Nel 2008 sfiorava 1 miliardo di ricavi e valeva oltre 3 miliardi in Borsa. Oggi è crollata del 98%: cosa è successo a Geox.
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Da simbolo del made in Italy a “penny stock” di Piazza Affari. C’è un’azienda italiana che nel 2008 sfiorava 1 miliardo di fatturato e in Borsa valeva oltre 3 miliardi. Oggi, rispetto ai massimi pre-crisi, vale meno del 2%.
Non è una startup finita male. È un brand che tutti conoscono e con un posizionamento premium, fino alla crisi finanziaria del 2008.
Da lì in avanti, cambia il modo di comprare, esplode la concorrenza e il mercato diventa più affollato e spietato sui margini. Il titolo inizia a crollare e non è più riuscito a recuperare davvero.
Oggi, a distanza di poco più di quindici anni, vale meno del 2% rispetto ai massimi pre-crisi.
Quanto fattura Geox oggi
Oggi Geox non è più il colosso di allora. Ma non è nemmeno un’azienda spacciata. I conti degli ultimi mesi raccontano soprattutto una parola: stabilizzazione.
Nel primo semestre 2025, il fatturato di Geox si è attestato a 305,3 milioni di euro, in calo del 4,7% rispetto allo stesso periodo del 2024. Al netto della chiusura delle filiali in Cina e negli Stati Uniti, il calo si riduce all’1,9%, segnale di una base più stabile ma anche di una crescita che fatica a ripartire.
Il margine lordo resta uno dei pochi punti di forza: 51,2% dei ricavi, in linea con l’anno precedente, a conferma di una supply chain ormai sotto controllo. Ma il vero segnale di discontinuità arriva dal conto economico operativo.
L’EBIT rettificato è tornato positivo a 0,6 milioni di euro, contro una perdita di 5,5 milioni nel primo semestre 2024.
Nonostante i ricavi in calo, l’EBIT è tornato in territorio positivo grazie a una riduzione significativa dei costi generali e amministrativi (per 13,8 milioni di euro).
Anche l’EBITDA è migliorato a 8,6 milioni escluso IFRS 16, più del doppio rispetto ai 4 milioni dell’anno precedente. Numeri piccoli, se rapportati al passato, ma importanti per una società che negli ultimi anni ha lottato soprattutto per la sopravvivenza.
Il vero tema: cassa e debito (perché qui si decide la sopravvivenza)
Quando un titolo finisce nella zona “penny”, il mercato non guarda solo il fatturato: guarda se la società regge finanziariamente.
Al 30 giugno 2025, la posizione finanziaria netta ante IFRS 16 è -100,5 milioni, in miglioramento rispetto ai -112,7 milioni di un anno prima.
Non è un punto d’arrivo, ma è un segnale: il debito non sta esplodendo.
Fondamentale per Geox è stato l’aumento di capitale da 30 milioni, completato con successo e sottoscritto al 100%. Si è trattato di un messaggio importante: il mercato e l’azionista di controllo LIR Srl, almeno per ora, stanno finanziando il rilancio.
Commenti
1veramente non si capisce bene cosa sia successo. posso capire qualche investimento non andato troppo bene. il resto non me lo spiego, Veramente si’ e’ aperto un abisso peggio della fossa delle marianne!