Questi 2 settori hanno forti fondamentali ma scendono in borsa. Occasione d’acquisto?

Redazione Finance

26 Novembre 2024 - 14:33

Questi due settori continuano a sottoperfromare in borsa nonostante i recenti risultati non abbiano mostrato uno scenario negativo. Cosa sta impaurendo le borse?

Questi 2 settori hanno forti fondamentali ma scendono in borsa. Occasione d’acquisto?

Questo comparto, tradizionalmente considerato un pilastro stabile nei portafogli degli investitori, sta attraversando un momento di difficoltà sui mercati.

Le performance azionarie recenti sono state negative, ma una visione più approfondita rivela che non tutti i sottosettori dell’healthcare sono colpiti allo stesso modo.

Mentre alcuni segmenti soffrono un rallentamento, altri mostrano fondamentali solidi e prospettive incoraggianti, nonostante il calo delle valutazioni.

In particolare, i settori Biotechnology e Pharmaceuticals si distinguono per le loro basi economiche robuste. Cosa sta impaurendo gli investitori e cosa aspettarsi adesso?

I principali sotto-settori dell’healthcare

Il settore sanitario è ampio e diversificato, e si può distinguere in Biotechnology, Pharmaceuticals, Health Care Equipment & Supplies e Health Care Providers & Services. Il sottosegmento Biotechnology include aziende che sviluppano terapie basate su tecnologie biologiche e genetiche.

È caratterizzato da alta volatilità, con una forte dipendenza dall’innovazione e dalla regolamentazione. Pharmaceuticals comprende i produttori di farmaci tradizionali, spesso considerati un rifugio sicuro grazie alla loro stabilità e capacità di generare utili costanti.

Health Care Equipment & Supplies si occupa della produzione di dispositivi e attrezzature mediche, come macchinari ospedalieri, protesi e strumenti diagnostici. Questo segmento è legato agli investimenti strutturali in infrastrutture sanitarie. Health Care Providers & Services include ospedali, cliniche e servizi sanitari, con un focus sulle operazioni dirette e sul servizio ai pazienti.

Negli ultimi mesi, i comparti Health Care Equipment & Supplies e Health Care Providers & Services hanno mostrato un rallentamento significativo. Fattori come l’aumento dei costi operativi, margini ridotti e un calo degli investimenti ospedalieri hanno contribuito a questa debolezza. Tuttavia, i sottosettori Biotechnology e Pharmaceuticals sembrano continuare a mantenere margini solidi, evidenziando una divergenza rispetto al mercato in senso ampio.

Biotechnology: tra volatilità e opportunità

Il biotech è da sempre un settore caratterizzato da grandi potenzialità di crescita, ma anche da una notevole volatilità. Dal 2015, il segmento ha sovraperformato l’S&P 500 in tre occasioni significative: nel 2015 grazie a importanti innovazioni e acquisizioni aziendali, tra il 2017 e il 2018 durante una fase di forte crescita economica globale e nel 2020, nel pieno del mercato toro alimentato dalla pandemia, dove l’interesse per la ricerca biologica ha raggiunto il suo massimo storico.

Tuttavia, a partire dal 2021, l’aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve ha penalizzato pesantemente il biotech. Questo è dovuto alla struttura stessa del settore: oltre il 90% delle partecipazioni dei benchmark biotech è concentrato in aziende statunitensi a piccola e media capitalizzazione, che spesso operano in deficit e dipendono fortemente dal finanziamento esterno. I costi di capitale più elevati hanno quindi ridotto l’attrattiva di questo segmento.

Nonostante la recente debolezza in borsa, i fondamentali del biotech rimangono promettenti. L’ultima stagione degli utili, come riportato nel report di FactSet, ha visto il biotech sorprendere positivamente gli analisti, con diverse aziende che hanno superato le aspettative sia in termini di ricavi che di margini operativi.

Uno fra gli ETF più utilizzati quando si parla di biotecnologia è l’iShares Biotechnology ETF (IBB), che replica l’andamento dell’indice Nasdaq Biotechnology, offrendo un’esposizione diversificata a grandi nomi del settore e a startup del settore. IBB resta intrappolato nello stesso limbo delle società del Russell 2000, al di sotto dei massimi del 2021, seguendo un trend laterale-rialzista iniziato a fine 2022.

Pharmaceuticals: solidi utili ma incertezza normativa

Il settore farmaceutico ha registrato una delle crescite più impressionanti degli utili tra tutti i comparti del settore sanitario, con un aumento del 33% anno su anno. Questa performance è stata trainata principalmente dalle grandi aziende farmaceutiche, che continuano a generare utili consistenti grazie a farmaci brevettati e alla domanda inelastica.

Nonostante la robustezza dei fondamentali, alcune delle principali aziende del settore, come Pfizer e Moderna, hanno subito un calo significativo in borsa. Pfizer, in particolare, è in contrazione di oltre il 60% rispetto ai suoi massimi storici, nonostante il suo contributo significativo alla crescita degli utili complessivi del settore. Questa discrepanza tra utili in crescita e performance borsistica negativa è attribuibile in parte a fattori politici.

L’arrivo di Robert F. Kennedy Jr. alla gestione della sanità, sotto l’amministrazione Trump, sta generando timori su possibili riforme normative e pressioni sui prezzi dei farmaci. Sebbene l’impatto reale di queste politiche sia ancora incerto, il mercato ha reagito con prudenza, penalizzando le valutazioni del settore.

Per il comparto farmaceutico, uno degli ETF più utilizzati è il Health Care Select Sector SPDR Fund (XLV), nonché uno dei fondi passivi a tema sanità statunitense più capitalizzato e liquido sul mercato. Con un’esposizione diversificata a giganti come Pfizer, Johnson & Johnson e Merck, l’XLV sembra essere particolarmente esposto al settore farmaceutico sebbene non sia il focus primario definito dal fondo.

Come si comporta XLV in borsa? Rispetto ai massimi, è in calo del 10%, seppur ancora ben ancorato alla parte alta del grafico. L’indicatore RSI su timeframe settimanale è passato in territorio negativo, sotto i 50 punti, seppur non abbia ancora raggiunto il territorio di ipervenduto.

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