La decisione della BCE, presa il 25 gennaio in occasione del suo tradizionale meeting, ha lasciato i mercati abbastanza soddisfatti, mantenendo invariati i tassi d’interesse al 4,5%.
Le buone prospettive sul tasso d’inflazione e l’approccio «data dependent» mantenuto dalla presidente Christine Lagarde in questa circostanza sono stati ben accolti, proprio in ragione del fatto che le variabili economiche sembrano convergere verso un futuro abbassamento dei tassi d’interesse.
La BCE mantiene i tassi inalterati, ecco il motivo
L’inflazione europea, nonostante abbia registrato nell’ultima rilevazione un certo apprezzamento, merita di essere analizzata più approfonditamente. Buona parte di questo incremento è imputabile a un improvviso apprezzamento nel settore energetico, mentre le altre componenti dell’inflazione continuano a mostrare un andamento progressivamente ribassista. Sulla base di questa analisi, la BCE ha deciso di mantenere inalterato il livello dei tassi d’interesse per la terza volta consecutiva.
Dalle parole della presidente Christine Lagarde emergono toni positivi. Nonostante il consiglio direttivo rimanga focalizzato sull’obiettivo di un’inflazione al 2%, i tassi attuali sono tali da poter contribuire, nel lungo periodo, al raggiungimento di questo target. Il comunicato della BCE, diffuso in occasione del meeting, ha anticipato la decisione di non modificare i tassi. Pertanto, discutere di eventuali tagli, secondo Christine Lagarde potrebbe essere prematuro. Particolare attenzione è rivolta alla dinamica dei salari, che potrebbero influenzare l’inflazione nel settore dei servizi, considerato il più complesso da gestire. Il mercato del lavoro rimane abbastanza solido, nonostante si registri un calo della domanda.
Un altro elemento da considerare è l’incidenza delle turbolenze geopolitiche, che, come osservato nell’ultima rilevazione dell’Indice dei Prezzi al Consumo (IPC) europeo, continuano ad avere un impatto significativo sul dato complessivo. Il settore energetico, che ha vissuto una fase di «deflazione» per tutto il 2023, è stato anche il principale responsabile del forte apprezzamento registrato nel 2022, principalmente a causa della crisi tra Russia e Ucraina.
Mercati e tassi, quali prospettive?
Un’attenzione particolare deve essere rivolta al mercato obbligazionario, influenzato dall’andamento dei tassi della BCE. La recente positività derivante dalle dichiarazioni della BCE e dalle nuove prospettive espresse dai suoi funzionari, dopo settimane di marcata negatività, ha spostato l’attenzione sui Titoli di Stato europei.
Sebbene sia prematuro discutere di riduzioni dei tassi, è importante sottolineare che i mercati azionari hanno già iniziato a incorporare questa eventualità nei loro prezzi. In particolare, il settore azionario, soprattutto le società di minore capitalizzazione legate ai settori dei consumi e industriale, quelle che sembrano orientate a registrare un calo significativo degli utili rispetto al passato, potrebbero tornare a essere attrattive, data la convenienza dei loro attuali multipli di valutazione.
EU50, 1W
Grafico a candele giornaliere dell'EU50. Fonte: teletrader.com