Ecco le startup su cui punta Cdp Venture Capital

Alberto De Pasquale

16/12/2024

La Sgr di Cassa depositi e prestiti investe direttamente su 313 aziende innovative, attive soprattutto nel settore Healthcare e Lifescience.

Ecco le startup su cui punta Cdp Venture Capital

C’è tanta tecnologia legata alla salute al centro degli investimenti di Cdp Venture Capital, il Fondo nazionale innovazione di Cassa depositi e prestiti nato nel 2020 per sostenere le startup in Italia.

Il suo patrimonio gestito si aggira sui 4,6 miliardi di euro, ripartito su 13 fondi operativi, tra investimenti diretti e indiretti. Considerando solo quelli diretti, parliamo di investimenti in 313 startup, di cui 309 italiane e quattro estere. Sono operative soprattutto nelle regioni del Nord, anche se le aziende innovative attive al Sud, come vedremo, non mancano.

Il principale gestore nazionale di investimenti di venture capital, che nei mesi scorsi ha firmato un protocollo d’intesa con OpenAI, la società dietro ChatGPT, per favorire il posizionamento dell’Italia nello sviluppo e nell’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, sta puntando molto sul settore Healthcare & Lifescience, ossia sulle tecnologie e le innovazioni in ambito sanitario, dalla diagnosi al trattamento, e tutto ciò che riguarda, tra le altre, le biotecnologie, la farmacologia e la genetica. Delle 313 startup nel portafoglio degli investimenti diretti, sono 59 quelle attive nel campo dell’assistenza sanitaria e delle “scienze della vita”, ossia il 19% del totale. Qualche anno fa tra queste c’era anche la piattaforma di assistenza psicologica online UnoBravo, che dopo essere stata affiancata dal fondo è poi cresciuta aprendosi a nuovi investitori nazionali e stranieri.

Ci sono startup (la bresciana Diadem) che vogliono sviluppare il primo test test ematico per la diagnosi precoce di malattie degenerative, come l’Alzheimer, altre (InnovHearth) che lavorano per rendere meno invasiva la procedura di sostituzione della valvola mitrale transcatetere e altre ancora (Rubedo Life Sciences) che sono impegnate su terapie che possono contrastare le malattie legate all’età. Secondo l’ultimo piano industriale, Cdp Venture Capital prevede di investire nel settore life science e biotecnologie oltre 500 milioni di euro tra quest’anno e il 2028.

Considerando invece, oltre alle startup sostenute con investimenti diretti, anche le startup “accelerate” dai 20 programmi della rete nazionale acceleratori e le prototipazioni diventate aziende dei cinque poli nazionali di trasferimento tecnologico, il portafoglio complessivo di Cdp Venture Capital conta in tutto 663 startup. Per il 60% attive nelle regioni settentrionali, per il 18% in quelle del Centro e al 22% al Sud. Stando al campione totale, la maggior parte delle startup sostenute, 123, opera nel settore tecnologia e IT; a seguire quelle nell’ambito dei servizi (116) e poi quelle dell’ambito salute e scienze della vita (111 complessivamente).

Tra le eccellenze in portafoglio c’è anche l’aerospazio con D-Orbit, che trasporta microsatelliti nell’orbita terrestre bassa ed è in grado di riportare sulla Terra quelli che hanno bisogno di manutenzione e la transizione energetica con Energy Dome, che ha sviluppato una batteria a CO2 che sfrutta l’anidride carbonica per immagazzinare l’energia elettrica.

Ma, come noto, il trend del momento è l’Intelligenza Artificiale e gli investimenti di venture capital non fanno eccezione. Per questo ora l’attenzione è tutta sul miliardo di euro che Cdp Venture Capital vuole mettere a sostegno dell’IA italiana, di cui 500 milioni con un fondo dedicato di nuova istituzione, più altri 500 milioni assegnati a sostegno dei principali comparti innovativi che Cdp Venture Capital già promuove e che si dimostrano particolarmente sensibili allo sviluppo e alle applicazioni legate all’IA, tra cui c’è anche proprio quello Healthcare e Lifescience.