Colpo di scena Parmalat: salta il delisting sul filo di lana

Il delisting di Parmalat è stato bloccato dal Tar del Lazio proprio sul filo di lana: l’accaduto

Colpo di scena Parmalat: salta il delisting sul filo di lana

Il delisting di Parmalat non ci sarà, almeno per il momento.

Nella giornata di ieri, martedì 5 marzo, il titolo avrebbe dovuto dire addio alla Borsa Italiana avendo finalmente raggiunto la soglia necessaria.

Il delisting di Parmalat sarebbe dovuto diventare effettivo in concomitanza con un altro addio, quello di Luxottica che ieri ha salutato Piazza Affari senza intoppi. Sulla società di Collecchio, però, si è abbattuta la scure di Citi e del Tar del Lazio.

Delisting Parmalat bloccato: i motivi

Il congelamento delle operazioni ha trovato ragion d’essere nella richiesta dell’americana Citi (accolta poi dal Tar del Lazio) di sospendere in via cautelare le delibere di Consob e Borsa Italiana volte al delisting di Parmalat da Piazza Affari.

Bloccare il divorzio tra la società e la Borsa ha avuto lo scopo di:

“determinare, nelle more della trattazione dell’istanza cautelare nei modi ordinari, un pregiudizio irreversibile alle ragioni di credito”,

Ma le ragioni di credito di chi? Di Citi.

A quest’ultima è stato infatti riconosciuto un risarcimento di 431,3 milioni di dollari da Parmalat, da liquidare tramite l’emissione di nuovi titoli. La camera di consiglio per la trattazione del ricorso è stata fissata per il 26 marzo.

Un delisting immaginato già nel 2011

Citi non si è limitata a chiedere la sospensione cautelare delle delibere di Consob e Borsa Italiana del 16 e 31 gennaio (quelle che hanno aperto le porte al delisting di Parmalat).

La banca USA ha altresì chiesto l’accertamento della violazione dell’art. 102 comma 4 del tuf, secondo cui il documento di offerta deve essere approvato soltanto se giudicato idoneo a consentire di farsi un giudizio fondato sull’operazione.

Le richieste di Citi hanno messo, ancora una volta, i bastoni fra le ruote alla separazione tra la società e la Borsa. Il processo di delisting di Parmalat è infatti iniziato nel 2011, l’anno in cui Sofil (gruppo Lactalis) ha lanciato un’OPA arrivando all’87%. Neanche in quel caso, però, i francesi sono riusciti a ritirare il titolo da Piazza Affari e 8 anni dopo la partita è ancora tutta da giocare.

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