Eutanasia legale, al via la firma online: come funziona

Martino Grassi

12/08/2021

12/08/2021 - 18:02

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Parte dal 12 agosto la possibilità di firmare anche online per i referendum e le leggi di iniziativa popolare, tra cui quello per l’eutanasia legale. Ecco come fare.

Eutanasia legale, al via la firma online: come funziona

A partire da oggi, 12 agosto 2021, si potrà firmare anche online per il referendum sull’eutanasia legale. Da quasi due mesi va avanti la raccolta firme portata avanti dall’Associazione Luca Coscioni per il referendum che vuole legalizzare l’eutanasia.

C’è tempo fino al 30 settembre per raccogliere le 500.000 firme necessarie e far arrivare la proposta sul tavolo del governo. Ad oggi hanno già firmato più di 300.000 persone e adesso, grazie alla firma online, si potrà accorciare ancora di più la distanza al traguardo finale. Vediamo dunque come fare.

Eutanasia legale: come firmare online

A partire da oggi, oltre alla raccolta firme itinerante per il referendum sull’eutanasia legale, sarà possibile aderire all’iniziativa anche online. Si tratta di una novità inedita annunciata dall’associazione stessa insieme a Mario Staderini, ex segretario dei Radicali.

Per firmare online sarà sufficiente collegarsi all’apposito sito, dotati di SPID o di una Carta d’Identità Elettronica (CIE). Nel caso in cui non si avessero a disposizione sarà possibile utilizzare il servizio di autentica TrustPro al costo di 5 euro. A questo punto basterà seguire le indicazioni riportate sul sito ufficiale.

Chi ha già firmato in presenza “ai Tavoli degli Attivisti, negli Uffici comunali, negli Studi legali e di notai aderenti” o presso il consolato non dovrà ripetere la firma online, dato che si può firmare una sola volta. Nel caso in cui si firmasse anche online “entrambe le firme verranno annullate”, viene precisato sul sito ufficiale.

Cosa prevede il testo del referendum

Il testo della proposta di referendum sancisce una parziale abrogazione dell’art. 579 del codice penale con cui viene impedita l’attuazione di quella che è definita eutanasia attiva, seguendo quello che accade in Belgio e nei Paesi Bassi. Questo termine indica il decesso di una persona attraverso la somministrazione di farmaci oppure l’interruzione delle cure che mantengono in vita il paziente.

Come viene precisato sul sito ufficiale “con questo intervento referendario l’eutanasia attiva sarà consentita nelle forme previste dalla legge sul consenso informato e il testamento biologico, e in presenza dei requisiti introdotti dalla Sentenza della Consulta sul “Caso Cappato”, ma rimarrà punita se il fatto è commesso contro una persona incapace o contro una persona il cui consenso sia stato estorto con violenza, minaccia o contro un minore di diciotto anni.”

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