Il tema interessa sia il piccolo risparmiatore sia gli investitori con portafogli di un certo rilievo. Assicurazioni Generali piace in tutti i sensi, sia come azione sia come obbligazioni.
Facciamo allora il punto su queste ultime, alla luce anche del recente debutto di una nuova subordinata Tier 2 in euro. Passando poi a verificare il rendimento azionario.
La Generali con scadenza 2035
È un’inedita emissione, che ha raccolto un successo superiore a ogni aspettativa, con ordini oltre 3 volte l’offerta.
- Isin: XS2911633274
- Scadenza: 3/1/2035
- Cedola: 4,1562%
- Taglio: 200.000 euro
- Premio di rendimento: 175 punti base sul midswap
- Dato stacco prima cedola: 3/1/2026 (quindi cedola lunga)
- Ammontare: 750 milioni di euro
- Tipologia: subordinata Tier 2 (il pagamento di cedole e il rimborso vengono condizionati al soddisfacimento di tutti gli altri creditori, esclusi i possessori di obbligazioni Tier 1)
- Quotazione: su Borsa del Lussemburgo e a Milano (su Tlx ed Euronext Access).
Il titolo prezza sui 101 Eur su Tlx (rendimento al 4,1%), con uno spread bid-ask sui 70 pb ma una liquidità altalenante.
- Punto forte: la solidità dell’emittente
- Punto debole: il taglio 200.000 ne penalizza gli scambi.
Un bond quindi interessante ma che avrebbe tratto vantaggi da un taglio nettamente inferiore (per esempio 100.000 euro).
Il nuovo Generali a confronto con i precedenti
Il debutto di questa emissione rende inevitabile un confronto con quelle già presenti sul mercato. Che sono in buona parte però trattate su altre piazze e soprattutto su quelle tedesche oltre che al Lussemburgo. Volendo allora restare su Euronext Milano, ecco due alternative possibili dal “book” abbastanza completo, al contrario di altre, molto meno liquide.
- Generali Green 2,124% Ot2030 – Isin XS2056491587 – taglio 100.000 Eur – discreta liquidità – prezzo indicativo 93,9 Eur – yield lordo 3,4%.
- Generali Green 1,713% Ge2032 – Isin XS2357754097 – taglio 100.000 Eur – discreta liquidità - prezzo indicativo 87 Eur – yield lordo 3,7%.
Meglio il rendimento azionario
I tempi in cui i subordinati di Generali entravano in molti portafogli anche retail sono lontani. Allora gli yield cedolari superavano l’8-9% e i profitti in conto capitale fecero ricchi tanti investitori. Oggi non è più così, anche perché la solidità del gruppo è salita e non di poco. Non resta allora che puntare sull’alternativa del dividendo azionario, nel frattempo cresciuto parecchio.
L’ultimo importo pagato (20/5/2024) è stato di 1,28 Eur, che alla quotazione attuale corrisponde al 5,04% lordo. Due le considerazioni da fare in merito:
1° Il dividendo è salito continuamente negli ultimi anni (1,07 Eur pagamento 2022 – 1,16 Eur pagamento 2023).
2° Le indiscrezioni che circolano sul mercato parlato di un dividendo 2025 – relativo all’esercizio 2024 – che quanto meno dovrebbe confermarsi rispetto all’ultimo.
È inoltre evidente che con l’azione non si pone il problema del taglio minimo, consentendo successive entrate scaglionate in presenza di correzioni della quotazione. Di qui a maggio del prossimo anno – mese di pagamento del dividendo – c’è certamente spazio per fasi ribassiste. Con il minimo registrato negli ultimi 12 mesi a 19,1 Eur si otterrebbe per esempio uno yield di quasi il 6,2%.
L’ipotesi appare pessimistica per la quotazione ma quanto meno un 5,5% è possibile. Ecco quindi un caso in cui l’obbligazionario appare già messo all’angolo in termini di rendimenti, seppur influenzato per l’emittente Generali da un rating fra i migliori nell’ambito dell’assicurativo europeo.
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