Gli scioperi a Parigi
Le strade di Parigi sommerse dalla spazzatura straripante, immondizie e cartoni ammassati sul marciapiedi, effluvi nauseabondi. In alcuni quartieri della capitale francese, le conseguenze dello sciopero dei netturbini contro la riforma delle pensioni di Emmanuel Macron hanno cominciato ad assumere proporzioni allarmanti.
Secondo il comune guidato dalla sindaca Anne Hidalgo, sono 5.400 le tonnellate di rifiuti non raccolti, nel settimo giorno di sciopero degli addetti alla nettezza urbana contro la riforma previdenziale che prevede l’innalzamento progressivo dell’età pensionistica da 62 a 64 anni.
Macron aveva già cercato di far passare una riforma simile nel 2019, ma le contingenze legate alla Covid-19 avevano poi portato alla sospensione del progetto. Con la sua rielezione nel 2022, la riforma delle pensioni è diventata il pilastro del suo programma politico.
Il motivo delle proteste
La legge che innalza l’età pensionabile in Francia ha provocato scioperi e manifestazioni in tutto il Paese da settimane. L’obiettivo è trovare un compromesso tra le versioni uscite dal Senato e dall’Assemblea Nazionale.
Cortei, mobilitazioni e proteste, anche variegate e variopinte (come i tecnici del gas «Robin Hood» che truccano i contatori per aiutare i consumatori), stanno infuocando e bloccando il Paese.
Il 7 marzo scorso si sono tenute manifestazioni in 250 città francesi e solo a Parigi sono scese in piazza oltre 700 mila persone. Si è trattato della sesta grande giornata di scioperi in Francia da gennaio e il leader del sindacato CFDT, Laurent Berger, ha parlato di mobilitazione storica. Si sono verificati anche scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, con numerosi arresti.
Secondo i sondaggi, il 63 per cento dei francesi approva la mobilitazione contro la riforma, ma questo difficilmente cambierà lo stato delle cose. Nel giro di pochi giorni la riforma delle pensioni potrebbe essere realtà.
Scioperi e proteste anche nel Regno Unito
L’ondata di scioperi continua a scuotere anche il Regno Unito, dove ieri hanno imbracciato le mani centinaia di migliaia di dipendenti di servizi pubblici vari, dai medici di base, agli insegnanti scolastici, ai funzionari di alcuni amministratori, ai macchinisti della metropolitana di Londra.
Le proteste, indette parallelamente dai diversi sindacati delle categorie coinvolte, rientrano tra le numerose vertenze avviate in questi mesi dinanzi alle controparti aziendali e al governo Tory per invocare adeguamenti salariali - dopo anni d’austerity e l’impennata recente del carovita - oltre il tetto attuale dell’inflazione (al momento attorno al 10%).
Le agitazioni coincidono con la giornata dell’illustrazione alla Camera dei Comuni della finanziaria di primavera da parte del cancelliere dello Scacchiere, Jeremy Hunt, ministro dell’Economia del gabinetto di Rishi Sunak.
I lavoratori in sciopero si sono radunati proprio di fronte al Parlamento di Westminster, a sostegno delle loro richieste e delle loro recriminazioni contro la linea dura attribuita al governo.