Evergrande, è scandalo: il presidente Hui incassa dividendi in piena crisi

Mauro Speranza

24 Settembre 2021 - 14:51

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Mentre aumentava il debito e crollava il valore delle azioni, il presidente di Evergrande ha continuato a ricevere dividendi dalla società quasi senza sosta.

Evergrande, è scandalo: il presidente Hui incassa dividendi in piena crisi

Molto spesso si parla di come i dirigenti non siano i primi a pagare per le loro scelte sbagliate e mai un caso come quello di Evergrande sembra calzare a pennello.

Con l’aumentare del debito e il crollo del valore delle azioni, la società continuava a pagare dividendi che finivano nelle tasche del suo presidente, fondatore e azionista di maggioranza, incurante di quanto stava avvenendo.
Ora la crisi sta scoppiando in tutto il suo dramma e, tra l’ipotesi nuovo caso Lehman e un possibile intervento diretto del governo di Pechino, a pagare potrebbero essere solo gli investitori.

La crisi Evergrande e i dividendi

China Evergrande Group diventava una società quotata a Hong Kong nel 2009, ma dal giorno del suo sbarco in borsa vedeva crescere le sue passività totali anno dopo anno, bilancio dopo bilancio, fino all’enorme ammontare odierno che viene calcolato oltre i 300 miliardi di dollari.
Una montagna di debiti che continua a spaventare non solo i mercati a causa del timore di una possibile diffusione nel resto del mondo di una crisi che potrebbe ricordare quella della Lehman che diede vita alla crisi finanziaria del 2008.

A questo si aggiunge il calo dell’80% delle azioni Evergrande da inizio anno, tonfo che è proseguito anche oggi a Hong Kong, con un -11% causato dal mancato pagamento degli interessi di un bond previsto per ieri.

In un contesto così negativo da sostenere i timori di un default per il gigante immobiliare, la società ha continuato a pagare i dividenti ad ogni esercizio, con la sola eccezione del 2016.

Dividendi che sono finiti in tasca al presidente e fondatore di Evergrande, Hui Ka Yan, detentore di una quota pari al 77% del capitale della società.
Nel 2017 Evergrande pagava dividendi per 1,13 yuan per azione (0,17 dollari) e nel 2018 la cedola era di 1,419 yuan (0,22 dollari): in soli due anni Hui ha ricevuto più di 4 miliardi di dollari, esentasse visto quanto prevede la legge di Hong Kong.

Mentre Hui incassava i suoi dividendi, il debito di Evergrande cresceva da 179 miliardi di dollari a 242 miliardi, arrivando poi nel 2020 a 302 miliardi, quando nel 2009 si fermavano a 7,7 miliardi.
All’aumento delle passività della società, il patrimonio di Hui arrivava fino ad un massimo di 36,2 miliardi nel 2019. Nonostante il crollo delle azioni, la sua ricchezza attuale è calcolata da Forbes in 11 miliardi di dollari, dei quali ben 8 miliardi provengono dai dividendi pagati a partire dall’IPO.

Chi paga la crisi di Evergrande?

Come si può capire, difficilmente ci saranno conseguenze su Hui circa il suo operato. “Per me è molto difficile dire se Hui Ka Yan rimarrà al suo posto o no”, dichiara Anne Stevenson-Yang, cofondatrice della newyorkese J Capital Research ed esperta del mercato cinese.
Indipendentemente dal futuro di Hui, i debiti restano e qualcuno dovrà pagarli. “L’onere ricade più sugli investitori. Se sono consapevoli del fatto che i ricavi servono per finanziare i dividendi, devono stare più attenti”, spiega a Forbes il consulente di finanza aziendale Robert Willens.

Per risolvere la situazione, “credo che Evergrande dovrà vendere gli asset che non rientrano nel suo core business e dovrà cedere molti dei suoi immobili ad altri sviluppatori cinesi”, ipotizza Stevenson-Yang.
Per il debito nazionale, per le persone che hanno comprato prodotti di gestione patrimoniale o appartamenti, o che hanno prestato denaro, o che hanno costruito per Evergrande, secondo l’esperta, però, “non ci sarà un salvataggio statale”, ma la vicenda potrebbe ancora riservare sorprese.

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