Il cane a sei zampe e l’austriaca Omv sarebbero in lizza per acquisire il 40% delle attività di raffinazione di Adnoc. Il controvalore dell’operazione si attesterebbe a 8 miliardi di euro
Eni e l’austriaca Omv sarebbero tra i partecipanti allasta indetta dalla Abu Dhabi National Oil Co. (Adnoc) per lacquisto di una partecipazione del 40% nelle attività di raffinazione. Lo riporta Bloomberg.
Il valore della quota si attesterebbe a 8 miliardi di dollari e loperazione non sarà annunciata fino allanno prossimo.
“Come abbiamo già annunciato a maggio nel corso del nostro Downstream Investment Forum, stiamo cercando di aprire ulteriormente le nostre attività downstream (le fasi che comprendono il processo di trasformazione del petrolio, ndr) e creare nuove partnership di lungo termine e opportunità di investimento”, riporta un comunicato di Adnoc.
Descalzi: puntiamo ad una quota nel business della raffinazione
Dal quartier generale di Omv fanno sapere di essere “generalmente interessati a progetti di raffinazione ad Abu Dhabi”. Nonostante dal cane a sei zampe non siano arrivati commenti, Bloomberg ricorda come in una recente intervista l’Amministratore delegato Claudio Descalzi aveva manifestato, nell’ambito del processo di espansione ad Abu Dhabi, l’interesse ad un quota del business della raffinazione.
A Piazza Affari il titolo Eni non fa segnare variazioni di rilievo e passa di mano 14,322 euro. Nella settimana, causa il calo di oltre 7 punti percentuali registrato dal Brent (ora a 62,2$/barile), il saldo segna un -4,41%.
Per analisti operazione decisamente positiva
Riteniamo, rilevano gli analisti di Equita SIM, che la partnership fra ENI e ADNOC possa avere una serie di benefici:
• l’esposizione di Eni nella raffinazione è più limitata rispetto alle integrate europee;
• gli impianti di Adnoc hanno un evidente vantaggio di costo per dimensioni e integrazione con l`upstream;
• La rete distributiva di Eni potrebbe risultare un naturale mercato di sbocco per la raffinazione di Adnoc;
• Eni potrebbe offrire un know-how strategico nella chimica nei prodotti intermedi e speciali.
“Riteniamo che la maggior esposizione al business downstream - anticiclico rispetto al prezzo del greggio - permetterebbe ad ENI di ridurre la volatilità degli utili”.