Francia: non passa per un soffio la mozione di sfiducia al governo. Tensioni dopo il voto

Enrica Perucchietti

20 Marzo 2023 - 19:52

Sono mancati 9 voti per la sfiducia che è stata votata da 278 parlamentari, meno della metà di quelli che si pensava fosse il «margine di sicurezza» della maggioranza.

Francia: non passa per un soffio la mozione di sfiducia al governo. Tensioni dopo il voto

Dopo un weekend di fuoco con manifestazioni in tutta la Francia, decine di arresti e scontri tra la polizia per protestare contro il nuovo regime pensionistico voluto dal presidente Emmanuel Macron, che venerdì ha fatto approvare in modo blindato dall’Assemblée Nationale, oggi gli occhi erano puntati sull’Assemblée Nationale, dove era atteso il voto di sfiducia.

Le aspettative sono state però disattese, per una manciata di voti.

Per una manciata di voti

Per sfiduciare il governo di Elisabeth Borne sono infatti mancati solo 9 voti, meno della metà di quelli che si pensava fosse il «margine di sicurezza» della maggioranza.

Non infatti ha raccolto i 287 voti necessari per far cadere il governo francese la mozione di sfiducia «transpartisan» del partito indipendente LIOT, votata da tutte le opposizioni al governo Borne dopo la riforma delle pensioni.

Nei confronti del governo sono state presentate due mozioni di sfiducia: la prima dal Rassemblent National di Marine Le Pen, la seconda dal gruppo indipendente Liot con l’adesione della Nupes di Jean-Luc Melenchon. Questa è stata la prima ad essere votata e rappresentava il pericolo maggiore per l’esecutivo di Elisabeth Borne perché ha raccolto anche il voto di alcuni parlamentari di Les Républicains.

Tensioni dopo il voto a Parigi

Dopo che la mozione è stata respinta per nove voti, la tensione è esplosa in Place Vauban a Parigi, dove sono stati dati alle fiamme alcuni cassonetti. Situazione tesa anche a Tolbiac, il quartiere universitario nel 13esimo arrondissement, dove è stato deciso un blocco da parte degli studenti.

La polizia è schierata da questa mattina fra Concorde e Champs-Elysées, che restano vietati agli assembramenti, e la zona di Invalides. Oggetti sono stati lanciati da parte dei manifestanti contro la polizia che aveva dato ordine di dispersione della manifestazione, non autorizzata. In risposta, diverse cariche e lancio di lacrimogeni. La situazione nella capitale francese si presenta molto tesa.

«Quello che non è stato possibile raggiungere con un normale voto parlamentare, lo dobbiamo ottenere con le proteste, gli scioperi, le manifestazioni»: lo ha detto, ai microfoni di BFM TV, il leader de La France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon. «Adesso è ora di passare a una sfiducia popolare», ha aggiunto il leader della sinistra radicale.

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