Facebook, multa dall’Antitrust per 10 milioni di euro

Multa da 10 milioni di euro a Facebook da parte dell’Antitrust. Le cause? Uso improprio dei dati e condizionamento degli utenti

Facebook, multa dall'Antitrust per 10 milioni di euro

Non son briciole i 10 milioni di euro di multa con cui Facebook è stata sanzionata dall’Antitrust italiano.

Il colosso di Mark Zuckerberg non ne sarà certo scalfito da un punto di vista finanziario. Ma l’Autorità della Concorrenza e del Mercato certifica un uso improprio dei dati degli utenti, e la sentenza ha già avuto conseguenze. Viene quindi chiusa l’istruttoria avviata lo scorso aprile nei confronti di Facebook Ireland Ltd. e Facebook Inc. per presunte violazioni del codice di consumo, con due multe per € 10 milioni complessivi.

Perché l’Authority ha multato Facebook

L’Antitrust, si legge nel comunicato,

“ha accertato che il social network ha indotto gli utenti ingannevolmente a registrarsi nella piattaforma, non informandoli adeguatamente e immediatamente, in fase di attivazione dell’account, dell’attività di raccolta, con intento commerciale, dei dati da loro forniti, e, più in generale, delle finalità remunerative che sottendono la fornitura del servizio offerto, enfatizzandone la sola gratuità.”

Facebook avrebbe quindi fornito informazioni «generiche e incomplete» sulle finalità di utilizzo dei dati raccolti. E non ha distinto adeguatamente i dati volti alla personalizzazione del servizio da quelli commerciali.

Gli utenti-consumatori hanno assunto - sempre secondo l’Authority - una decisione di natura commerciale che «non avrebbero altrimenti preso». Ma non è tutto. In relazione a questo aspetto, infatti, va collegata la fornitura dei dati a soggetti terzi.

Facebook esercita un “indebito condizionamento” nei confronti dei consumatori registrati, i quali subiscono, senza espresso e preventivo consenso la trasmissione dei propri dati da Facebook a siti web/app di terzi, e viceversa, per finalità commerciali.

Cosa dovrà cambiare per Facebook

L’Antitrust ha imposto a Facebook l’obbligo di pubblicare, ai sensi dell’art. 27, comma 8 del Codice del Consumo, una dichiarazione rettificativa sul sito internet e sull’App per informare i consumatori in maniera adeguata.

“Una nostra vittoria! Siamo stati noi a segnalare all’Antitrust, fin dall’inizio, la pratica commerciale adottata da Facebook di consentire ai fornitori di servizi sulla piattaforma di accedere ai dati degli utenti iscritti, chiedendo se fosse scorretta ai sensi del Codice del Consumo”

commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Invece Carlo Rienzi, presidente di Codacons, valuta ora «eventuali azioni risarcitorie da intraprendere a favore di tutti i cittadini italiani iscritti a Facebook , i cui diritti sono stati lesi dalle pratiche scorrette messe in atto dal social network».

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