Festività non godute: cosa sono, quando vengono pagate e riposo compensativo

Teresa Maddonni

23 Aprile 2021 - 13:50

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La festività non goduta viene indicata in busta paga solo in alcuni periodi dell’anno. Vediamo di cosa si tratta e quando è previsto un riposo compensativo guardando sempre al Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro di riferimento.

Festività non godute: cosa sono, quando vengono pagate e riposo compensativo

Festività non godute: una dicitura che compare in busta paga quando un giorno festivo cade di domenica come stabilito dalla legge.

Cosa succede se la festività cade nel giorno di riposo del lavoratore? Quando è previsto il riposo compensativo? Non esiste una regola generale e pertanto è sempre necessario far riferimento al contratto collettivo nazionale del lavoro applicato.

Si parla di festività non goduta quando il giorno di festa, e un esempio calzante è il giorno di Pasqua, cade di domenica. Al lavoratore nel mese di aprile 2021 compaiono in busta paga due festività non godute quindi, dal momento che anche il 25 aprile cade di domenica (qui la nostra guida completa su come leggere la busta paga).

Il 1° maggio, altra festività nazionale, cade invece di sabato nel 2021 che per molti lavoratori, quelli che hanno la settimana corta dal lunedì al venerdì, è un giorno non lavorativo. Spetta anche in questo caso la festività? Viene retribuito come festività non goduta in busta paga?

Se la festività cade in un giorno feriale, per esempio martedì, e il lavoratore per contratto è impiegato dal lunedì al venerdì, lo stesso si astiene dal lavoro ottenendo comunque la normale retribuzione in busta paga. Il lavoratore ha goduto della festività e nella busta paga non ci sono variazioni.

Diverso è il caso di una festività che cade di domenica, giorno non lavorativo per la maggior parte dei lavoratori, laddove a seconda del contratto collettivo nazionale di riferimento in busta paga apparirà la festività non goduta. Vediamo quanto vale e cosa significa festività non goduta fornendo qualche esempio.

Festività non goduta: come viene pagata

Se la festività cade su un’altra festività come la domenica si parla di festività non goduta, motivo per cui la stessa viene retribuita comunque in busta paga. Lo stesso di fatti accade se la festività cade in un giorno infrasettimanale.

A parlare di festività non goduta è la legge 260/1949 che recita all’articolo 5 coma 3 quanto segue:

“Qualora la festività ricorra nel giorno di domenica, spetterà ai lavoratori stessi, oltre la normale retribuzione globale di fatto giornaliera, compreso ogni elemento accessorio, anche una ulteriore retribuzione corrispondente all’aliquota giornaliera.”

La disciplina sulla festività, che sia non goduta, lavorata o comunque cadente in un giorno di riposo del lavoratore, è bene chiarirlo non può essere tuttavia generalizzata. Salvo stabilire che di festività non goduta si parla quando questa cade di domenica, ogni CCNL può decidere per condizioni più o meno favorevoli per il lavoratore. Per chiarezza facciamo qualche esempio.

CCNL Case di Cura Private - Personale Non Medico - ARIS: per questo contratto collettivo qualora la festività non goduta sia tale perché cade nel giorno di riposo settimanale, o anche domenica, del lavoratore questo ha diritto a un permesso compensativo in un giorno da accordare con il datore di lavoro. Qualora invece nel giorno di festa il lavoratore presti servizio questo ha diritto a un permesso compensativo nei 30 giorni successivi e a un’indennità la cui cifra è stabilità dal CCNL stesso.

CCNL Multiservizi: seguendo sempre l’esempio precedente secondo questo contratto collettivo, nel caso in cui la festività cada di domenica per il lavoratore con contratto dal lunedì al sabato questo ha diritto comunque alla retribuzione per il settimo giorno che è la festività non goduta. Qualora la festività capiti di sabato e il lavoratore presti servizio allora il CCNL prevede una retribuzione maggiorata del 50%.

Il calcolo per la festività non goduta che cade di domenica è differente a seconda che il lavoratore abbia una retribuzione oraria o mensile:

  • nel caso del lavoratore retribuito mensilmente la festività non goduta viene pagata come 1/26 della sua retribuzione;
  • nel caso del lavoratore pagato a ore la festività viene pagata con una retribuzione dovuta ragguagliata a un sesto dell’orario settimanale.

Nel primo caso, quello della retribuzione mensile, il lavoratore che solitamente ha 26 giornate corrisposte in busta paga si troverà retribuite al contrario 27 giornate, come accade con il CCNL Commercio. La festività non goduta viene calcolata dividendo la cifra della retribuzione mensile del lavoratore, 1.300 euro per esempio, per 26.

Generalmente la festività che cade in un giorno infrasettimanale per il lavoratore che non presta servizio viene retribuita come giorno di lavoro normale. Diverso tuttavia è il caso di coloro che hanno un contratto dal lunedì al venerdì e la festività cade di sabato come accade nel 2021 con il 1° maggio: anche in questo caso va retribuita o spetta un riposo compensativo?

Festività non goduta anche se cade di sabato?

Non si parla tecnicamente di festività non goduta se questa cade di sabato in un giorno di riposo per il lavoratore che ha un contratto dal lunedì al venerdì, come accade per nel 2021 con il 1° maggio.

Partiamo affermando che se la festività cade in un giorno di riposo compensativo del lavoratore che non sia la domenica, lo stesso non ha diritto al pagamento della festività, perché il giorno di riposo coincide con un giorno lavorativo a zero ore.

In questo caso tuttavia è bene sempre controllare - in base al principio per il quale la norma in questione non può essere meramente e automaticamente generalizzata - il CCNL di riferimento.

Nel caso in cui il lavoratore abbia un contratto dal lunedì al venerdì il giorno della festività di sabato viene considerato come un giorno feriale a zero ore lavorative non essendo il medesimo né un giorno di riposo del lavoratore né un giorno lavorativo. La festività non dà diritto alla retribuzione in più in busta paga.

Anche in questo caso tuttavia precisiamo che possano esservi dei contratti collettivi che prevedono delle condizioni più favorevoli per il lavoratore.

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