Fringe Benefit 2026, come trasformare i premi aziendali in spesa e bollette pagate (senza tasse)

Patrizia Del Pidio

Commenta

Guida ai benefit aziendali 2026. Le soglie di esenzione per dipendenti con o senza figli, il rimborso di affitto e utenze e le novità della normativa.

Fringe Benefit 2026, come trasformare i premi aziendali in spesa e bollette pagate (senza tasse)

Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.

Fare la spesa, pagare le bollette di luce e gas e saldare la rata del mutuo utilizzando i soldi del datore di lavoro senza che sulle somme venga trattenuto un euro di tasse. Potrebbe sembrare utopia, eppure nel 2026 il welfare aziendale si sta trasformando in una vera e propria mensilità aggiuntiva esentasse a disposizione dei lavoratori dipendenti.

Il meccanismo dei fringe benefit è diventato molto più articolato rispetto al passato e i premi non monetari da erogare ai lavoratori dipendenti beneficiano di esenzione fiscale e contributiva totale entro determinati limiti. Comprendere come funzionano le soglie di esenzione e quali spese possono essere ammortizzate con i premi aziendali permette di massimizzare il valore dello stipendio pianificando risparmi concreti nel corso dell’anno.

I tetti di esenzione dei fringe benefit

Per sfruttare al meglio questa opportunità di risparmio, è fondamentale conoscere i limiti monetari fissati dalla legge per l’anno in corso. I benefit aziendali rimangono completamente esentasse solo «entro determinati limiti», che variano in base alla composizione del nucleo familiare del lavoratore:

Per sbloccare il massimale maggiorato di 2.000 euro anziché quello base di 1.000 euro, la norma rimanda ai criteri stabiliti dall’articolo 12, comma 2, del TUIR. Un figlio è considerato fiscalmente a carico se il suo reddito complessivo annuo (al lordo degli oneri deducibili) rispetta questi precisi limiti economici:

  • fino a 4.000 euro all’anno, se il figlio ha un’età uguale o inferiore a 24 anni.
  • fino a 2.840,51 euro all’anno, se il figlio ha un’età superiore a 24 anni.

La soglia è personale o familiare?

La soglia è strettamente personale e legata al singolo lavoratore dipendente. Non è un limite «cumulativo» del nucleo familiare. Questo significa che se entrambi i genitori sono lavoratori dipendenti e hanno un figlio a carico, ciascuno dei due genitori ha diritto a un plafond autonomo di 2.000 euro di fringe benefit esentasse presso le rispettive aziende, raddoppiando di fatto il potenziale di risparmio familiare fino a 4.000 euro totali.

Se il valore complessivo dei fringe benefit ricevuti nel corso del 2026 supera anche solo di un euro il tetto di 1.000 o 2.000 euro, non viene tassata solo la parte eccedente, ma l’intero importo erogato.

Il caso dei buoni pasto

Una cosa interessante che molto spesso i lavoratori ignorano è che i buoni pasto non riducono il limite dei fringe benefit. I buoni pasto viaggiano su un binario fiscale del tutto indipendente e sono totalmente esclusi dal calcolo dei limiti dei fringe benefit (le soglie da 1.000 e 2.000 euro viste sopra). Questo significa che un dipendente può tranquillamente esaurire il proprio plafond di 1.000 euro in buoni acquisto o bollette e, contemporaneamente, ricevere i buoni pasto giornalieri dall’azienda senza pagare tasse.

L’esenzione dei buoni pasto è legata a specifici limiti giornalieri:

Solo l’eventuale quota che supera questi importi giornalieri (ad esempio, la parte eccedente di un buono elettronico da 10 euro) viene considerata reddito da lavoro e, in quel caso specifico, può essere assorbita dal plafond annuo dei fringe benefit per rimanere neutrale ai fini delle tasse.

Quali beni e servizi rientrano nei fringe benefit?

Per fare la spesa, pagare le bollette e saldare le rate del mutuo con i soldi del datore di lavoro senza pagare le tasse sulle somme, è necessario che siano soddisfatti specifici requisiti.

La misura è disciplinata dall’articolo 51, comma 3, del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), temporaneamente modificato dalla Legge di Bilancio per innalzare le soglie di esenzione annuali a 1.000 euro (per chi non ha figli) e a 2.000 euro (per chi ha figli a carico).

Nella seguente tabella vediamo i beni e servizi ammessi nei fringe benefit e le condizioni per ottenerli.

Bene / servizio ammesso Cosa comprende nel 2026 Condizioni pratiche per ottenere l’esenzione fiscaleDocumenti da presentare all’azienda
Spesa e spesa alimentare Buoni spesa, voucher digitali o cartacei da utilizzare nei supermercati e nella grande distribuzione Consegna o caricamento dei voucher su piattaforma welfare da parte dell’azienda entro il 12 gennaio 2027 Nessuno
Rifornimento carburante Buoni benzina e voucher per il rifornimento di carburante o ricariche di veicoli elettrici Rilascio del buono entro il 12 gennaio 2027. Il dipendente può spenderlo anche successivamente, rispettando la scadenza del voucher Nessuno
Bollette domestiche Rimborso delle spese per le utenze di acqua, luce e gas metano Le utenze devono riferirsi a immobili a uso abitativo del dipendente o di familiari conviventi/a carico. Copia delle fatture pagate nel 2026 + autodichiarazione che attesti la non richiesta del rimborso presso altri datori di lavoro
Interessi sul mutuo Rimborso degli interessi passivi sul mutuo per l’acquisto o la ristrutturazione dell’abitazione principale Il mutuo deve essere intestato al lavoratore (o coniuge/familiari a carico) e riferirsi alla prima casa. Certificazione annuale rilasciata dalla banca attestante la quota di interessi passivi pagati nel corso del 2026
Canone di locazione (affitto) Rimborso del canone di affitto della casa in cui il lavoratore ha la residenza o dimora abituale Il contratto di locazione deve essere regolarmente registrato. Copia del contratto di locazione con estremi di registrazione + ricevute dei bonifici di pagamento dei canoni del 2026
Abbonamenti trasporti Rimborso o acquisto diretto di abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale Valido per il dipendente e per i familiari a carico Occorre presentare il titolo di viaggio e la ricevuta di pagamento dell’abbonamento acquistato nel 2026

Da specificare che non esistono tetti di spesa specifici fissati dalla legge per le bollette, per l’affitto o per la spesa. Un lavoratore con figli a carico può decidere, ad esempio, di farsi rimborsare tutti i 2.000 euro per le sole bollette del gas, oppure di dividere la cifra tra 1.000 euro di affitto e 1.000 euro di buoni spesa.

Chi ha diritto ai fringe benefit

L’agevolazione fiscale è riservata a coloro che sono titolari di reddito da lavoro dipendente e redditi assimilati. Di conseguenza i fringe benefit possono essere riconosciuti a:

  • tutti i lavoratori dipendenti del settore privato (tutti i dipendenti (full-time, part-time, a tempo determinato o indeterminato, compresi gli apprendisti e i lavoratori in somministrazione);
  • collaboratori (Co.Co.Co.) e amministratori di società: spettano a chiunque un contratto di collaborazione coordinata e continuativa o ricopre il ruolo di amministratore (es. Amministratore Unico di una S.r.l.) produce un reddito assimilato a quello dipendente. Può quindi ricevere i fringe benefit esentasse, a condizione che l’incarico sia regolarmente retribuito;
  • dipendenti pubblici: i lavoratori della Pubblica Amministrazione hanno teoricamente diritto all’esenzione fiscale delle soglie. Tuttavia, l’accesso pratico ai rimborsi o ai voucher dipende dallo stanziamento di fondi dedicati al welfare nei contratti collettivi (CCNL) dei singoli comparti pubblici, rendendo la misura molto meno diffusa rispetto al settore privato.

Chi è escluso dai fringe benefit? Le agevolazioni non possono essere riconosciute a lavoratori autonomi e professionisti, pensionati. A tirocinanti e stagisti, invece, i fringe benefit possono essere riconosciuti ma con alcune regole specifiche.

Tempistiche e scadenze fringe benefit 2026

Un aspetto fondamentale che si deve considerare sempre è quello relativo al calendario. I beni e servizi erogati dal datore di lavoro devono riferirsi al periodo d’imposta 2026 (dal 1° gennaio al 31 dicembre). Per i rimborsi di bollette, affitto e mutuo i documenti giustificativi devono riguardare i consumi effettuati e scadenze ricadenti nel corso del 2026.

La Legge non impone di chiudere i pagamenti dei fringe benefit il 31 dicembre, per il Fisco italiano, infatti, si applica il principio di cassa allargato. Il datore di lavoro ha tempo fino al 12 gennaio 2027 per accreditare rimborsi o consegnare materialmente i beni (voucher) al dipendente. Tutto quello che viene messo a disposizione del lavoratore entro il 12 gennaio rientra nel calcolo delle soglie del 2026. Dal 13 gennaio 2027, invece, le somme scivoleranno nel nuovo anno fiscale.
Mentre il Fisco è determinante per l’assegnazione dei voucher o dei buoni digitali, il dipendente può provvedere a spenderli anche in periodi successivi in base all’effettiva scadenza commerciale indicata sul buono stesso.

Commenti

0

Per commentare serve un account Money.it gratuito.

Nessun commento: scrivi tu il primo.

Cerca la tua Azienda su