Esplode il caso Leonardo, l’attivista chiede indagine. Governo Meloni sotto attacco, “azionisti messi a tacere, l’Italia rischia”

Laura Naka Antonelli

8 Maggio 2026 - 09:47

Azioni Leonardo sotto osservazione, esplode la rabbia dell’attivista. “Azionisti messi a tacere, l’Italia si comporta come un mercato emergente”.

Esplode il caso Leonardo, l’attivista chiede indagine. Governo Meloni sotto attacco, “azionisti messi a tacere, l’Italia rischia”
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Azioni Leonardo sotto la lente, dopo la rabbia dell’attivista USA Wyser-Pratte Management che, riferendosi alle modalità con cui si è svolta l’assemblea degli azionisti per il rinnovo dei vertici del colosso della difesa, ha deciso di chiedere formalmente un’indagine sul voto dato al nuovo CDA.

Nuovo CDA di Leonardo che si è riunito per la prima volta sempre ieri, giovedì 7 maggio 2026, nominando nuovo amministratore delegato Lorenzo Mariani e decretando, così come era stato temuto dal mercato, la fine dell’era di Roberto Cingolani.

Quotate sull’indice Ftse Mib di Piazza Affari, le azioni Leonardo riportano un calo del 2% circa, confermandosi tra i titoli peggiori del listino benchmark della borsa di Milano, scendendo a quota 53,83 euro.

Esplode la rabbia dell’attivista USA, “azionisti Leonardo messi a tacere in assemblea a porte chiuse”

Wyser-Pratte Management - società fondata da Guy Wyser-Pratte, figura tra le più illustri dell’attivismo mondiale - ha praticamente gridato allo scandalo, mettendo sotto attacco le modalità con cui si è svolta l’assemblea degli azionisti (a porte chiuse), e l’intero governo Meloni, che a suo avviso avrebbe messo a tacere gli azionisti.

L’accusa contro quanto accaduto e contro il governo Meloni è grave, ed è tutta incisa nel comunicato:

“In più di 50 anni di attività come attivista azionario negli Stati Uniti, in Francia, Germania, Austria e altrove, non ho mai assistito a un’assemblea degli azionisti condotta con modalità così restrittive e antidemocratiche come quella di Leonardo

Wyser-Pratte Management ha denunciato che “ agli azionisti non è stata data alcuna possibilità di intervenire , porre domande o interagire con il management o il consiglio di amministrazione”, aggiungendo che “ l’assemblea si è svolta a porte chiuse , con una durata limitata a circa 60 minuti e si è svolta esclusivamente tramite un delegato designato dalla società”. Ancora:

“Questa non è un’assemblea degli azionisti. È una formalità, orchestrata per ratificare un risultato predeterminato”.

“Un evento che danneggia la reputazione dell’Italia e dell’Europa”

La rabbia dell’attivista non si è fermata qui.

A essere stata messa in discussione è stata l’Italia intera nelle mani del governo Meloni che, secondo la società, starebbe mandando un segnale errato agli investitori di tutto il mondo:

“Quello che è accaduto oggi all’assemblea generale di Leonardo non è solo un fallimento in termini di governance aziendale. È un evento che danneggia la reputazione dell’Italia e dell’Europa. In un momento in cui l’Unione Europea cerca di attrarre capitali stranieri per finanziare il rafforzamento della difesa, la transizione energetica e la più ampia riorganizzazione industriale, un atteggiamento del genere manda un segnale decisamente sbagliato agli investitori internazionali. Le regole vengono aggirate. Le assemblee si tengono a porte chiuse. Gli azionisti vengono messi a tacere. Le votazioni vengono certificate in condizioni che non rendono possibile alcun controllo”.

L’attivista rincara la dose, l’Italia si comporta come mercato emergente, non avanzato

E ancora, secondo Wyser-Pratte Management, “ l’Italia si sta comportando come un mercato emergente, non come uno avanzato”.

Dito puntato contro il governo Meloni: “ Quando un governo usa i suoi poteri istituzionali per scavalcare i consulenti indipendenti a livello globale in materia di voto per delega, escludere gli azionisti di minoranza e imporre il rinnovo del consiglio di amministrazione in una riunione di 60 minuti senza dibattito, sta dicendo al mondo che le regole non si applicano in modo equo. Gli investitori stranieri se ne accorgeranno e ne trarranno le conclusioni”.

L'azionariato di Leonardo, il MEF detiene una quota del 30,2% nel capitale del colosso della difesa L’azionariato di Leonardo, il MEF detiene una quota del 30,2% nel capitale del colosso della difesa L'azionariato di Leonardo. Così il gigante della difesa precisa: «In linea con la strategia di internazionalizzazione messa in atto dalla Società, l'azionariato è passato da un prevalenza domestica ad una internazionale. Attualmente ca. il 90% del flottante istituzionale è estero». (Fonte: Leonardo)

La prima riunione del nuovo CDA che nomina AD Lorenzo Mariani

Ieri, a seguito del voto dell’assemblea degli azionisti, la notizia della prima riunione del nuovo CDA di Leonardo sotto la presidenza di Francesco Macrì, che ha nominato Lorenzo Mariani, candidato sostenuto dal governo Meloni, alla posizione di CEO e Direttore Generale del gruppo, conferendogli tutte le relative deleghe per la gestione della Società.

Ancora, il CDA ha approvato – a diretto riporto dell’amministratore delegato e direttore generale – l’istituzione della nuova Direzione Generale, affidando a Gian Piero Cutillo il ruolo di condirettore generale.

Leonardo ha puntualizzato di avere verificato per tutti i componenti del nuovo CDA il possesso dei requisiti di onorabilità e l’assenza di cause di ineleggibilità e incompatibilità.

Il Consiglio ha inoltre verificato la sussistenza dei requisiti di indipendenza in capo a tutti gli amministratori non esecutivi e, dunque, in capo al Presidente Francesco Macrì e ai consiglieri Trifone Altieri, Roberto Diacetti, Enrica Giorgetti, Elena Grifoni, Dominique Levy, Cristina Manara, Francesco Soro, Maurizio Tucci, Elena Vasco, Rosalba Veltri.

Riguardo al Presidente Francesco Macrì, il CDA ha accertato anche la qualifica di Presidente non esecutivo e amministratore indipendente.

In evidenza quanto stabilito invece per il consigliere Francesco Soro.

In questo caso il CDA di Leonardo ha osservato che il suo incarico presso il MEF, non è idoneo a incidere sulla sua indipendenza, sia a causa delle “caratteristiche personali e professionali” di Soro, sia considerando il fatto che “il Ministero dell’Economia e delle Finanze è neutrale ed estraneo alla gestione delle partecipate”.

In una successiva riunione, il CDA di Leonardo provvederà a ricostituire al proprio interno i Comitati
endoconsiliari.

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