Fondi pensione: attenzione ai costi nascosti. Ecco come impattano sul tuo futuro previdenziale

Pietro Pisello

20/07/2024

Il recente report della COVIP offre un’analisi approfondita e dettagliata delle diverse tipologie di oneri presenti all’interno dei fondi pensione.

Fondi pensione: attenzione ai costi nascosti. Ecco come impattano sul tuo futuro previdenziale

Scegliere un fondo pensione per garantirsi un futuro sereno è una decisione importante. Troppo spesso, però, la scelta viene fatta senza un’adeguata valutazione di tutti i fattori, primo fra tutti i costi. Questi oneri, spesso sottovalutati o addirittura ignorati dai sottoscrittori, possono avere un impatto significativo sul rendimento finale del capitale accumulato nel corso degli anni, diminuendo sensibilmente la pensione futura.

Proprio per fare luce su questo aspetto cruciale, la COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione) ha recentemente pubblicato il suo ultimo report, dedicato, fra gli altri, anche ai costi dei fondi pensione. Il report offre un’analisi approfondita e dettagliata delle diverse tipologie di oneri presenti all’interno dei fondi pensione: aperti, negoziali e Pip, confrontandone le medie e mettendo in luce le differenze tra le diverse categorie.

Perché è importante conoscere i costi dei fondi pensione?

Come già detto in apertura, i costi incidono direttamente sul rendimento del tuo investimento. Questo significa che, a parità di contributi versati, un fondo pensione con costi elevati potrebbe farti ottenere una pensione finale notevolmente inferiore rispetto a un fondo con costi più bassi.
Inoltre, tali oneri non sono sempre trasparenti e facilmente comprensibili, rendendo difficile per i sottoscrittori una valutazione completa.
In generale, i fondi pensione possono presentare le seguenti tipologie di oneri:

Spese di adesione: un costo una tantum che viene applicato al momento dell’adesione al fondo pensione;

  • Spese direttamente a carico dell’aderente: percentuale applicata ai versamenti effettuati nel fondo;
  • Spese di gestione: coprono i costi sostenuti dal fondo per la gestione degli investimenti, l’amministrazione e il funzionamento del piano. Vengono applicate come percentuale annua sull’intero patrimonio gestito;
  • Costi di performance: presenti in alcuni fondi pensione, sono delle commissioni legate all’andamento dei rendimenti del fondo. Se il fondo ottiene risultati superiori a un certo benchmark, il gestore preleva una commissione sul plusvalore ottenuto. Non tutti i fondi la prevedono;
  • Altre spese eventuali: anticipazione, trasferimento, riscatto, switch, rendita integrativa temporanea anticipata (RITA).

La molteplicità e la disomogeneità dei costi, con modalità di calcolo differenti e variabili presenti tra i fondi, rendono difficile il confronto tra i diversi prodotti pensionistici. Per ovviare a questa problematica, la COVIP ha introdotto l’Indicatore Sintetico dei Costi (ISC): un valore che rappresenta il costo complessivo annuo del fondo pensione, espresso in percentuale. L’ISC è uno strumento utile per confrontare i costi dei diversi fondi pensione in modo rapido e semplice.
È fondamentale sottolineare l’impatto significativo che l’ISC può avere sul rendimento finale del tuo fondo pensione.

Come previsto dalla legge, la nota informativa di ogni fondo pensione deve obbligatoriamente riportare la seguente dicitura: “É importante prestare attenzione all’ISC che caratterizza ciascun comparto. Un ISC del 2% invece che dell’1% può ridurre il capitale accumulato dopo 35 anni di partecipazione di circa il 18% (ad esempio, lo riduce da 100.000 euro a 82.000 euro)”.

In generale, l’ISC dipende dalla tipologia di fondo pensione e dalla linea di investimento scelta dall’aderente, assumendo tipicamente valori più elevati per le linee a prevalente contenuto azionario.

Report COVIP, ecco l’impatto dei costi sul tuo fondo pensione

Secondo l’ultima relazione annuale della Covip, i fondi pensione negoziali risultano gli strumenti dai costi più bassi. Considerando un periodo di partecipazione di dieci anni il loro ISC medio risulta pari allo 0,50%, seguono i Fondi Aperti con l’1,35% e infine i PIP al 2,17%.

Relazione annuale COVIP Relazione annuale COVIP I Costi

Ad oggi, dunque, i PIP risultano la tipologia di fondo pensione più costosa, a prescindere dal comparto d’investimento scelto.
In particolare, si legge nel documento appena pubblicato:

  • Nei comparti azionari, i PIP costano mediamente 2,26 punti percentuali in più rispetto ai fondi negoziali e 0,94 rispetto ai fondi aperti;
  • Nei comparti bilanciati, i PIP costano circa l’1,75% in più rispetto ai fondi negoziali e 0,68% rispetto ai fondi aperti;
  • Nelle linee obbligazionarie, rispettivamente, 1,55 e 0,87%;
  • Nei comparti garantiti circa l’1,14% in più rispetto ai fondi negoziali e lo 0,66% sui fondi aperti.

Insomma, soprattutto per i PIP, il costo c’è e (adesso) si vede.
Attenzione però, qui è opportuno sottolineare che nonostante i costi rimangono un elemento cruciale, la scelta ideale del fondo pensione richiede una valutazione attenta di altri elementi, tra cui: rendimenti ottenuti in passato, profilo di rischio del fondo, servizi aggiuntivi, coerenza con i propri piani finanziari e attitudine al rischio personale. Considerando tutti questi elementi, è possibile selezionare il fondo pensione che meglio si adatta alle proprie esigenze e aspettative, massimizzando le potenzialità di raggiungere i propri obiettivi previdenziali.