Denuncia per stupro: come si fa e termini

Isabella Policarpio

20 Aprile 2021 - 13:03

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Quanto tempo ho per denunciare uno stupro o una violenza? Qual è il termine di prescrizione e cosa fare se non si hanno a disposizione delle prove? Ecco come denunciare e a chi rivolgersi.

Denuncia per stupro: come si fa e termini

Denunciare uno stupro non è mai facile a qualsiasi età e in qualsiasi contesto sociale. Ma chi ha subito una violenza sessuale deve sapere che sporgere denuncia è spesso l’unico modo per punire il colpevole ed evitare che commetta altri reati.

Quali sono i termini della denuncia e quando si prescrive il reato? Spieghiamo con ordine cosa sapere prima di denunciare uno stupro, a chi rivolgersi e come provare la violenza sessuale subita.

Quando rivolgersi al pronto soccorso

Prima cosa da fare dopo aver subito uno stupro è recarsi nel Pronto soccorso dell’ospedale più vicino.

Qui è possibile trovare uno staff specializzato che, nella piena tutela della privacy della vittima, procede in tempi rapidi ad accertarne lo stato di salute. Infatti alle vittime di reati sessuali è garantito un percorso preferenziale, senza dover attendere ore ed ore in corsia.

Il più delle volte alla vittima di stupro viene chiesto il permesso di scattare foto alle eventuali ferite e consegnare gli indumenti.

Una volta dimessa, alla vittima viene rilasciata una copia del fascicolo ospedaliero contenente la relazione del medico. Questa può essere utilizzata come prova durante la denuncia.

A chi denunciare

Per denunciare bisogna che la vittima si rivolga presso gli uffici territoriali della Polizia o dei Carabinieri. Qui deve dichiarare le proprie generalità, descrivere i fatti con tutti i dettagli che si ricordano e allegare le prove (ove a disposizione).

È consigliabile conservare i capi di abbigliamento indossati durante l’evento poiché potrebbero contenere prove essenziali e tracce biologiche (soprattutto quando la vittima non conosce l’identità del colpevole). Inoltre è bene - se disponibile - portare con sé i referti medici.

Ricordiamo che si può denunciare una violenza sessuale anche molto tempo dopo il compimento del fatto e senza prove, anche se questo potrebbe rendere le indagini più lunghe e complesse.

Quanto tempo ha la vittima di stupro per denunciare?

Per qualsiasi crimine si tratti, ed anche per lo stupro, la cosa migliore è denunciare il prima possibile. Ma non tutti hanno la forza di rivolgersi immediatamente alla Polizia, per questo è bene conoscere i termini previsti dalla legge: per denunciare i reati a sfondo sessuale la vittima ha 6 mesi di tempo dal compimento del fatto.

Invece, in alcuni casi particolarmente gravi, la denuncia per stupro non è soggetta ad alcun limite temporale, significa che si può fare anche dopo diversi anni dall’episodio. Ciò quando:

  • la vittima è un minore o una persona con handicap fisico o psichico;
  • il fatto viene commesso dal genitore/tutore nei confronti dei figli;
  • il colpevole è un pubblico ufficiale o incaricato di un pubblico servizio nell’esercizio delle funzioni;
  • la violenza è connessa ad un altro reato procedibile d’ufficio

La querela per violenza sessuale è irrevocabile: vuol dire che, se la vittima cambia idea e vuole ritirare la denuncia, le Forze dell’ordine procederanno ugualmente.

Chiedere il supporto dei centri antiviolenza

In genere la denuncia/querela è un atto che viene fatto individualmente. Ciò non toglie che le vittime di stupro possono - se ne trovano giovamento - rivolgersi ai centri antiviolenza territoriali e farsi accompagnare dalle Forze dell’ordine. Spesso i centri di supporto per le vittime di violenza sessuale si trovano presso gli ospedali nei servizi sanitari d’urgenza.

Chi lo preferisce può farsi accompagnare da un amico o da un familiare.

Che succede dopo la denuncia

La denuncia serve a mettere in moto Polizia o Carabinieri per indagare sull’accaduto e perseguire il reato dichiarato dalla vittima.

Dopo una serie di indagini preliminari, le Forze dell’ordine segnaleranno l’autore del fatto alla Procura della Repubblica e ci sarà un processo.

Nell’attesa dell’udienza è possibile ottenere degli interventi immediati ovvero delle misure cautelari allo scopo di impedire successive violenze o minacce: l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento sono degli esempi.

I tempi della magistratura riguardo ai reati sessuali sono più celeri della norma.

Argomenti

# Reato

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