Gemelle siamesi separate dalla testa a Roma: intervento record unico al mondo

Due gemelle siamesi sono state separate all’ospedale Bambino Gesù di Roma. Le due erano attaccate dalla testa, si tratta del primo intervento in Italia.

Gemelle siamesi separate dalla testa a Roma: intervento record unico al mondo

Due gemelle siamesi sono state separate dalla testa all’ospedale Bambino Gesù di Roma, si tratta del primo intervento in Italia e l’unico caso al mondo portato a termine con successo. In totale sono state effettuate 3 operazioni, l’ultima durata 18 ore, che ha coinvolto più di 30 persone tra medici e infermieri.

Le due gemelline sono arrivate a Roma dal Centrafrica ed erano nate attaccate alla nuca e al cranio, condividendo una gran parte del sistema venoso. L’ultima operazione è stata effettuata lo scorso 5 giugno, ma la notizia è stata resa nota solamente oggi, dopo i controlli effettuati a distanza di un mese, che confermano la buona riuscita dell’intervento. Il primo intervento è stato effettuato a maggio 2019, il secondo a giugno 2019, mentre l’ultimo, quello che le ha separate a giugno 2020.

Gemelle siamesi separate a Roma

Le due sorelle, Ervina e Prefina, sono state sottoposte ai controlli postoperatori e stanno bene, i medici hanno confermato che il sistema cerebrale è integro e la parte ricreata funziona in modo ottimale. Per il momento le due pazienti continuano a essere ricoverate nell’ospedale della Capitale, all’interno del reparto di Neurochirurgia, in attesa che le ferite si rimargino completamente al fino di ridurre quanto più possibile il rischio di infezione.

L’iter operatorio era iniziato due anni fa, nel mese di luglio 2018, quando Mariella Enoc, la presidente dell’ospedale, si trovava in missione a Bangui, la Capitale della Repubblica Centrafricana, dove ha incontrato le due sorelle appena nate, decidendo di potarle a Roma per provare a intervenire. La sindrome delle due gemelle è estremamente rara, tanto che conta 1 caso ogni 2,5 milioni di nascite.

L’intervento record, primo in Italia

Per l’esecuzione dell’intervento è stato composto un team di medici provenienti da diverse branche della medicina, che hanno studiato a fondo il caso e pianificato l’intervento avvalendosi degli strumenti più avanzati in fatto di diagnostica per immagini, ricostruendo in 3D la scatola cranica delle due gemelle.

Il problema principale dell’operazione è stato separare i vasi sanguigni che le due bambine condividevano, che potevano causare delle importanti emorragie, ma anche delle ischemie. Proprio per questo motivo i medici hanno voluto dividere l’operazione in 3 fasi, al fine di poter ricostruire due sistemi venosi separati, che potessero far affluire al cervello la quantità di sangue necessaria. Carlo Marras, responsabile dell’unità di Neurochirurgia ha spiegato che:

“Abbiamo gestito una situazione rara nel contesto di una malformazione già di per sé molto rara. La peculiarità qui era data dal punto di contatto nel cranio, che coinvolgeva importanti strutture venose. Ma nel nostro ospedale c’è una scuola di chirurgia sui gemelli siamesi e questo intervento è l’evoluzione di altri casi trattati”.

Adesso le due gemelle dovranno indossare un casco protettivo e intraprendere un percorso di neuro riabilitazione, già iniziato prima dell’intervento.

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