Feste in casa vietate, “saranno i vicini a segnalare”: Speranza paragonato alla Stasi

Il Governo vieta le feste private, il Ministro della Salute spera nelle segnalazioni da parte dei vicini per controllare chi non rispetta le regole.

Feste in casa vietate, “saranno i vicini a segnalare”: Speranza paragonato alla Stasi

Il nuovo DPCM dovrebbe vietare le feste private, in quanto queste si stanno rivelando una fonte di contagio sempre più importante; lo ha confermato il Ministro Speranza, il quale spera che la sua indicazione venga recepita dal provvedimento che il Consiglio dei Ministri dovrebbe adottare già oggi per introdurre nuove restrizioni con cui limitare i contagi.

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha dato alcune anticipazioni a riguardo nel corso della trasmissione “Che tempo che fa” in onda su Rai Tre, spiegando che sacrifici saranno necessari per quelle attività “non essenziali” in modo da non compromettere il regolare svolgimento di quei servizi, come ad esempio la scuola, che invece sono di fondamentale importanza.

A tal proposito, come ormai vi stiamo dicendo da qualche giorno, ci saranno limitazioni per le feste private. Non è ancora chiaro se queste saranno vietate del tutto oppure se ci sarà una stretta per gli invitati (si parla di massimo 10 persone); lo scopriremo solamente con l’approvazione del DPCM.

Tuttavia, vietare le feste private - prevedendo quindi una sanzione per chi non rispetta questa regola - pone il Governo nella condizione di dover controllare se ci sono famiglie che non rispettano una tale disposizione.

E quando Fabio Fazio ha chiesto a Speranza in che modo si sta pensando di controllare cosa succede nella singole abitazioni, consapevole delle difficoltà che ciò comporta, il Ministro Speranza ha risposto con delle dichiarazioni che hanno suscitato non poche polemiche sui social network; vediamo perché.

L’Italia come la Stasi: le parole del Ministro Speranza generano ilarità sui social network

Per il Governo non sarà semplice far rispettare le nuove disposizioni riguardo al divieto di dare feste numerose in casa. O meglio, sarà molto difficile accertare se ci sono famiglie che trasgrediscono la norma.

È molto difficile, se non impossibile in queste circostanze, effettuare i controlli quando si travalica la sfera privata.

Ne è consapevole il Ministro Speranza, il quale a precisa domanda di Fabio Fazio ha risposto dicendo che confida nella responsabilità degli italiani, come tra l’altro già dimostrato durante il lockdown. Il fatto che ci sia una norma che vieta di organizzare feste in casa dovrebbe essere sufficiente per limitare questo tipo di eventi, anche perché in caso contrario si sarà soggetti ad una sanzione.

È pur vero, però, che controllare non sarà semplice ed è proprio su questo tema che il Ministro della Salute si è lasciato andare a delle dichiarazioni che in pochi minuti sono diventate virali su Facebook e Twitter. Speranza, infatti, ha detto che oltre ad incrementare i controlli da parte delle Forze dell’Ordine confida anche nelle segnalazioni, come a voler dire che dovranno essere i vicini a denunciare chi dà una festa privata.

Dichiarazioni che secondo alcuni hanno rievocato la “Stasi del film “Le vite degli altri”, tant’è che subito dopo queste parole su Twitter sono entrati in trend gli hashtag #stati e #festeprivate.

Secondo il popolo della rete, il Governo in questo modo potrebbe dar vita ad una sorta di “guerra tra poveri”, dove ognuno è pronto a segnalare chi trasgredisce alle disposizioni anti COVID-19. Una richiesta che sembra richiamare appunto a quanto succedeva nella Germania comunista, dove erano i vicini ad avvisare la Stasi in caso di comportamenti non in linea con quanto disposto dal regime.

Insomma, dichiarazioni che non hanno mancato di generare polemiche e che confermano la difficoltà per il Governo di muoversi nel campo dei controlli nella sfera privata. Difficoltà probabilmente insormontabili; concordiamo con il Ministro della Salute, però, quando dice che anche questa volta la norma sarà rispettata grazie al senso di responsabilità che distingue gli italiani, senza necessità di segnalazioni da parte del vicinato.

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