Rimbalzo dell’indice Dax dopo nove sedute negative consecutive e la rottura a ribasso della trendline di medio periodo. In attesa dei dati macro della settimana, l’indice si appresta ad affrontare una fase tecnica delicata.
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 12.646,98 |
| Variazione | +2,7% |
| Max (52 settimane) | 13.789 |
| Min (52 settimane) | 8,441,71 |
| Indicatori | 12.028,76 |
| MM200 | 12.028,76 |
| RSI 14 | 50,60 |
| MACD | -87,26 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | -4,09% |
| 1 mese | -1,71% |
| 3 mesi | +16,4% |
La seduta di ieri ha interrotto la sequenza di giornate negative che ha contraddistinto l’indice Dax nelle ultime nove sedute. Il rimbalzo del +2,7% con una chiusura a quota 12.646,98 punti ha portato l’indice tedesco nuovamente sopra il supporto a 12.500, anche se il prezzo resta ancora sotto la EMA(21), media mobile esponenziale a 21 periodi e sotto la trendline dinamica di medio periodo.
Il quadro tecnico di riferimento
Anche se il trend di lungo periodo resta positivo, negli ultimi anni il Dax si è caratterizzata da andamenti ciclici annuali. Il 2018 è stato un anno particolarmente negativo dove l’indice ha lasciato sul terreno circa il 23%.
Alla fine di dicembre 2018, quando l’indice toccava un minimo a 10.279 punti, partiva l’inversione che avrebbe invece distinto un 2019 in forte crescita registrando una performance di circa il 25%.
Si è venuta quindi a create la classica formazione a “V” che caratterizza spesso i reversal del trend. Dopo un avvio incerto anche l’inizio del 2020 è stato contraddistinto dalla salita che ha portato l’indice a toccare i massimi storici a quota 13.789 nella giornata del 19 febbraio 2020.
L’arrivo della pandemia da Covid19 ha purtroppo interrotto il movimento e ha dato vita ad una correzione di oltre il 40% sui minimi di chiusura a quota 8.255,65 nella giornata di lunedì 16 marzo 2020.
Gli indici europei, a differenza di quelli statunitensi, hanno sofferto maggiormente la crisi che si è abbattuta sulla zona euro con anticipo rispetto agli USA. Questo ha portato il Dax ad una profonda correzione che l’ha condotto a rivedere i livelli di minimo di ottobre 2014.
Sul supporto in area 8.500 è poi partita la ripresa dell’indice che, grazie soprattutto al supporto della Banca Centrale Europea e ai piani di incentivo, nella giornata del 21 luglio 2020 è ritornato a 4,5 punti percentuali dai livelli pre-crisi.
Lo scenario operativo di breve periodo
I dati macroeconomici della scorsa settimana hanno affondato il Dax che attualmente si trova ad un bivio. Il rimbalzo delle giornata di ieri avrebbe messo delle basi positive, ma l’andamento attuale resta contrastante.
Il prezzo è ancora sotto la EMA(21) e anche l’indicatore di Supertrend è sempre girato a ribasso. Si potrebbe prospettare una fase laterale di consolidamento al mantenimento del supporto in area 12.000 con il sostegno della media mobile semplice a 200, che passa proprio sul livello. La banda laterale avrebbe un minimo in area 12.000 e un massimo a quota 13.000 con un range dell’8,12% circa.
La rottura di tale area a ribasso farebbe invece presagire ad un inversione del trend verso il test di altri prezzi. Attualmente l’indicatore RSI(14) si trova a 50,60 in calo dal livello di 67,55 del 21 luglio 2020, ma in crescita negli ultimi giorni. La volatilità, rappresentata dal’ATR(14) è in leggera aumento e si attesta a 250,22.
Una posizione long sarebbe plausibile alla rottura a rialzo della resistenza a 13.000 punti e quindi in area 13.040. Un primo target si potrebbe porre a 13.800, sul massimo storico, ed un secondo target a 14.500. Lo Stop Loss potrebbe essere sistemato a 12.430.
Un ingresso short avrebbe un significato solo sotto il supporto a 12.000 punti e in area 11.940. Un primo target stretto si potrebbe collocare a quota 11.500 ed un secondo target a quota 11.000. Lo Stop Loss si potrebbe posizionare a 12.580 al rientro deciso dell’indice nella fase di consolidamento.
I fattori chiave della settimana
I dati sul Pil tedesco, i peggiori dal 1970, hanno segnato profondamente l’indice che la scorsa settimana ha ceduto il 4,90% sulla scia dei risultati.
Il settore auto, comparto fondamentale nell’ambito dell’economia tedesca, ha pesato in modo incisivo con una forte flessione delle vendite per Volkwagen, che nella trimestrale ha riportato un calo delle consegne di veicoli pari al 27,4%.
Questa settimana la Germania si presenta alla prova di altri conti che, se dovessero essere nuovamente lontani dalle stime, potrebbero diventare un market mover importante per l’indice e di conseguenza per tutti i mercati europei attualmente in forte correlazione.
Tra i dati macro economici più importanti della settimana si possono evidenziare gli indici PMI manifatturiero e non, i dati sulla produzione industriale e gli ordini di fabbrica tedeschi per il mese di giugno, che sarebbero previsti in crescita dal precedente 10,4% al 12%.
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