Flagranza di reato: quando lo Stato può controllare le abitazioni private

Antonio Cosenza

21 Dicembre 2020 - 15:38

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Giuseppe Conte annuncia: “Non ci saranno controlli nelle abitazioni private”. Ma poi aggiunge: “Nei casi di flagranza di reato però potremo intervenire”. Cosa significa questo?

Flagranza di reato: quando lo Stato può controllare le abitazioni private

Niente controlli nelle case a Natale, a meno che non ci sia la flagranza di reato, ossia qualora sussistano degli elementi dai quali emerga con evidenza che si sta commettendo un reato.

Istituto disciplinato dall’articolo 382 del Codice di procedura penale italiano, la flagranza (e non “fragranza” come invece definita erroneamente da Giuseppe Conte, di professione avvocato, durante la conferenza stampa di presentazione del Decreto Natale) di reato ha molta importanza in quanto permette alle autorità di avviare immediatamente procedure di limitazione della libertà personale di colui - o coloro - che stanno commettendo (o hanno già commesso) il reato.

Capire quando sussistono gli elementi per la flagranza di reato è molto importante. Durante la conferenza stampa con cui è stato presentato il Decreto Natale, infatti, Giuseppe Conte ha rassicurato gli italiani dicendo che le autorità non andranno a bussare alle case per controllare quante persone ci sono a tavola, a meno che però non sussistano gli elementi per la flagranza di reato, ossia “qualora ci sia il sospetto che si stia compiendo un reato e quindi l’esigenza di evitare che si completi una fattispecie delittuosa”. Parole che da una parte legittimano i controlli nelle case, ma solo in determinate condizioni: vediamo quali.

Flagranza di reato: controlli giustificati per i soli “reati

Come prima cosa va detto che nella maggior parte dei casi una violazione delle norme introdotte appositamente per limitare il contagio da Covid fa scattare un solo illecito amministrativo. Non è reato, quindi, l’assembramento, né in casa né in città. È comunque prevista una multa (dai 400,00€ ai 1.000,00€) per chi non rispetta determinate regole, come ad esempio per chi non mette la mascherina quando necessario.

Invitando più di due persone in casa, quindi, non si commette reato. Per questo motivo, anche qualora ne sussistano gli elementi di sospetto per gli assembramenti nelle abitazioni private, le autorità non potranno fare controlli violando la sfera privata sulla base di quanto previsto dalla flagranza di reato.

Questa, come si può facilmente intuire dal nome, sussiste solo quando effettivamente si commette - o si è commesso - un reato; questo significa che non basta l’illecito amministrativo per giustificare un controllo nella sfera privata con la flagranza di reato.

Ma attenzione: ci sono comunque delle fattispecie in cui anche il semplice assembramento, o lo spostamento non consentito, possono costituire un reato. E in quei casi i controlli da parte delle autorità saranno consentiti.

Decreto Natale: per quali reati è giustificato il controllo in casa?

Come anticipato, nei giorni in cui l’Italia sarà zona rossa anche solo per uscire di casa bisognerà portare con sé l’autocertificazione. E attenzione a quello che dichiarate: perché nel caso in cui in seguito le autorità volessero accertare la veridicità di quanto autocertificate potranno anche travalicare - sempre che sussistano le condizioni e gli elementi per la flagranza di reato - la sfera privata.

Questo perché la falsa dichiarazione è reato, come espressamente previsto dall’articolo 495 del Codice Penale.

Chiunque dichiari o attesti falsamente al pubblico ufficiale l’identità, lo stato o altre qualità dell’altrui persona è punito con la reclusione da uno a sei anni; e se si tratta di dichiarazioni in atto dello Stato Civile, come nel caso dell’autocertificazione, la reclusione non può essere inferiore ai due anni.

Le autorità, quindi, sono autorizzate a travalicare la sfera privata qualora - e solo nel caso che -abbiano gli elementi sufficienti per pensare che quanto dichiarato nell’autocertificazione sia falso.

Altra casistica in cui queste sono autorizzate a controllare nelle abitazioni private è quella in cui si sospetta che una o più persone abbiano violato il periodo di quarantena o isolamento. Chi è positivo e non rispetta il periodo di quarantena, infatti, commette reato, punito dal Decreto Io Resto a Casa con la sanzione penale dell’arresto da 3 a 18 mesi, oltre che un’ammenda da 500 a 5.000 euro (e nei casi più gravi scatta il reato ex l’articolo 452 del codice penale sui i reati contro la salute pubblica). Violare la quarantena e, pur avendo contratto il virus, uscire di casa diffondendo la malattia può comportare quindi la denuncia per gravi reati (epidemia, omicidio, lesioni), puniti con pene severe, che possono arrivare fino all’ergastolo.

Argomenti

# Reato
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