Festa del patrono: è retribuita in busta paga?

Isabella Policarpio

4 Dicembre 2020 - 15:38

4 Dicembre 2020 - 16:04

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Le feste patronali, come Sant’Ambrogio a Milano, sono retribuite in busta paga? Se sì, quanto? Differenze, importi e pagamento delle festività non godute.

Festa del patrono: è retribuita in busta paga?

Come e quanto è retribuita la festa del patrono? Valgono le stesse regole delle festività nazionali? Sono dubbi piuttosto comuni, ai quali daremo risposta.

La festa del patrono della città, dal punto di vista economico, è trattata allo stesso modo dei giorni di Natale, Pasqua e Ferragosto. Quindi l’assenza dal lavoro il 7 dicembre (giorno in cui a Milano si festeggia Sant’Ambrogio) o il 29 giugno (quando per i romani è San Pietro e Paolo) è retribuita in busta paga come un normale giorno di lavoro.

Le feste patronali non godute sono retribuite se “cadono” di sabato e domenica.

Ma che succede se l’azienda ha la sede in una città diversa dal luogo in cui si trova il dipendente? Scopriamolo in questo approfondimento.

Quanto è retribuita la festa patronale?

Le feste patronali sono equiparate alle festività rosse sul calendario in tutto e per tutto, quindi sono retribuite come un normale giorno lavorativo.

L’importo esatto della retribuzione è indicato nel CCNL della categoria di riferimento.

Se nel giorno del patrono il dipendente è assente dal lavoro per malattia, maternità o ferie, ha comunque diritto al pagamento in busta paga, al pari degli altri colleghi.

Che succede se dipendente e azienda si trovano in città differenti

La festa patronale è legata alle tradizione di una determinata città. Può capitare che uno o più dipendenti lavorino da casa in un comune diverso da quello in cui è collocata l’azienda. In questo caso, al fine del pagamento in busta paga, conta il Comune in cui l’azienda è situata e non quello di domicilio/residenza del dipendente.

Quindi se un lavoratore vive e lavora a Milano per un’azienda che ha sede a Roma non avrà diritto a percepire la retribuzione per il giorno di Sant’Ambrogio (patrono del capoluogo lombardo).

Se l’azienda ha più filiali in diverse zone d’Italia conta la sede abituale del dipendente, ovvero quella in cui lavora ogni giorno o per la maggior parte dell’anno.

Festa patronale di sabato/domenica, è pagata?

Può accadere che la festività del patrono cada di sabato e domenica, giorni in cui il lavoratore è a casa. Anche in questi casi - come succede per le festività nazionali - si avrà retribuzione in busta paga:

  • se la festa del patrono cade di sabato è retribuita come una normale giornata lavorativa;
  • se la festa del patrono cade di domenica vi si aggiungerà anche una maggiorazione (nella misura prevista dal CCNL).

Quanto prende chi lavora durante la festa patronale

Il dipendente che, per scelta o necessità aziendali, lavora nel giorno del patrono ha diritto a ricevere una retribuzione maggiorata per il lavoro festivo (come avviene a chi lavora a Natale o a Pasqua).

L’importo della maggiorazione è stabilito dal CCNL di appartenenza; ad esempio per gli impiegati nel settore turistico all’importo giornaliero bisogna aggiungere il 20%.

Multa per il datore che non paga la festa patronale

La festa patronale è equiparata ad un giorno festivo, pertanto il datore di lavoro è obbligato a retribuire l’assenza come un normale giorno di lavoro.

In caso di mancato pagamento, o se omette la maggiorazione prevista per il lavoro nei festivi (per chi deve o sceglie di non godere della festa patronale), il datore rischia sanzioni amministrative che oscillano da 700 a 4.645 euro.

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