Gas ai minimi e rendimenti BTP in calo. Come cambiare il proprio portafoglio obbligazionario?

Claudia Cervi

20 Giugno 2026 - 07:53

Gas ai minimi, rendimenti BTP in calo: chi ha un BTP al 5% comprato nel 2023 può incassare fino a 8.600 euro su 100.000. I calcoli da fare per decidere se vendere o tenere.

Gas ai minimi e rendimenti BTP in calo. Come cambiare il proprio portafoglio obbligazionario?

Il gas è crollato sotto i 42 €/MWh dopo la riapertura dello Stretto di Hormuz. Non si vedeva un prezzo così basso da oltre due mesi. A ruota il BTP decennale è sceso al 3,68%, minimo da cinque settimane, e il Bund tedesco al 2,97%. Chi segue i BTP sa che dopo un rialzo dei tassi, i rendimenti salgono. Eppure sono scesi, dopo la decisione della BCE di portare i tassi al 2,25%. I rendimenti guardano oltre la mossa BCE e scontano già l’inflazione che scende. Non è un controsenso, sposta solo la domanda: per chi ha in portafoglio un BTP a cedola alta, comprato quando i tassi erano ai massimi, conviene vendere ora o aspettare?

Gas, inflazione e tassi, cosa muove i prezzi dei BTP

Fino a pochi giorni fa nelle sale operative si scommetteva su tassi alti per un periodo prolungato. La riapertura di Hormuz ha capovolto lo scenario, almeno per ora. Il Treasury USA decennale è sceso al 4,46%. Lo spread BTP-Bund si è stretto. Dietro c’è una rotazione di liquidità dai beni rifugio ai mercati azionari. Se il prezzo dell’energia diminuisce, anche l’inflazione rallenta nei prossimi mesi. Buone notizie, sia per il debito pubblico italiano che per chi ha comprato BTP a cedola alta negli ultimi due o tre anni: un rendimento più basso spinge i prezzi al rialzo.

BTP al 5%, chi vende ora può incassare fino a 8.600 euro ogni 100.000 investiti

Il BTP 2034 (ISIN IT0003535157), con cedola 5% semestrale, costava 102-104 euro nel 2022-2023 sul mercato secondario. Oggi vale 110,79 euro.

Su un investimento di 100.000 euro, vendendo ora, significa un guadagno di fino a 8.600, più le cedole al 5% gia incassate, di circa 14.500 lordo. Dal 2023 a oggi significa un rendimento complessivo di circa il 23% lordo, in 3 anni. Vendere oggi significa incassare una plusvalenza (e pagarci le tasse) calcolata su un prezzo, 110,79 euro, che scenderà a 100 alla scadenza per effetto della pull-to-par, e succede anche se i rendimenti restano dove sono ora.

Aspettare la scadenza significa avere un guadagno del 4,5%-4,8% lordo annuo, quindi il +40% nei restanti 8 anni, indipendentemente da quanto sale o scende il prezzo nel frattempo.

Nei primi tre anni il titolo ha reso circa il 7% annuo composto, più del 4,5-4,8% bloccato all’acquisto. Restando dentro per gli altri otto anni, quel guadagno extra si scioglie e si torna al rendimento di partenza.

Meglio vendere ora per portare a casa il guadagno di prezzo, pagandoci le tasse, o lasciarlo investito fino al 2034?

Vendere ora, aspettare, reinvestire

Vendere ora il BTP implica pagare subito la plusvalenza sulla differenza tra il prezzo di vendita e quello di acquisto.

L’aliquota per i titoli di Stato è il 12,5%. Su una plusvalenza lorda di 8.600 euro, la tassa è 1.075 euro. Restano in tasca 7.525 euro netti.

Per le cedole la ritenuta del 12,5% viene applicata automaticamente al momento del pagamento, ogni sei mesi: si incassano 12.870 euro netti ogni anno.

Aspettare non vuol dire tenerlo necessariamente fino al 2034. Si potrebbe vendere comunque, ma più avanti, se e quando il guadagno di prezzo è più alto.

Chi compra un BTP solo per la cedola, senza mai guardare il prezzo di mercato, può tenerlo fino alla scadenza senza pensarci: incassa il 5% ogni anno, indipendentemente da dove va il prezzo nel mezzo.

Non sbaglia, anche se rinuncia ai 7.525 euro netti di plusvalenza che avrebbe incassato vendendo oggi. In compenso non paga nemmeno i 1.075 euro di tasse su quella plusvalenza. Alla scadenza, con il rimborso a 100 contro un prezzo di carico di 102, genera una minusvalenza di 1.961 euro compensabile entro i quattro anni successivi su altre plusvalenze finanziarie e non sulle cedole, che restano tassate comunque.

Vendere oggi ha senso se esiste, a parità di rischio, un’alternativa che renda almeno quanto il 4,5%-4,8% lordo di questo BTP. Oggi non esiste: un nuovo BTP di pari durata, comprato vicino alla pari, rende intorno al 3,5% lordo.

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