I fondi pensione che rendono di più. La classifica 2026

Claudia Cervi

25 Maggio 2026 - 15:35

Con 100 euro al mese per 20 anni alcuni fondi pensione possono generare oltre 20.000 euro in più. Ecco quali rendono di più nel 2026.

I fondi pensione che rendono di più. La classifica 2026

Sempre più lavoratori stanno spostando il TFR nei fondi pensione per integrare la pensione pubblica.

Per chi andrà in pensione tra 15 o 20 anni il solo TFR, rivalutato lentamente anno dopo anno, potrebbe non bastare più a compensare la differenza tra l’assegno Inps e lo stipendio percepito durante la vita lavorativa.

I fondi pensione italiani gestiscono ormai oltre 250 miliardi di euro e continuano ad attirare soprattutto lavoratori giovani. A spingere sono soprattutto i comparti azionari e bilanciati, che negli ultimi anni hanno prodotto rendimenti superiori al TFR lasciato in azienda.

Nel 2025 i fondi pensione aperti azionari hanno registrato rendimenti medi vicini al +9,6%, contro circa il +1,5%-1,7% del TFR. Anche i comparti bilanciati hanno reso oltre il +5% medio annuo.

Nel lungo periodo anche pochi punti percentuali fanno una differenza enorme. Con 100 euro al mese per 20 anni, la differenza tra un comparto garantito e uno azionario può superare i 20.000 euro.

Dai comparti azionari a quelli garantiti, ecco quali fondi pensione rendono di più nel 2026, come funzionano e quanto incidono davvero i costi.

I fondi pensione che rendono di più

Quando si sceglie un fondo pensione non basta guardare solo il rendimento dell’ultimo anno. Nel tempo anche commissioni, tipologia di comparto ed esposizione azionaria possono incidere sul risultato finale.

Per capire di quanto, abbiamo simulato un versamento di 100 euro al mese per 20 anni, pari a 24.000 euro complessivi, utilizzando i rendimenti medi annui dei comparti Covip aggiornati a fine 2024.

Fondi pensione linea garantita

Fondo pensioneRendimento medio annuo stimatoCapitale lordo stimatoCosti stimatiCapitale netto stimatoGuadagno netto
Poste Vita Spa (Posta Previdenza Valore) 2,4% €30.760 €2.900 €27.860 €3.860
HDI Assicurazioni S.p.A. 2,6% €31.480 €2.600 €28.880 €4.880
Genertellife Spa (Previdenza Concreta) 2,3% €30.420 €3.200 €27.220 €3.220

Fondi pensione linea obbligazionario
I fondi obbligazionari, pur offrendo una maggiore sicurezza rispetto ai fondi azionari, tendono a presentare rendimenti più bassi. Tra i migliori in questa categoria troviamo:

Fondo pensioneRendimento medio annuo stimatoCapitale lordo stimatoCosti stimatiCapitale netto stimatoGuadagno netto
Compagnia Italiana di Previdenza 1,1% €26.780 €1.400 €25.380 €1.380
Società Reale Mutua (PIP Cento Stelle Reale) 1,2% €27.060 €1.600 €25.460 €1.460
Mediolanum Vita Spa (Tax Benefit New) 0,8% €26.040 €3.000 €23.040 -€960

Fondi pensione linea bilanciata
Ideali per chi cerca un equilibrio tra rischio e rendimento.

Fondo pensioneRendimento medio annuo stimatoCapitale lordo stimatoCosti stimatiCapitale netto stimatoGuadagno netto
Intesa SanPaolo Vita Spa (Previnext) 4,2% €36.900 €4.500 €32.400 €8.400
Arca Previdenza 4,0% €36.390 €4.300 €32.090 €8.090
HDI Assicurazioni Spa 3,8% €35.900 €4.400 €31.500 €7.500

Fondi pensione linea azionaria
Adatti a chi tollera una maggiore volatilità in cambio di potenziali rendimenti superiori.

Fondo pensioneRendimento medio annuo stimatoCapitale lordo stimatoCosti stimatiCapitale netto stimatoGuadagno netto
Allianz Insieme (Linea Azionaria) 6,8% €52.400 €2.200 €50.200 €26.200
AXA MPS Previdenza per Te 5,8% €45.600 €4.300 €41.300 €17.300
Sara Vita Spa (PIP Sara Multistrategy) 5,5% €43.900 €5.500 €38.400 €14.400

Cosa cambia nel 2026 per i fondi pensione

La Legge di Bilancio 2026 ha modificato alcuni aspetti della previdenza complementare, rendendo i fondi pensione più flessibili rispetto al passato.

Dal 1° gennaio 2026 il limite di deducibilità fiscale sale da 5.164,57 euro a 5.300 euro annui. Per i lavoratori con redditi medio-alti il vantaggio fiscale può superare i 1.800 euro l’anno.

Per chi ha iniziato a lavorare dopo il 2006 il limite deducibile può salire fino a 7.950 euro all’anno grazie al recupero delle quote non utilizzate nei primi anni di adesione, con un vantaggio fiscale extra.

Dal 1° luglio 2026 i neoassunti avranno un periodo limitato per scegliere dove destinare il TFR. In assenza di risposta, il conferimento al fondo pensione scatterà automaticamente. La novità più importante riguarda i comparti di default: per i lavoratori più giovani verranno utilizzate linee con maggiore esposizione azionaria attraverso strategie life cycle.

Cambiano anche le opzioni di uscita. La normativa aumenta la quota liquidabile in capitale e introduce nuove modalità di erogazione frazionata del montante accumulato.

Come capire quali sono i migliori fondi pensione

Il miglior fondo pensione non è semplicemente quello che ha ottenuto il rendimento più alto nell’ultimo anno.

Un comparto azionario può guadagnare molto in una fase positiva dei mercati e perdere rapidamente terreno durante le correzioni. Per questo i confronti andrebbero fatti soprattutto su orizzonti lunghi: 5, 10 o 20 anni.

Prima di scegliere conta soprattutto confrontare:

  • rendimento medio nel tempo;
  • costi reali;
  • profilo di rischio del comparto;
  • stabilità del gestore e politica di investimento.

Nel lungo periodo i costi pesano quasi quanto i rendimenti. Anche pochi decimi di punto percentuale di differenza nell’ISC (indice sintetico di costo) possono tradursi in decine di migliaia di euro in meno al momento della pensione.

Fondi negoziali: i più economici

I fondi pensione negoziali sono in genere i prodotti con i costi più bassi. L’ISC spesso si muove tra lo 0,5% e lo 0,7% e molti comparti beneficiano anche del contributo aggiuntivo del datore di lavoro.

Secondo Covip, nel 2025 i comparti:

  • azionari dei fondi negoziali hanno registrato rendimenti medi intorno al +7%-8%;
  • i bilanciati si sono mossi vicino al +5%;
  • i garantiti hanno oscillato tra il +2% e il +4%.

Tra i comparti più performanti compaiono:

  • Mediafond Azionario (+15,36%);
  • Fondosanità Espansione (+13,90%);
  • Perseo Sirio Azionario (+12,26%).
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Fondi pensione aperti: più flessibilità e rendimenti più alti

I fondi pensione aperti sono i più gettonati tra i lavoratori perchè offrono una maggiore libertà nella scelta dei comparti e di solito hanno una componente azionaria maggiore.

Secondo Covip:

  • le linee azionarie hanno reso in media circa il +9,6%;
  • le bilanciate intorno al +5,5%;
  • gli obbligazionari molto meno.

Tra i prodotti più osservati nel 2026 compaiono:

  • Allianz Insieme;
  • Arca Previdenza;
  • AXA MPS Previdenza per Te;
  • Il Mio Domani di Intesa Sanpaolo;
  • Eurorisparmio Previdenza.

La Linea Azionaria di Allianz Insieme ha registrato un rendimento medio annuo netto del 6,85% a dieci anni con costi sotto l’1%, tra i più bassi del mercato italiano.

PIP: più costosi ma ancora molto diffusi

I PIP (Piani Individuali Pensionistici) sono ancora tra i prodotti previdenziali più venduti attraverso reti bancarie e assicurative. Hanno spesso costi più elevati rispetto ai fondi aperti e negoziali. In diversi casi l’ISC può arrivare vicino al 2% annuo.

Alcuni PIP hanno registrato rendimenti interessanti, ma le commissioni possono mangiare una parte importante dei guadagni nel lungo periodo.

Quale fondo pensione scegliere in base all’età

20-35 anni
Per chi ha davanti ancora molti anni di lavoro le linee azionarie e bilanciate dinamiche restano quelle con il potenziale più elevato sul lungo periodo.

Molti comparti azionari hanno registrato rendimenti medi annui superiori al 5% negli ultimi dieci anni.

35-50 anni
In questa fascia molti risparmiatori iniziano a ridurre gradualmente il rischio, privilegiando comparti bilanciati con una quota azionaria ancora significativa.
Qui serve continuità dei versamenti, con una maggiore attenzione ai costi.

Over 50
Con l’avvicinarsi della pensione aumenta il peso delle linee obbligazionarie e garantite.

L’obiettivo principale diventa limitare la volatilità del capitale accumulato negli anni precedenti all’uscita dal lavoro.

Come confrontare davvero i fondi pensione

Per confrontare correttamente i fondi pensione conviene utilizzare il comparatore ufficiale Covip oppure altri comparatori indipendenti, ricordando sempre che i confronti andrebbero fatti solo tra comparti omogenei:

  • azionari contro azionari;
  • bilanciati contro bilanciati;
  • garantiti contro garantiti.

Un comparto azionario con rendimento medio composto superiore al 4,5%-5% annuo a dieci anni e costi contenuti tende oggi a essere tra le combinazioni più interessanti per gli investitori giovani con orizzonte lungo.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.