Giorgetti alle banche italiane: “Hanno il dovere di contribuire all’ultimo miglio”. Ma da Messina (Intesa) arriva il gelo

Laura Naka Antonelli

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Per Giorgetti le banche italiane hanno “il dovere di aiutare lo Stato nel miglio decisivo per la sostenibilità della finanza pubblica”. Ma Carlo Messina non apre e chiarisce.

Giorgetti alle banche italiane: “Hanno il dovere di contribuire all'ultimo miglio”. Ma da Messina (Intesa) arriva il gelo

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Le azioni delle banche italiane rimangono attenzionate a Piazza Affari, non solo per la grande novità emersa dall’assemblea straordinaria di MPS che si è tenuta ieri, giovedì 29 ottobre, ma anche per i contribuiti che il governo Meloni è tornato a chiedere agli istituti di credito per finanziare la legge di bilancio del 2027.

Contributi che oggi il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti è tornato a spiegare, in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio.

Il sistema bancario italiano “ha il dovere di aiutare lo Stato nel miglio decisivo per la sostenibilità della finanza pubblica”, ha detto il titolare del Tesoro.

Giorgetti ha aggiunto che “tutte le componenti del Paese devono contribuire al perseguimento del percorso di risanamento della finanza pubblica, in primis chi, come il sistema finanziario, ha beneficiato dei risultati del risanamento negli scorsi anni”.

Il ministro ha sottolineato che il governo Meloni si rende conto che i contributi rappresentano “oneri significativi”. Ma, ha precisato, si tratta di contribuiti che “riteniamo nel complesso assorbibili e senza riflessi negativi ”. Diverso, va precisato, è il parere invece degli analisti.

Giorgetti al Presidente dell’ABI: “Caro Patuelli, siamo tutti nella stessa barca”

Il titolare del Tesoro ha poi ricordato gli aiuti dello Stato alle banche italiane: “Nelle situazioni difficili lo Stato con le Gacs ha aiutato il sistema bancario e il sistema bancario ha il dovere di aiutare lo Stato”.

Giorgetti si è rivolto anche ad Antonio Patuelli, Presidente dell’ABI, associazione bancaria italiana: “Più volte in queste settimaneho parlato di barca da proteggere in tempi di potenziale burrasca. Ecco, caro Patuelli, siamo tutti nella stessa barca”.

Ma un no ad aprire ai contributi chiesti dal governo Meloni è arrivato dal CEO di Intesa Sanpaolo Carlo Messina, che ha detto che da parte della banca italiana non c’è al momento alcuna apertura ai nuovi contributi chiesti dal governo.

Messina (Intesa Sanpaolo) su contribuiti banche: “Io non do nessuna apertura”

A margine della giorna mondiale del risparmio, organizzata a Roma dall’ACRI, Messina lo ha detto chiaro e tondo:

“Io non do nessuna apertura ai contributi delle banche anche perché giustamente il ministro (Giorgetti) parlava dell’importanza della parola data. Ed è un’importanza assoluta. E il rispetto della parola rappresenta un presupposto per la fiducia. Nel caso delle banche anche questo non è accaduto, perché l’accordo preso l’anno scorso per i tre anni successivi ha visto un ulteriore contributo quest’anno”.

Carlo Messina ha comunque riconosciuto il lavoro fatto dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e da Giancarlo Giorgetti “nel percorso del risanamento dei conti pubblici”, osservando che “è chiaro che di fondo io valuto in modo estremamente positivo” quanto “hanno fatto per il bilancio pubblico”, anche perché, ha continuato, “quello che dice il ministro (Giorgetti) è vero”, ovvero che “la fiducia nel Paese parte dalla corretta gestione del bilancio pubblico”.

Di conseguenza, “la mia valutazione sulla loro gestione del bilancio pubblico è totalmente positiva”.

Detto questo, il CEO di Intesa Sanpaolo ha detto di auspicare che ci sia “il giusto equilibrio, la giusta quantità di trattamento tra tutti i soggetti che generano reddito di questo Paese”, quando invece “oggi vedo una concentrazione solo sul settore bancario”, ha sottolineato, riferendosi ai contributi che il governo Meloni ha chiesto alle banche.

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