Approvato definitivamente il Disegno di legge per gli aiuti alle PMI, importanti risorse anche al settore tessile e moda. Ecco gli importi messi a disposizione, condizioni e beneficiari.
Via libera in Senato al Disegno di legge PMI, risorse per 100 milioni di euro per il settore tessile e moda.
Il Ddl 1484 è stato definitivamente approvato in Senato e prevede risorse per le imprese del settore tessile e moda. La Legge PMI prevede un insieme di interventi finalizzati a migliorare la competitività e l’efficienza del sistema produttivo italiano. Agisce in modo mirato nei settori che si ritengono maggiormente fragili ed esposti.
Prevede, quindi, misure per il settore della ristorazione, per le reti di impresa, aiuta le imprese ponendo limiti alle false recensioni online. Nel testo è prevista anche una delega al Governo per riscrivere la disciplina dell’artigianato in modo da adeguare questo settore alle esigenze del mercato e all’innovazione tecnologica, favorendo lo scambio intergenerazionale.
Ma ecco le risorse disponibili per il settore tessile e moda e le linee guida da adottare per utilizzare il fondo da 100 milioni di euro.
Moda e tessile, ecco chi può accedere al Fondo di 100 milioni di euro
L’articolo 3 del Ddl 1484, ormai approvato in via definitiva e da pubblicare in Gazzetta ufficiale, prevede lo stanziamento di 100 milioni di euro da attribuire alla sezione del Fondo per la crescita sostenibile, al fine di sostenere la realizzazione di programmi di sviluppo, di importo non inferiore a 1 milione di euro e non superiore a 20 milioni di euro, proposti dalle piccole e medie imprese appartenenti alla filiera della moda.
La norma stabilisce che con successivo decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy sono definite le modalità di accesso all’aiuto. Come generalmente si fa in questi casi, si stabiliscono i principi generali a cui il successivo decreto attuativo deve attenersi.
Nel decreto devono essere stabilite condizioni e modalità di accesso che valorizzino l’integrazione di processi produttivi localizzati in Italia lungo l’intera filiera, l’utilizzo prevalente di semi-lavorati di origine italiana o europea, ove disponibili sul mercato, nonché i programmi proposti da aggregazioni di imprese, per la concessione delle agevolazioni.
Come nel caso dell’iperammortamento si stabilisce, quindi, una misura protezionistica riconoscendo le agevolazioni solo alle imprese che prediligono semilavorati provenienti dall’area Ue.
Nell’articolo 3 si ribadisce che deve essere assicurato il rispetto dei limiti previsti per gli Aiuti di Stato.
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Come ottenere gli aiuti per le imprese del settore tessile e moda?
Per ora non si conosce la percentuale di aiuto e la forma di aiuto riconosciuta alle imprese. Probabile un contributo economico sotto forma di partecipazione alle spese per gli investimenti. Il Governo ha, infatti, dichiarato in passato di voler ridurre il ricorso agli aiuti sotto forma di credito di imposta, ma sarà necessario attendere il decreto attuativo per saperne di più.
Nella precedente edizione erano previsti aiuti per ricerca, sviluppo, formazione del personale e innovazione tecnologica con una formula mista di finanziamento agevolato e contributi a fondo perduto.
Il decreto prevede anche incentivi per i pensionati residenti in comuni montani.
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