Elezioni 2018, pensioni: i programmi elettorali a confronto

Alessandro Cipolla

30 Gennaio 2018 - 09:45

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Elezioni 2018: i programmi elettorali sulle pensioni di Centrodestra, Movimento 5 Stelle, Centrosinistra e Liberi e Uguali a confronto.

Elezioni 2018, pensioni: i programmi elettorali a confronto

Le pensioni sono senza dubbio l’argomento più dibattuto in questo inizio di campagna elettorale che ci porterà alle elezioni politiche 2018. La legge Fornero in particolare è una sorta di pomo della discordia tra volontà di colpi di spugna ed esigenze di bilancio.

Ora che tutti i programmi elettorali sono stati resi noti, per fare maggiore chiarezza in questa ridda di voci abbiamo voluto mettere a confronto le proposte sulle pensioni di Liberi e Uguali, Centrosinistra, Movimento 5 Stelle e Centrodestra.

Elezioni 2018: la battaglia sulle pensioni

Fino a qualche mese fa si sembrava che in Italia l’unico problema fosse quello dell’immigrazione. Non c’era talk politico o giornale che non apriva trattando di questo delicato argomento.

Come spesso accade poi, man mano che la data delle elezioni politiche si avvicina tutti i partiti basano il nocciolo della propria campagna elettorale su temi ben diversi: lavoro, pensioni e welfare.

Anche il voto del prossimo 4 marzo non è sfuggito a questa logica. Le pensioni in particolar modo sono stato il tema più dibattuto, creando divisioni anche all’interno di alleanze così come sta accadendo nel Centrodestra.

Vediamo allora quali sono questi programmi elettorali in merito alle pensioni, prendendo in considerazione soltanto quelli dei quattro schieramenti che, sondaggi alla mano, hanno la certezza di superare la soglia di sbarramento.

Centrodestra

Senza dubbio la coalizione di Centrodestra è dove il tema delle pensioni è più centrale. Leggendo il programma elettorale firmato da tutti gli alleati, si legge la proposta di “azzerare la legge Fornero” che sarebbe sostituita da una nuova riforma previdenziale.

In particolare, le attuali normative verrebbero sostituite dall’estensione a tutti i lavoratori della Quota 41 e della Quota 100. Se questo cambiamento dovesse realizzarsi, un lavoratore quindi potrebbe andare in pensione dopo 41 anni di contributi oppure se la somma della propria età anagrafica e degli anni di contributi dia come risultato 100.

Il problema centrale è quello delle coperture economiche. Matteo Salvini però insiste ribadendo che la prima cosa che farà una volta andato al governo sarà quella di cancellare la riforma Fornero.

Più cauto invece Silvio Berlusconi che, nonostante quanto scritto nel programma elettorale del Centrodestra, sarebbe meno propenso a ritoccare verso il basso l’età pensionabile che dal 2019 sarà di 67 anni.

Movimento 5 Stelle

Posizione simile sul tema delle pensioni è quella del Movimento 5 Stelle. Nel loro programma elettorale si parla però di “superamento” e non “azzeramento” della legge Fornero. La differenza è che mentre il Centrodestra nelle intenzioni vorrebbe subito cancellare la riforma, i pentastellati pensano invece a un cambiamento progressivo in un arco di tempo di cinque anni.

Nelle idee dei 5 Stelle c’è la volontà di sostituire le attuali norme con l’estensione per tutti, così come ipotizzato dal Centrodestra, della Quota 41 e della Quota 100 che così sarebbero il nuovo fondamento in materia previdenziale.

Oltre a queste due misure, il Movimento prevede anche un rafforzamento della staffetta generazionale, la conferma delle categorie di lavori considerati usuranti e la resa strutturale di Opzione Donna.

Anche qui il problema centrale sarebbe quello delle risorse necessarie per questo cambiamento. L’idea dei pentastellati sarebbe quella di recuperare parte dei soldi necessari sforbiciando le pensioni d’oro.

Centrosinistra

Per quanto riguarda il Centrosinistra Matteo Renzi ha in serbo un programma “dei piccoli passi” per quanto riguarda il tema delle pensioni. Nessuna rivoluzione quindi ma concreti e fattibili miglioramenti dell’attuale sistema.

L’obiettivo più impegnativo da raggiungere sarebbe quello dell’istituzione di una pensione di garanzia per i giovani. Un tema questo che da tempo se ne parla visti i cambiamenti del mondo del lavoro, ma che finora è sempre stato rimandato causa la mancanza dei fondi necessari.

Nell’immediato Renzi ha parlato della possibilità di aumentare le attuali quattordicesime che vengono elargite ai pensionati. Per il resto si dovrebbe agire in continuità con quanto fatto dal governo negli ultimi anni, puntando quindi molto sull’Ape Social e su quella Volontaria.

Liberi e Uguali

Anche nel programma di Liberi e Uguali c’è la volontà di mettere mano alla riforma Fornero, con l’attuale legge in vigore che andrebbe rivista soprattutto per quanto riguarda l’uscita anticipata dal mondo del lavoro delle categorie considerate gravose.

Altre proposte sono gli sconti alle lavoratrici in base ai figli avuti, la stabilizzazione di Opzione Donna che al momento non è stata prorogata nell’ultima legge di Bilancio e la realizzazione di una nona salvaguardia per risolvere in maniera definitiva la problematica degli esodati.

L’idea di fondo del programma di Liberi e Uguali sul tema delle pensioni è quindi quella di rendere strutturali alcune misure che invece attualmente vivono di proroghe, migliorando la legge Fornero e risolvendo una volta per tutte la questione degli esodati.

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