Gli errori del Ministro Azzolina: ecco perché non piace al mondo della scuola

Antonio Cosenza

09/06/2020

23/08/2021 - 11:42

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Il Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, è uno dei meno amati dal mondo della scuola: qual è il motivo? Proviamo a fare chiarezza.

Gli errori del Ministro Azzolina: ecco perché non piace al mondo della scuola

Il Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, in pochi mesi dall’inizio del suo mandato è riuscita a mettersi contro tutto - o quasi - il mondo della scuola.

Attacchi continui, persino minacce che hanno costretto il Governo a mettere il Ministro Azzolina sotto scorta. A tal proposito ci siamo chiesti il perché di tanta disapprovazione, anche perché tra tutti i Ministri del Governo Conte la Azzolina è quella in carica dal minor tempo (insieme al suo collega Manfredi, Ministro per l’Università, è entrata in carica solo a gennaio 2020).

Sicuramente l’emergenza sanitaria non ha aiutato, visto che questa ha costretto il Ministro dell’Istruzione a prendere decisioni che sono risultate impopolari; ma ci sono comunque delle colpe della Azzolina stessa, per alcune delle quali ne abbiamo dimostrazione in queste ore.

Ad esempio, il Ministro dell’Istruzione ha sbagliato più volte la strategia comunicativa. Basti vedere quanto successo sul fronte della ripartenza a settembre, dove la Azzolina ha rivisto varie volte la propria posizione, mettendo in confusione il mondo della scuola e alimentando ancora di più i dissapori nei suoi confronti.

Gli errori commessi dal Ministro Azzolina sono stati comunque molti; proviamo a fare il punto della situazione così da capire perché è così contestata dal mondo della scuola.

Gli errori di comunicazione del Ministro dell’Istruzione

Qualche settimana fa, nel parlare del rientro in classe a settembre, il Ministro dell’Istruzione ha illustrato la sua idea per una didattica mista, con metà del tempo in presenza e l’altra metà a distanza. In questo modo si potrebbero suddividere le classi in due gruppi, così da ridurre la presenza degli studenti e garantire il rispetto delle distanze.

Una proposta che raccolse diverse critiche, tant’è che qualche giorno dopo la Azzolina disse di essere stata fraintesa e che la sua era solamente un’ipotesi perlopiù per gli studenti della sola scuola secondaria di II grado.

Un dietrofront che si è ripetuto in queste ore. Al termine della riunione con i sindacati sulla ripartenza in classe a settembre, infatti, il Ministro ha spiegato che si sta ragionando sulla possibilità di montare dei plexiglass sui banchi così che non sarà necessario il rispetto delle distanze. Allorché ci sono stati diversi insegnanti che hanno sottolineato l’impossibilità di questo progetto, visto che non si può chiedere agli studenti di “stare in gabbia” per tutto l’arco della giornata.

Ebbene, anche in questo caso il Ministro ha fatto un passo indietro, dando però la colpa ancora una volta a chi ha riportato la notizia. In queste ore, infatti, il Ministro ha dichiarato che “nessuno del Comitato tecnico-scientifico, e tanto meno qui al ministero, ha mai immaginato di chiudere gli studenti dentro cabine di sicurezza, come è stato invece raccontato in queste ore, in maniera quanto meno superficiale”. La Azzolina ha parlato di “disinformazione”, ma forse dimentica che è stata lei la prima a parlare di questa ipotesi.

Ci chiediamo a questo punto se per evitare “fraintendimenti” non fosse più opportuno parlare a cose fatte, così da evitare che si possano creare confusione e polemiche.

Poca importanza al mondo del precariato?

Uno dei primi motivi di rottura tra la Azzolina e il mondo della scuola è stato però quello che l’ha vista protagonista nella trattativa per il concorso scuola straordinario. Questa, infatti, si è sempre messa contro alla proposta dei sindacati di prevedere un concorso per soli titoli, restando ferma sulla prova scritta anche quando l’emergenza da COVID-19 ne ha reso impossibile lo svolgimento immediato.

La Azzolina è sempre stata ferma sulla sua posizione, tant’è che il suo atteggiamento ha rischiato di provocare uno strappo all’interno della maggioranza che solo l’intervento del Presidente del Consiglio è riuscito ad evitare.

Su di lei pesa anche la vicenda riguardo allo stop previsto dal Decreto Scuola per l’aggiornamento delle Graduatorie d’Istituto. E poco importa se poi queste sono state comunque riaperte grazie all’intervento del Parlamento; è bastata l’arrendevolezza della Azzolina a scatenare il mondo della scuola nei suoi confronti.

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