Elon Musk contro il business del fact-checking: ecco chi manipola davvero l’informazione

Roberto Vivaldelli

23 Ottobre 2023 - 06:45

Elon Musk si scaglia contro la società di fact-cheking che ha collaborato con l’Unione europea per la stesura del codice contro la disinformazione. Ministero della verità o lotta alle fake news?

Elon Musk contro il business del fact-checking: ecco chi manipola davvero l’informazione

“Che truffa! Newsguard dovrebbe essere chiuso immediatamente”. A dichiararlo è stato, il 19 ottobre, Elon Musk, che ha commentato su X (Ex Twitter), un threadriguardante proprio NewsGuard, la società di «fact-cheking» fondata dall’imprenditore dei media e giornalista Steven Brill e dall’ex editore del Wall Street Journal Gordon Crovitz, strumento - che può essere aggiunto come estensione sui motori di ricerca - che mostra le valutazioni di attendibilità per oltre 7.500 siti Web di notizie e informazioni. Nel board della società con sede a New York - oltre a Gianni Riotta e all’ex segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen - siede anche Jimmy Wales, co-fondatore di Wikipedia. Ebbene, come scrive su X Mike Benz, direttore esecutivo della Foundation for Freedom Online, Wales ha collaborato con l’Unione europea su un codice per contrastare la disinformazione “che avrebbe spinto i governi a mandare in bancarotta i siti di notizie alternative”.

Lo scontro sulla libertà di parola

Benz ha criticato il modello di business di NewsGuard, che secondo lui combina “servizi contro la disinformazione con leggi di censura che promuove”. “È una follia!” ha replicato Musk, aggiungendo che «il popolo europeo merita una spiegazione». “Elon, non c’è modo che i sostenitori della censura dell’Ue possano negarlo. NewsGuard se ne è vantato. I funzionari dell’Ue se ne sono vantati. Avevano una partnership formale. Tutto ciò che possono fare ora è tapparsi il naso e sperare che i loro elettori non vengano mai a sapere cosa sta succedendo”, ha risposto Benz. In un altro post, l’amministratore delegato di Timcast news, Tim Pool, ha dichiarato che NewsGuard ha inflitto alla sua piattaforma una punizione “perché abbiamo pubblicato 5 storie su quasi 5.000 che citavano Trump”. “Hanno affermato che riportare le dichiarazioni di Trump era irresponsabile perché invece avremmo dovuto verificare i fatti e Trump si sbagliava. Ora sostengono che non correggiamo gli errori perché non abbiamo risposto alle loro false affermazioni il mese scorso”, ha scritto Pool su X.

Newsguard ha infatti aderito alla stesura del codice promosso dall’Unione europea contro le fake news. Tale codice, approvato nel 2022, “adotta misure importanti per demonetizzare la disinformazione, con le principali piattaforme che si impegnano ‘a tagliare i finanziamenti alla diffusione della disinformazione e a migliorare le politiche e i sistemi che determinano l’idoneità dei contenuti alla monetizzazione, i controlli per la monetizzazione e il posizionamento degli annunci”. E così, al fine di evitare possibili ripercussioni, le piattaforme - tranne X - si sono subito adattate ai vincoli imposti dal nuovo codice.

Ministero della verità o lotta alle fake news? I soldi dal Pentagono

Vera lotta alla disinformazione o “ministero della Verità” di orwelliana memoria? L’ex anchorman di Fox News, Tucker Carlson, non ha dubbi: “NewsGuard è un’organizzazione che afferma di combattere la ’disinformazione’, ma in pratica è un’organizzazione di censura. Prende di mira chiunque sfidi le persone al potere”. “Una volta credevo che i liberali si opponessero alla soppressione statale dei media alternativi. Oggi è la loro agenda” sottolinea in merito Max Blumenthal, fondatore del sito di giornalismo investigativo ‘Grayzone’ preso di mira proprio da Newsguard. Quanto ai finanziamenti, la società di fact-cheking è stata criticata anche dal deputato repubblicano Neal Dunn per aver ricevuto 750 mila dollari dal Pentagono. Curiosità: tra gli advisor della società c’è anche l’ex direttore della CIA Michael Hayden, che come spiega Edward Snowden è uno “dei bugiardi più famosi del Paese (gli Stati Uniti), l’uomo che ha costruito segretamente il sistema globale di sorveglianza di massa che, una volta scoperto, i tribunali hanno condannato come crimine oltraggioso”. Queste società, nota Glenn Greenwald, “promuovono tutte la stessa ideologia, sono gestite dallo stesso piccolo gruppo di persone e di solito sono finanziati dallo stesso piccolo gruppo di miliardari”.