglio chi è Giovanni Verga analizzando la sua opera «Nedda».

Giovanni Verga, chi è

Giovanni Verga è uno dei narratori italiani più importanti e noti della seconda metà dell’800. È considerato il maggior esponente della corrente letteraria del Verismo. Nel corso della sua vita ha scritto numerosi romanzi, novelle e testi teatrali. È nato a Catania nel 1840 da una famiglia nobile liberale e antiborbonica.

Prima di approvare al Verismo Verga si dedica alla composizione di diversi romanzi molto vicini alla letteratura di moda in quell’epoca. Durante i suoi primi romanzi emerge anche il suo patriottismo che lo vede appoggiare attivamente l’unità d’Italia arruolandosi anche nella Guardia Nazionale.

Il trasferimento a Firenze e poi Milano lo portano a cambiare anche i temi trattati nei romanzi, molto autobiografici e descrittivi della sua vita mondana e il rapporto turbolento con le donne.

Ma il contatto con le due città e il rapporto sempre più sfiduciato verso la mondanità e la vita moderna, portano Verga a ritornare alle sue radici, a quel mondo siciliano che conosce bene. È grazie a questo ritorno che l’autore si avvicina al Verismo.

E la prima opera in cui si nota la vicinanza al mondo siciliano è Nedda, scritto nel 1874 che racconta le vicende di una raccoglitrice di olive e le sue sventure.

Scriverà successivamente diverse novelle in cui esprime la poetica del Verismo. Tra le più importanti troviamo: vita dei campi, novelle rusticane e per le vie.

I romanzi di Verga ruotano invece intorno al progetto del Ciclo dei vinti che doveva essere composto da 5 romanzi ma l’autore ne pubblicherà soltanto due: I Malavoglia e Mastro Don Gesualdo.

Verga nelle sue opere adotta una scrittura oggettiva prima di sentimento e di punti di vista. Lo scrittore mette da parte sé stesso, le sue conoscenze per lasciare spazio dall’interno al mondo umile di contadini e pescatori.

Giovanni Verga «Nedda»: riassunto

Nedda rappresenta il testo che segnò il passaggio di Verga alla corrente del Verismo. Racconta le vicende di Nedda Di Gaudio, umile raccoglitrice di olive che svolge il suo lavoro per avere la possibilità di accudire sua madre malata. Il tutto è ambientato nella provincia di Agrigento. La ragazza vedrà in breve tempo morire la madre mentre si lega sentimentalmente ad un ragazzo Janu, anch’egli contadino e malato di febbre malarica. Nonostante la malattia è costretto lo stesso a salire sugli alberi per la rimondatura degli ulivi.

Un giorno Janu cade dall’albero e perde la vita lasciando Nedda sola e con una bambina che presto verrà al mondo. Da sola Nedda verrà sfruttata da alcuni personaggi che la costringono ad esempio a lavorare nell’orto. Ma poco dopo la nascita la piccola muore dato che la ragazza non ha la possibilità di mangiare e di conseguenza di allattarla. Nella parte conclusiva dell’opera Nedda ringrazia la Madonna per la morte della figlia risparmiandole in questo modo le sofferenze della vita.

Analisi del testo

Tramite l’opera Nedda Verga vuole mettere alla luce la cattiveria di chi vive nella ricchezza confrontandolo con l’umiltà e la rassegnazione di chi è costretto a vivere una vita di sventure proprio come la protagonista. Verga evoca i fatti ambientati in una Sicilia da poco annessa al Regno D’Italia e ancora lontano dal processo di industrializzazione. Lo fa senza dare mai un proprio giudizio ma limitandosi a raccontare gli avvenimenti così come accadono.

Nedda è un po’ l’eroina del romanzo, una donna che attraversa una serie di disgrazie e soprusi a cui lei però non intende sottrarsi, consapevole di non avere alcuna speranza al destino e alla cattiveria degli uomini.

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