Dalla sostenibilità allo sviluppo economico: i temi chiave del Boao Forum for Asia

Federico Giuliani

13 Aprile 2024 - 07:13

L’Asia continuerà ad essere il motore della crescita economica globale nonché la forza trainante dell’energia pulita nel 2024.

Dalla sostenibilità allo sviluppo economico: i temi chiave del Boao Forum for Asia

Il Boao Forum for Asia (BFA) si svolge ogni anno in Cina, nella città di Boao, nella provincia di Hainan. È un’organizzazione non governativa e senza scopo di lucro che mira a offrire una piattaforma di dialogo di fascia alta per i governi, imprese, esperti e studiosi per discutere in merito alle questioni più urgenti riguardanti l’Asia e, più in generale, tutto il mondo. Ma il Forum è anche un’ottima cartina al tornasole per analizzare le dinamiche socio-economiche in corso nel pianeta e conoscere in anticipo le tendenze del futuro.

I temi principali toccati nella sessione del 2024, un anno caratterizzato da un forte inasprimento delle tensioni internazionali, sono stati suddivisi in quattro sottoparti: economia mondiale, innovazione tecnologica, sviluppo sociale e cooperazione internazionale. Il titolo della kermesse, non a caso, era emblematico: L’Asia e il mondo: sfide comuni, responsabilità comuni, in un chiaro invito rivolto ai Paesi di tutto il pianeta ad affrontare congiuntamente le sfide globali e assumersi la responsabilità di promuovere la pace e la prosperità.

Se, da un lato, il BFA 2024 ha provato ad offrire adeguati strumenti volti a stimolare l’economia mondiale, ridurre la frammentazione commerciale e gli squilibri tra le nazioni, e creare una globalizzazione inclusiva, dall’altro questo forum ha analizzato a fondo il dossier della sostenibilità. Lo stesso, tra l’altro, adottato come paradigma basilare dalla Cina, intenzionata ad avviare una nuova stagione economica caratterizzata da uno sviluppo di qualità (ma sostenibile).

La crescita economica dell’Asia

L’Asia continuerà ad essere il motore della crescita economica globale nonché la forza trainante dell’energia pulita nel 2024, con la Cina al comando. È questo, in sostanza, il cuore di due report pubblicati al termine del BFA 2024 intitolati Prospettive economiche asiatiche e rapporto annuale 2024 sul processo di integrazione e Progressi verso l’era dell’elettricità a zero emissioni di carbonio e rafforzamento dello sviluppo verde in Asia.

Dal Forum di Boao sono però emerse anche altre indicazioni. L’Asian Economic Outlook prevede, ad esempio, che l’economia globale continuerà a incontrare incertezze e divergenze nel 2024, e che l’economia asiatica, pur essendo alle prese con un ambiente esterno difficile (dal braccio di ferro Usa-Cina nel Mar Cinese Meridionale ai venti di guerra che soffiano sulla penisola coreana), dovrà affrontare alcune sfide interne. Al netto di quanto appena detto, la crescita del continente e l’integrazione regionale dovrebbero mantenere un forte slancio, lasciando ipotizzare una performance complessiva ottimistica per il futuro.

La stessa economia asiatica, inoltre, nel 2024 dovrebbe mantenere un tasso di crescita relativamente elevato, pari al 49% del pil mondiale. “Nonostante le varie sfide economiche esterne, l’economia asiatica manterrà comunque un tasso di crescita relativamente elevato. Supportato da consumi relativamente forti e politiche fiscali proattive, si prevede che il tasso di crescita supererà quello del 2023, raggiungendo circa il 4,5%, continuando così a fornire il maggiore contributo alla crescita economica globale”, recita il citato Asian Economic Outlook.

Sviluppo e sostenibilità

La crescita dell’Asia e l’integrazione economica tra i principali player della regione – Cina in primis – con il resto del mondo, sono due fenomeni positivi che rischiano però di avere lo stesso effetto di un buco nell’acqua nel caso in cui entrambi non saranno inseriti in un processo di sviluppo sostenibile.

La sostenibilità, non a caso, è stata un’altra parola chiave del BFA 2024. Il secondo paper diffuso al termine del Forum ha infatti sottolineato il potenziale del continente per il passaggio alle energie rinnovabili. In particolare, ha evidenziato il ruolo di Pechino come leader tra i Paesi asiatici nell’effettuare investimenti significativi in questo settore. I riflettori sono puntati sul Dragone per un motivo ben preciso: la Cina contribuisce per oltre il 50% alla capacità di generazione di energia installata in Asia e a circa il 70% della capacità installata di energia verde in Asia.

Gli esempi di come il governo cinese sta affrontando la spinosa questione della sostenibilità – un potenziale punto d’incontro con l’Occidente, anch’esso alle prese con lo stesso dilemma – non mancano. In un forum del BFA intitolato Trasformazione energetica a basse emissioni di carbonio, Huang Yongzhang, presidente di PetroChina, ha rivelato che il più grande produttore cinese di petrolio e gas sta sviluppando un nuovo business energetico nel contesto della spinta ecologica del Paese.

La nuova energia sta diventando una delle principali attività di PetroChina e, secondo Huang, dovrebbe rappresentare il 7% della sua produzione totale nel 2025 e un terzo nel 2035. Citiamo, poi, l’area dimostrativa di Boao, a Qionghai, un’area appena costruita e a emissioni di carbonio prossime allo zero che ha raggiunto un consumo di elettricità autosufficiente.

Altre aree simili potrebbero trovare spazio in tutta la Cina, intenzionata a raggiungere i suoi due obiettivi chiave nell’ambito della sostenibilità: raggiungere il picco delle emissioni di carbonio entro il 2030 e raggiungere la neutralità entro il 2060.