Gli Stati Uniti passano al pugno duro per contrastare l’emergenza rifiuti, nuove maxi multe in arrivo.
Forse l’amministrazione Trump non è delle più attente alle tematiche ambientali, ma negli Stati Uniti stanno tornando altre multe salate per chi non butta correttamente bottiglie e lattine. Oggi forse potrebbe sembrare strano, ma sono decenni che negli Stati Uniti il riciclo viene imposto a suon di sanzioni. La maggior parte delle disposizioni, tuttavia, sono adottate a livello urbano, dai sindaci probabilmente esasperati dai rifiuti per le strade. Era il 2008 quando l’allora sindaco di San Francisco propose multe fino a 1.000 dollari per la mancata applicazione della raccolta differenziata secondo le normative nazionali.
Da allora si sono susseguiti numerosi inasprimenti delle sanzioni, ma anche qualche iniziativa volta a ricompensare i cittadini più virtuosi. Eppure, ancora adesso le città americane stanno faticando a tenere sotto controllo la questione rifiuti. Lo dimostra il fatto che nel 2025 sono tornati nuovi programmi ambientali, tra cui la soprannominata “rivoluzione della spazzatura” di New York. Eccoci ora nel 2026 con nuovi divieti in arrivo, perché evidentemente anche negli Stati Uniti - come d’altronde in gran parte del mondo - riciclo e raccolta differenziata sono assai difficili da raggiungere.
Maxi multa per chi non butta correttamente bottiglie e lattine
Il Connecticut ha deciso di penalizzare direttamente chi non ricicla correttamente bottiglie e lattine. Le promesse di risparmio e i premi non sono incentivi convincenti quanto la restituzione di soldi aggiuntivi già sottratti dalle tasche dei consumatori. Così, viene applicato un sovrapprezzo fino a 10 centesimi su ogni bottiglia e lattina acquistata, che potranno essere rimborsati ai clienti riciclando i prodotti presso un centro di raccolta convenzionato. Il meccanismo è semplice ma efficiente, si fa la spesa normalmente pagando un po’ di più per bottiglie di plastica e lattine.
I soldi possono essere recuperati quando è il momento di buttare gli articoli, riciclandoli correttamente, altrimenti è anche possibile orientare i propri acquisti a materiali più sostenibili. Ciò non significa però che sia una strategia priva di controversie, innanzitutto perché si obbligano i consumatori a farsi subito carico del sovrapprezzo, in un clima di caro spesa già debilitante. Allo stesso tempo, poi, sono già nate delle controversie sulle tariffe aggiuntive applicate dai supermercati, con tanto di rimborsi dovuti.
Quando l’aumento viene applicato su articoli non appartenenti al programma di riciclo, infatti, i clienti perdono la possibilità di recuperare le somme e hanno diritto al rimborso da parte dell’esercente commerciale, che non avrebbe dovuto in primo luogo applicare il sovrapprezzo. Le associazioni stanno monitorando attentamente l’andamento del programma di riciclo, che comunque sta avendo degli effetti positivi anche per alcuni consumatori. Accumulando bottiglie e lattine, infatti, quando riscuotono il rimborso dal centro di raccolta è come se avessero messo da parte dei risparmi senza accorgersene.
Così come tra i supermercati ci sono stati degli errori, poi, anche tra la cittadinanza non tutti hanno sposato il programma per amore della causa. Tanti americani si recano appositamente in Connecticut per riciclare bottiglie e lattine, guadagnando così più del dovuto. Non è solo che non hanno pagato nello stesso Stato, ma magari non hanno affatto corrisposto tariffe aggiuntive. Il governo sta quindi pensando di vietare completamente il riciclo di lattine e bottiglie in Connecticut se provenienti da altri Stati, con multe fino a 2.000 dollari per i trasgressori.
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L’emergenza spazzatura è un problema di tutti
La fattibilità dei controlli e il rischio di ingiustizie sono ancora da valutare, però, mentre le alternative più sofisticate sono ancora più costose e complicate. Per cominciare a risolvere il problema potrebbe aiutare una linea d’azione comune a livello federale, ma non è neanche possibile rinunciare alla regolamentazione locale. Lo vediamo perfino in Italia, dove ogni Ente locale contribuisce alle regole sul riciclo e la raccolta differenziata a seconda delle circostanze specifiche. Al di là di questo, però, il Testo unico ambientale italiano fissa dei punti uguali in tutto il Paese.
Tra questi, la multa fino a 320 euro per l’abbandono di rifiuti piccoli e non pericolosi (come scontrini e mozziconi di sigaretta spenti), mentre la multa per l’errata raccolta differenziata arriva anche a 620 euro. Nel complesso, per quanto riguarda il riciclo e lo smaltimento dei rifiuti c’è ancora molta strada da fare. Nel Belpaese come negli Usa le iniziative ambientali non vengono recepite con grande entusiasmo dalla cittadinanza e il più delle volte finiscono per essere abbandonate dopo grossi investimenti. Oltre a strumenti più efficienti e meno impegnativi per i cittadini servirebbe soprattutto un lavoro sulla prevenzione e la sensibilizzazione, che ad oggi sembrano carenti.
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