Dollaro e Treasury in movimento. Siamo arrivati ad un punto di svolta?

Tommaso Scarpellini

25 Ottobre 2023 - 17:52

I Treasury statunitensi sembrano tornare in aumento, stimolando l’interesse degli investitori. Ad alimentare il dibattito sono le considerazioni di Bill Ackman. Siamo arrivati al fatidico bottom?

Dollaro e Treasury in movimento. Siamo arrivati ad un punto di svolta?

Nelle ultime sessioni borsistiche, il pubblico degli investitori sta assistendo a un ulteriore cambiamento di scenario rispetto a quello a cui erano stati abituati la scorsa settimana, amplificando ancora una volta la lettura del contesto borsistico globale. Il rendimento dei Treasury statunitensi sembra cedere un po’ di terreno rispetto ai massimi registrati nelle scorse settimane, con il dollaro che torna ad acquistare potere rispetto al paniere di valute rappresentato dal DXY.

Una situazione particolare, non certo ricorrente: non a caso, questi movimenti sembrano essere in parte stati innescati da alcune considerazioni di carattere economico e sociale, condivise anche da rinomati investitori di fama internazionale.

La partita a poker del mercato: qualcosa non torna

Un contesto finanziario abbastanza anomalo caratterizza le borse in questi ultimi giorni di sessione, con il rendimento dei Treasury statunitensi, particolarmente evidente nella componente a 10 anni, in contrazione, favorendo un apprezzamento degli stessi. In parallelo, il dollaro americano torna ad apprezzarsi, in parte spinto in alto dalla retrocessione dei prezzi di buona parte delle materie prime energetiche, con il petrolio in cima alla classifica per performance e attenzione da parte degli investitori. Si tratta di una situazione che può essere paragonata a una partita a poker in cui uno dei giocatori potrebbe non dire la verità, oppure la situazione va interpretata in modo adattivo rispetto allo scenario attuale piuttosto che seguendo un manuale di macroeconomia.

L’aumento (leggero) dei prezzi dei Treasury ha suscitato tra gli operatori dei mercati l’aspettativa che il segmento obbligazionario del Paese numero uno al mondo possa finalmente aver toccato il suo punto più basso. Questo potrebbe catturare maggiore interesse da parte degli investitori, inclusi quelli stranieri, influenzando positivamente la domanda di dollari e, di conseguenza, di obbligazioni. Questa dinamica potrebbe essere confermata dai movimenti dei prezzi futuri.

Un attore utile per il confronto è l’oro, un asset apprezzato particolarmente in momenti di difficoltà, che partecipa attivamente nella partita tra tassi d’interesse e dollaro. La settimana sembra orientarsi in negativo per questa materia prima, confermando in parte quanto detto.

10Y T-Note Fut. (ZN December 2023) 10Y T-Note Fut. (ZN December 2023) Grafico a candele del 10Y T-Note Fut. (ZN December 2023). Fonte: teletrader.com

Bill Ackman ha parlato: come interpretare le sue recenti indicazioni?

Ad alimentare il dibattito legato ai rendimenti dei titoli di stato statunitensi è Bill Ackman di Pershing Square. Secondo l’investitore di fama mondiale, gli investitori potrebbero acquistare sempre più obbligazioni come rifugio contro i recenti rischi geopolitici, sostenendo quindi di aver rimosso la posizione short, dichiarata aperta nel mese di agosto, a causa delle preoccupazioni per l’economia. Secondo le sue indicazioni: «L’economia sta rallentando più velocemente di quanto suggeriscano i dati recenti», ha scritto Ackman in un post lunedì su X. Questa sua considerazione ha alimentato il dibattito, già ampiamente aperto, riguardo a quale potrebbe essere il punto più basso per le obbligazioni del Tesoro statunitense.