Criptovalute, dall’euforia al crollo. Ma è davvero colpa di Trump?

Tommaso Scarpellini

10/03/2025

Trump scuote il mercato delle criptovalute, che passano dall’euforia al crollo. Ma le notizie sono positive. Cosa sta distruggendo veramente il valore nel mercato?

Criptovalute, dall’euforia al crollo. Ma è davvero colpa di Trump?

Ed inizia il bear market. Così potrebbe iniziare questo articolo dopo che, nonostante alcuni tentativi di tornare sopra la soglia dei $90.000, il prezzo di Bitcoin si appresta a raggiungere nuovi minimi nel 2025.

Dietro a questo movimento si cela una dura verità che molti investitori crypto, forse troppo entusiasti e ciechi di fronte alla realtà, tendono a ignorare: l’arrivo di Trump non si è rivelato essere così bullish come molti si aspettavano.

Sui social, alcuni parlano addirittura di una “fregatura dell’era trumpiana”. Ma per quale ragione?

Il Fort Knox Digitale e la Strategic Bitcoin Reserve

Naturalmente, si tratta di una provocazione: anche se iniziasse un Bear market, non screditerebbe il valore creato nel tempo dal mercato crypto. Su questo c’è comune accordo fra investitori. Tuttavia, c’è da ammettere che sul mercato crypto delgli ultimi mesi c’è stato qualche «fraintendimento» fra sostenitori e governo Trump.

Ora si parla di «Fort Knox Digitale», un’iniziativa per istituire la Strategic Bitcoin Reserve. Paroloni che hanno fatto alzare molto la voce alla community crypto. Una riserva di ben 200.000 BTC, provenienti da procedimenti di confisca: circa 18 miliardi di dollari. Una bella notizia no? Non per gli attori del mercato decentralizzato.

Il mercato si aspettava qualcosa di simile a quanto accaduto in El Salvador. E inutile dire che questo qualcosa NON è accaduto. Se da una parte gli investitori crypto potrebbero aver sovrastimato la reazione di BTC sulla notizia che gli Stati Uniti avrebbero adottato Bitcoin come riserva di valore, dall’altra potrebbero essere rimasti eccessivamente delusi dal fatto che sia successo «solo» per le quote di BTC confiscate.

Dopotutto, gli Stati Uniti non sono El Salvador, e il solo fatto che questi BTC confiscati siano stati definiti una «riserva di valore statale» avrebbe potuto essere considerato una vittoria importante. Ma non è stato così, e il sentiment di mercato è passato in poche settimane da GREED a FEAR, secondo l’indicatore di paura e avidità di CoinMarketCap. Un qualcosa che dovrebbe far riflettere: quindi, se in realtà la notizia è buona, per quale ragione gli investitori scappano dal mercato?

Expect the unexpected: la volatilità che ha travolto il mercato

Nel mondo dei mercati finanziari, la regola numero uno è «aspettarsi l’inaspettato». Oggi più che mai questo mantra vale sia per i trader speculativi che per gli investitori di lungo termine. Perché è rilevante in questo contesto?

Con l’arrivo di Trump, Bitcoin ha sfondato il tetto dei $100K. Ma con le prime azioni del nuovo presidente, il prezzo è sceso a $80K. Sembra una cosa da poco, ma si tratta di miliardi di dollari di capitalizzazione bruciata e di un crollo di quasi il 30% dai massimi.

Se parliamo di numeri concreti, chi ha investito €10.000 sulla scia dell’euforia legata a Trump oggi si ritrova con €7.000, ovvero una perdita di €3.000 in meno di due mesi, e nessuna ragione a cui aggrapparsi: oggettivamente ogni visione di lungo termine rischierebbe di crollare. C’è da dire infatti che questa sensazione non è affatto piacevole, soprattutto per coloro che sono entrati nel mercato crypto solo grazie alla campagna promozionale legata alle crypto meme $TRUMP e $MELANIA: si presuppone quindi tanti nuovi early adopter. Quindi, non è poi così sbagliato identificare come ragione numero uno di questo crollo «l’arrivo dell’inaspettato».

Ha senso aspettarsi un nuovo rialzo?

Domanda lecita. Se il mercato stesse effettivamente sovra-reagendo perché colto alla sprovvista e le nuove notizie fossero così positive, perché non aspettarsi un nuovo rialzo? Dopo dieci anni di crescita, gli investitori dovrebbero ormai essere abbastanza convinti che il mondo crypto non sia uno scam e, allo stesso modo, che oggi sia tutt’altro che morto, anche se in questi momenti sembra sempre sul punto di crollare definitivamente. Tuttavia, il recupero potrebbe non essere così semplice, perché tutto si gioca su quella che è, a tutti gli effetti, la vera variabile che muove questo mercato: la psicologia degli investitori.

Immaginate di aver ottenuto il lavoro dei vostri sogni, di uscire per comprare una nuova macchina per festeggiare, tornare a casa per mostrarla alla famiglia e, il giorno dopo, ricevere una chiamata dal capo che vi informa che il lavoro è stato assegnato a qualcun altro. Ora avete una nuova macchina, ma nessun nuovo impiego. L’umore è sotto i piedi. La prima reazione sarebbe cercare di rivendere l’auto. Ecco, sul mercato crypto sta accadendo la stessa cosa.

Se credete nella ciclicità del mercato, come nei cicli della vita, saprete che questi momenti fanno parte del gioco, sia per una persona che per un asset finanziario. E non cambieranno fino a quando la mentalità del mercato, nel suo complesso, non subirà un’evoluzione.

C’è qualche indicatore per capire quando ci sarà il minimo?

Tuttavia, il mercato ha spesso dimostrato in passato di seguire logiche tecniche più che teatrali. Quindi, forse, un buon indicatore per individuare un possibile minimo è l’oscillatore RSI (che spesso ha saputo indicare zone di minimo in passato).

Attualmente, l’RSI su timeframe settimanale è sceso sotto i 50 punti, attestandosi intorno a quota 43. In passato, questa zona ha spesso segnalato l’arrivo di un minimo. Se l’RSI dovesse scendere sotto i 30 punti, raggiungerebbe livelli simili a quelli di luglio 2022, ovvero il minimo del precedente bear market.

In sostanza, il proseguimento del trend ribassista potrebbe davvero decretare l’inizio di un nuovo bear market. Per questo motivo, è fondamentale monitorare questi livelli con attenzione.

La fregatura dell’era Trumpiana

L’era Trumpiana ha portato con sé una grande euforia nei mercati crypto, ma anche una delusione altrettanto grande. Il concetto del Fort Knox Digitale ha fatto sognare molti investitori, ma alla fine si è rivelato essere meno significativo di quanto sperato, seppur comunque un avvenimento epocale a livello teorico.

Coloro che hanno investito sull’onda dell’entusiasmo si trovano ora con perdite significative, e il sentiment di mercato si è rapidamente spostato dalla greed alla fear. Tuttavia, se c’è una lezione da imparare, è che i mercati finanziari, come del resto quelli on chain, sono ciclici e spesso, aspettarsi l’inaspettato è una buona regola. Soprattutto nel mondo delle criptovalute.