Debito pubblico e coronavirus: bomba a orologeria?

Debito pubblico e coronavirus: cosa aspettarsi d’ora in avanti? Le previsioni degli esperti

Debito pubblico e coronavirus: bomba a orologeria?

Il debito pubblico e il coronavirus più legati che mai.

La pandemia ha portato il governo a bloccare l’intero Paese (per evitare il contagio) e a intervenire con diversi decreti (si pensi soltanto al Cura Italia) per i quali ovviamente sono state mobilitate risorse imponenti.

Miliardi e miliardi di euro che hanno imposto nuove considerazioni sull’andamento del debito pubblico nel pieno dell’emergenza coronavirus. In molti si sono interrogati sul prossimo aumento del dato e le stime, in qualche caso, sono risultate decisamente pessimistiche.

Debito pubblico e coronavirus: cosa aspettarsi secondo ABN Amro

Secondo gli analisti, il PIL italiano crollerà in maniera decisa nella prima metà del 2020. Nello specifico nel primo trimestre dell’anno la flessione economica sarà del 5% mentre quella del secondo trimestre sarà del 7,5%. Di conseguenza il rapporto con il debito non farà che aumentare.

“Ci aspettiamo che il deterioramento delle condizioni finanziarie e del mercato del lavoro risulterà in una recessione a doppia cifra nel quarto trimestre del 2020 e nel primo trimestre del 2021.”

Le stime degli esperti hanno parlato chiaro: nei prossimi tre anni il debito pubblico d’Italia schizzerà al 165% del PIL. In seguito, la misura continuerà a salire anche se a un ritmo più modesto.

Le previsioni di Scope Rating sul rapporto debito/PIL

ABN Amro non è stata l’unica ad esprimersi sull’economia tricolore, una delle più colpite dal coronavirus: anche Scope Rating ha tentato di far luce sull’argomento.

Secondo l’agenzia il debito pubblico dell’Italia balzerà al 145% del PIL da qui al prossimo anno, mentre il deficit arriverà al 6%.

Le stime di Goldman Sachs

In questo caso, le stime degli esperti (gli stessi che hanno previsto un crollo dell’11,6% per il PIL tricolore nel 2020) hanno parlato di un dato che schizzerà al 160% a causa del coronavirus.

Le cose non andranno taglio meglio neanche nei prossimi anni, quando il debito pubblico italiano faticherà a scendere sotto il 145%.

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