Tra le materie prime che sono fondamentali per la decarbonizzazione, il litio è al primo posto. Soprannominato «oro bianco», il metallo è necessario per produrre quasi tutti i tipi di batterie che alimentano veicoli elettrici (un singolo pacco batterie include tipicamente dieci chilogrammi di litio). La crescita dei prezzi della maggior parte delle materie prime si è fermata quest’inverno, mentre il prezzo del litio è continuato a crescere.
Da allora il rally dei prezzi sembra aver preso una direzione opposta. I prezzi del carbonato di litio cinese, una delle due principali forme di litio raffinato, si sono più che dimezzati quest’anno. Una ragione è il rallentamento della domanda di veicoli elettrici in Cina, il più grande mercato per questo tipo di mezzi. Un altro motivo è che case automobilistiche come Ford e Volkswagen, desiderose di rivaleggiare nel settore degli EV dominata da Tesla e dai colossi cinesi, hanno firmato accordi di fornitura di batterie a prezzi elevati l’anno scorso mentre ora stanno rivedendo i termini, smorzando ulteriormente l’appetito del mercato.
Nel frattempo, l’offerta globale di litio estratto sta aumentando rapidamente. Dopo essere cresciuto dell’1% nel 2022, a 575.000 tonnellate, potrebbe salire di quasi un quinto quest’anno mentre vengono aperte nuove miniere in Australia e Cile.
L’improvvisa caduta dei prezzi ha colpito le valutazioni di SQM e Albemarle, due tra le più grandi imprese minerarie del mondo. Il litio, però, è ancora costoso: Benchmark Minerals stima che i prezzi dei carbonati sono cresciuti in media 4 volte tra il 2016 e il 2021, quando sono stati commissionati molti grandi progetti (le miniere impiegano circa cinque anni per essere operative).
I prezzi devono ancora raggiungere un equilibrio, ma è improbabile che scendano a tal punto da colpire i profitti delle imprese del settore. I prezzi inferiori a 22.000 dollari a tonnellata, molto più bassi dei livelli odierni, causerebbero la chiusura di molte delle miniere nazionali cinesi, riducendo l’offerta. E anche se il prodotto raffinato è diventato più economico, il prezzo dello spodumene, una materia prima utilizzata per raffinare gli ioni di litio, rimane alto, riducendo i margini delle aziende. Anche loro potrebbero essere costretti a tagliare la produzione, sostenendo i prezzi dei prodotti raffinati.
Ci sono segnali che la domanda crescerà: la China Passenger Car Association si aspetta che le vendite di veicoli elettrici nel paese aumenteranno del 30% quest’anno. Il prezzo dell’idrossido di litio, una forma raffinata di litio utilizzata in batterie più costose e di maggior durata, che sono preferite al di fuori della Cina, ha resistito meglio di quello del carbonato. Nel lungo periodo, l’aumento della domanda di litio per lo stoccaggio dell’energia, sostenuta dalle politiche verdi in America, Europa e Cina, potrebbe rendere il mercato ancora più caldo.
Questo spiega perché le grandi aziende minerarie stanno andando avanti con nuovi progetti, come l’impianto di idrossido di litio da 1,3 miliardi di dollari di Albemarle nella Carolina del Sud: un crollo del prezzo delle azioni dei rivali potrebbe consentire loro di crescere ancor di più. A marzo Albemarle si è offerto di acquistare Liontown Resources, un produttore australiano, per 3,7 miliardi di dollari.
Le case automobilistiche, da parte loro, sono ansiose di avere forniture stabili e garantite di litio: ad aprile General Motors ha dichiarato che avrebbe investito in una startup che propone di estrarre metallo da depositi non sfruttati in precedenza.
Una ripresa dei prezzi del litio creerebbe non pochi problemi alle case automobilistiche, alle prese con una costosa transizione energetica, con consumatori non ancora del tutto convinti della bontà dei mezzi elettrici e con una politica sempre più pressante sul fronte delle emissioni inquinanti.
I prezzi delle batterie agli ioni di litio sono crollati nell’ultimo decennio o giù di lì, ma l’anno scorso l’aumento dei prezzi dei metalli ha contribuito a spingere i costi delle batterie del 7%. Il recente calo dei prezzi del litio dovrebbe di nuovo significare batterie più economiche, ma in genere ci vogliono mesi perché i prezzi più bassi si traducano in auto più economiche: a quel punto i prezzi potrebbero aumentare di nuovo.