Il flop dei referendum sulla giustizia in un dato: senza comunali affluenza sotto il 15%

Stefano Rizzuti

13 Giugno 2022 - 16:55

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Il quorum non è stato neanche avvicinato e il fallimento dei cinque referendum sulla giustizia viene dimostrato anche dalla partecipazione alle elezioni comunali: vediamo perché.

Il flop dei referendum sulla giustizia in un dato: senza comunali affluenza sotto il 15%

Il fallimento dei referendum sulla giustizia è certificato dall’affluenza, rimasta al di sotto del 21%. Il quorum è rimasto lontanissimo e quello del 12 giugno 2022 è stato il referendum abrogativo meno votato nella storia repubblicana.

Non solo, perché c’è un altro dato che testimonia il flop dei cinque quesiti sulla giustizia: la partecipazione sarebbe stata ancora più bassa se non si fosse votato nello stesso giorno anche per le elezioni comunali.

Secondo un’elaborazione di YouTrend sui dati del ministero dell’Interno, escludendo i comuni in cui si è votato anche per le amministrativo, l’affluenza sarebbe solamente al 14,7%. E la differenza si nota anche guardando i dati dell’affluenza per le comunali e i referendum: alle amministrative, nelle principali città, hanno votato più elettori di quanti abbiano deciso di esprimersi anche per il referendum.

Affluenza referendum ’salvata’ solo da comunali

Il dato finale dell’affluenza ai referendum sulla giustizia si è attestato poco al di sopra del 20% anche grazie al fatto che in 971 comuni si è votato per le amministrative, con una partecipazione ai cinque quesiti del 50,9% in queste città.

Un dato comunque più basso rispetto all’affluenza delle comunali, che si è attestata al 54,73%. Il che vuol dire che molti elettori hanno rifiutato di ricevere le schede referendarie pur essendo già al seggio per le amministrative.

Referendum, l’alto numero di schede bianche e nulle

Le elezioni amministrative hanno comportato, per i referendum, non solo l’aumento dell’affluenza, ma anche quello dei voti non validi, ovvero le schede bianche e nulle. Per esempio sul primo quesito, spiega YouTrend, le schede non valide in questi comuni sono state il 13,7%, con punte vicine al 20% (Barletta e Messina). Nei comuni in cui non si è votato per le comunali, invece, i voti non validi sono stati solo il 2,4%.

Affluenza, la direttiva tra comunali e referendum

Un altro dato da prendere in considerazione è quello sull’affluenza alle elezioni amministrative e ai referendum nei comuni in cui si eleggeva anche il sindaco. La differenza è stata, in tutte le grandi città, notevoli, con differenza spesso superiori al 5%.

Il dato che prendiamo in considerazione, per comodità, è quello sul primo quesito, considerando che la differenza tra i diversi quesiti è minima. A Genova per le amministrative ha votato il 44,14%, per il referendum il 38,07%. Leggermente inferiore la differenza a Palermo, dove alle amministrative ha votato il 41,89% degli elettori e al referendum il 38,90%.

A Catanzaro invece la differenza torna a crescere: 65,90% di elettori per le comunali e 57,71% per i referendum. Dati simili, ma con affluenza più bassa, anche a Padova: 50,24% alle amministrative e 43,07% ai quesiti referendari. A Verona l’affluenza è stata del 55,16% alle comunali e del 49,66% al referendum.

Oltre il 5% la differenza tra i votanti per le amministrative e il referendum anche a L’Aquila: 64,50% contro il 59,33%. A Parma per le comunali ha votato il 51,77% degli elettori contro il 45,77% per i referendum. In tutti i capoluoghi, quindi, il voto per il referendum è stato nettamente inferiore rispetto a quello per le comunali.

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