Assegnati i diritti TV della Serie A: ecco come vedremo il calcio nei prossimi tre anni

Si è conclusa la lunga telenovela dei diritti TV della nostra Serie A: Sky si è aggiudicata due pacchetti, Perform uno. Salvo al momento 90° Minuto.

Assegnati i diritti TV della Serie A: ecco come vedremo il calcio nei prossimi tre anni

Fumata bianca definitiva per la assegnazione dei diritti TV per quanto riguarda il triennio 2018-2021, con il presidente della Lega Serie A Gaetano Micciché che così può tirare un bel sospiro di sollievo anche se si è incassato qualcosa in meno di quanto era stato auspicato.

Sky si è aggiudicato i primi due pacchetti del bando, mentre Perform il terzo visto che nessun operatore poteva portare a casa tutti e tre i pacchetti. La Serie A quindi si è garantita introiti per 973,3 milioni l’anno dalle TV, una cifra superiore rispetto al triennio precedente ma inferiore alle attese della vigilia.

A Sky e Perform i diritti TV

Rispetto ai precedenti bandi per i diritti TV questa volta i pacchetti non erano stati suddivisi per piattaforme (satellite, digitale terrestre e internet) ma per fasce orarie. Dopo il naufragio dell’intesa con gli spagnoli di Mediapro, la Lega ha optato per assegnare tre pacchetti con nessun operatore che poteva fare bottino pieno.

In questo modo si è riusciti ad arrivare alla tanto agognata fumata bianca, anche se non si è sfondato il tetto del miliardo di euro come auspicato dalla Lega e dai club. Diamo un osguardo allora nel dettaglio a come vedremo la nostra Serie A nei prossimi tre anni.

Sky si è aggiudicata i primi due pacchetti del bando per una cifra totale di 780 milioni, assicurandosi così il diritto di trasmettere 266 partite. Perform invece ha portato a casa il terzo pacchetto, sborsando 193 milioni per le restanti 114 partite.

Ecco la suddivisione in fasce orarie.

Sabato

  • Partita delle 15.00 - Sky
  • Partita delle 18.00 - Sky
  • Partita delle 20.45 - Perform

Domenica

  • Partita delle 12.00 - Perform
  • Partite delle 15.00 - due Sky e una Perform
  • Partita delle 18.00 - Sky
  • Partita delle 20.45 - Sky

Lunedì

  • Partita delle 20.45 - Sky

Conclusa l’asta, Sky e Perform si sono messi subito a lavoro per cercare di fare un accordo di ritrasmissione: l’obiettivo è quello di evitare che il tifoso debba fare un doppio abbonamento per vedere tutte le partite.

Salvo invece al momento 90° Minuto che dovrebbe andare regolarmente in onda. Rimane però il divieto di trasmissione per le partite del sabato: le immagini dei match non potranno essere trasmesse in chiaro prima di domenica pomeriggio.

Poca crescita

Lo scorso febbraio Mediapro si era aggiudicato tutti i pacchetti per 1,050 miliardi di euro, in linea da quanto auspicato dalla Lega di Serie A. Visto che gli spagnoli non hanno però presentato le necessarie garanzie economiche, si è deciso di annullare l’assegnazione e di fare un nuovo bando, il terzo.

Sky e Perform quindi hanno messo sul piatto complessivamente 973,3 milioni. Anche se la cifra è maggiore da quella incassata per i diritti del triennio 2015-2018 (951,4 milioni), la Lega ha portato a casa meno di quanto era nelle aspettative.

Per fortuna lo scorso ottobre era andata molto meglio l’asta per i diritti riservati al mercato estero, con la Serie A che si è assicurata 370 milioni l’anno per i prossimi tre anni: praticamente il doppio rispetto ai 185,7 milioni l’anno dello scorso triennio.

Tra mercato nazionale e internazionale, i diritti TV porteranno in totale nelle casse dei club del nostro massimo campionato 1,343 miliardi l’anno per i prossimi tre campionati, con un incremento del 16,4% rispetto al triennio 2015-2018.

Una crescita questa molto inferiore a quella degli altri campionati, con la nostra Serie A che ormai è stata quasi raggiunta dalla Ligue 1 francese. Del resto difficile aspettarsi uno sforzo maggiore da parte dei media nostrani: negli scorsi tre anni sono calati, oltre che gli spettatori negli stadi, anche quelli davanti alle TV.

Il quasi stallo dei diritti televisivi quindi va di pari passo con quello del calcio italiano in generale, con la lunga telenovela per l’assegnazione del bando che rappresenta in maniera emblematica tutta la mediocrità e l’inadeguatezza della governance del nostro pallone.

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