Eni acquisisce Neptune Energy: quali prospettive per il settore energetico?

Riccardo Cunego

28 Giugno 2023 - 10:03

La decisione di Eni di acquisire Neptune Energy giunge in un momento in cui le compagnie sono sottoposte a pressioni per ridurre le loro emissioni di CO2.

Eni acquisisce Neptune Energy: quali prospettive per il settore energetico?

La major italiana dell’energia Eni e il suo partner norvegese, Var Energi, hanno concordato l’acquisto della società britannica di petrolio e gas Neptune Energy per 4,9 miliardi di dollari, in una transazione significativa che continua a rimodellare il settore energetico.

I dettagli dell’operazione

Il 23 giugno 2023 ENI ha dichiarato di voler acquistare il produttore privato di petrolio e gas Neptune Energy Group Ltd., con sede nel Regno Unito, in due operazioni del valore di 4,9 miliardi di dollari. Nella prima operazione, del valore di 2,6 miliardi di dollari, Eni acquisterà tutte le attività globali di Neptune, ad eccezione di quelle in Norvegia e Germania. L’unità norvegese sarà acquistata da Var Energi AS, controllata da Eni, in un’operazione valutata poco meno di 2,3 miliardi di dollari. Le attività tedesche saranno scorporate dall’unità globale e rimarranno agli attuali proprietari. La partnership tra Eni e Var Energi è nata dall’accordo di dividere equamente il costo dell’acquisizione.
L’investimento strategico mira a rafforzare la posizione di Eni nel Mare del Nord e a proseguire l’espansione nel settore del petrolio e del gas. L’operazione segna uno degli acquisti più significativi nel settore dall’inizio della pandemia COVID-19 e dovrebbe concludersi nel quarto trimestre del 2023, dopo le necessarie approvazioni normative.

Aspetto finanziario

Con una capitalizzazione di mercato di 42 Miliardi di euro (a giugno 2023) ENI è una delle principali aziende italiane presenti nell’indice del FTSE MIB. L’azienda petrolifera con sede a Roma è cresciuta notevolmente negli ultimi anni, sia organicamente, sia attraverso diverse operazioni M&A, tenendo una media di due acquisizioni all’anno nei passati 5 anni. A dicembre 2022 ENI ha registrato ricavi pari 132,5 Miliardi di euro e EBITDA di 25,7 miliardi di euro. Inoltre, nel primo trimestre 2023 ENI ha generato un EBIT pari a 1,4 Miliardi di euro nella sua divisione Gas. Esso rappresenta un valore record generato grazie alle abilità di cogliere il valore della volatilità del mercato e della sua posizione patrimoniale e contrattuale, come dichiarato dal CFO Francesco Gattei durante la conference call trimestrale.
Nel 2022, Neptune ha registrato ricavi per 1,2 miliardi di dollari e un EBITDAX (profitti più interessi, tasse, ammortamento e spese per la ricerca) di 950 milioni di dollari dall’unità globale.
Eni ha dichiarato che attraverso questa acquisizione prevede di generare sinergie su costi di amministrazione e costi industriali per un valore di oltre 500 milioni di dollari ed ulteriori sinergie di costo, esplorazione e sviluppo, e un potenziale di crescita del valore finanziario e midstream. Inoltre la compagnia petrolifera ha dichiarato che la transazione avrà un immediato impatto positivo sugli utili e cash flow.
La strategia è coerente con il Piano 2023-2026 presentato nel febbraio 2023. Questo prevede un contributo netto positivo di 1 miliardo di euro dalle attività di gestione del portafoglio, un investimento di 37 miliardi di euro durante questo periodo, il mantenimento della leva finanziaria tra il 10% e il 20%, ed un tasso di crescita annuo della produzione del 3-4%.

Le ragioni dell’acquisizione

«La produzione aggiuntiva di gas nel nostro portafoglio e il basso profilo di emissioni degli asset, pari a circa 6 chilogrammi di CO2 per barile, sono coerenti con gli obiettivi della nostra missione», ha dichiarato Descalzi agli analisti nel corso della conferenza dopo l’annuncio dell’operazione. Inoltre, Eni si è impegnata a raggiungere emissioni di CO2 “net zero” dalle proprie operazioni e dalla catena di approvvigionamento entro il 2030.
Claudio Descalzi, ha descritto l’acquisizione come l’acquisto di un «portafoglio di alta qualità».
Questa transazione difatti aggiungerà 4 miliardi di metri cubi di gas all’Europa. Inoltre, l’accordo aprirà ulteriori siti di produzione di gas nel Mare del Nord e di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica, e si sovrapporrà ad altri progetti Eni in Algeria e Indonesia. La mossa è vista come un modo per Eni di diversificare i suoi asset energetici e costruire la sua presenza nel settore del petrolio e del gas.
Per Var Energi, l’investimento rafforza significativamente la sua capacità produttiva ed espande la sua presenza nel Mare del Nord. Neptune Energy, nota per i suoi importanti asset di petrolio e gas nel Mare del Nord, rappresenta una proposta interessante sia per Eni che per Var Energi. L’acquisizione di Neptune consente a Eni non solo di aumentare la propria produzione di energia, ma anche di raggiungere l’obiettivo strategico di diventare leader nella transizione verso fonti energetiche più pulite.

Implicazioni per il settore energetico

L’acquisizione è considerata un evento significativo per il settore energetico, che continua a evolversi in risposta alle mutevoli condizioni di mercato, agli impatti economici della pandemia e alla crescente pressione per la transizione verso le fonti di energia rinnovabili. L’operazione segnala la tendenza crescente delle grandi aziende energetiche ad ampliare il proprio portafoglio attraverso acquisizioni strategiche.

Prospettive future

La decisione di Eni di acquisire Neptune Energy giunge in un momento in cui le principali compagnie petrolifere e del gas sono sottoposte a crescenti pressioni per ridurre le loro emissioni di CO2. Per questo motivo, questa mossa potrebbe segnalare un cambiamento strategico verso un portafoglio più equilibrato che includa sia le fonti di energia tradizionali che quelle rinnovabili.
Con l’acquisizione di Neptune Energy, Eni e Var Energi si posizionano non solo come attori di primo piano nel settore del petrolio e del gas, ma anche come importanti contributori nella transizione in corso verso un futuro energetico più sostenibile.
L’accordo Eni-Var Energi testimonia la ricalibrazione strategica in atto nel settore energetico. Con l’aumento della pressione per la transizione verso un’energia più pulita, investimenti su larga scala come questo segnalano il riconoscimento da parte dei principali operatori del settore della necessità di diversificare i loro portafogli. Aggiungendo i considerevoli asset di Neptune Energy al loro portafoglio, Eni rafforza il suo impegno a soddisfare la domanda di energia del presente e a guidare la spinta verso un futuro energetico più sostenibile.