Covid, quando è ancora obbligatorio il tampone?

Chiara Esposito

29 Giugno 2022 - 13:26

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Alcune risposte alle domande che più frequentemente i cittadini si pongono sui tamponi e sull’obbligo di effettuarne uno.

Covid, quando è ancora obbligatorio il tampone?

Dopo l’impennata dell’indice Rt, il numero di tamponi che si effettuano in Italia è elevato ma tanta è anche la confusione sulle norme di comportamento prescritte a causa dell’allentamento della maggior parte delle restrizioni.

Ci si chiede spesso se sia ancora necessario oppure obbligatorio fare un tampone per accedere a determinati spazi o si entra in contatto con un positivo al Covid-19. Ci sono addirittura delle incertezze sul procedere tramite tampone quando si avvertono dei sintomi viste le recenti evidenze sulle tempistiche variabili di contagiosità e manifestazione dei sintomi.

Per fare finalmente chiarezza cerchiamo quindi di rispondere a tutte le domande che più frequentemente possiamo porci in merito a questo strumento avvalendoci delle dichiarazioni delle autorità competenti in materia.

Quando è ancora obbligatorio il tampone?

Di fatto il tampone è ancora obbligatorio per chi non è vaccinato o per chi non ha la terza dose in tutti quei casi in cui è obbligatorio esibire il Green pass. Tali obblighi sono stati disposti dal Ministero della salute fino al 31 dicembre 2022 per:

  • la permanenza degli accompagnatori dei pazienti non affetti da COVID-19 nelle sale di attesa dei dipartimenti di emergenza e accettazione, dei reparti di pronto soccorso e dei reparti delle strutture ospedaliere, dei centri diagnostici e dei poliambulatori specialistici;
  • la permanenza nelle strutture sanitarie e sociosanitarie degli accompagnatori di pazienti con disabilità gravi o di soggetti affetti da Alzheimer o altre demenze o deficit cognitivi certificati;
  • l’accesso dei visitatori ai reparti di degenza delle strutture ospedaliere, alle strutture residenziali, socioassistenziali, socio-sanitarie e hospice;
  • le uscite temporanee delle persone ospitate presso strutture di ospitalità e lungodegenza, residenze sanitarie assistite, hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, strutture residenziali socioassistenziali e altre strutture residenziali.

Dal 1° giugno 2022 la certificazione verde Covid-19 non è invece più necessaria per l’ingresso in Italia proveniendo dai Paesi dell’Unione Europea o da Stati Terzi. Di conseguenza decade quindi anche l’obbligo di tampone.

Se si hanno sintomi il tampone è obbligatorio?

In caso di sintomi i soggetti non sono più soggetti a nessun obbligo ad eccezione dell’isolamento. Come forma di cura e attenzione verso i propri cari è comunque raccomandato testarsi. A tal proposito i tamponi rapidi nasofaringei sono adatti, anche se quelli molecolari sono senza dubbio i più affidabili. Effettuare un tampone resta di fatto un atto di sanità pubblica essenziale per combattere l’epidemia in corso poiché rappresenta un’attività utile per il contact tracing (tracciamento dei contatti) di un caso confermato COVID-19.

Come ormai tutti sanno e come anche il sito del Ministero della salute ribadisce, identificare e gestire tempestivamente i contatti dei casi confermati permette di individuare e isolare rapidamente gli eventuali casi secondari e interrompere in breve tempo la catena di trasmissione.

Fare un tampone invece resta di cruciale importanza se c’è la necessità di incontrare un anziano o un soggetto immunodepresso. La misura più prudente in entrambi i casi sarebbe poi utilizzare anche una mascherina durante la visita.

Devo fare il tampone se sono entrato in contatto con un positivo?

La risposta a questa domanda è no perché è venuto meno l’obbligo di isolamento per i contatti dei positivi. Il tampone resta però una misura consigliata da eseguire almeno 2-3 giorni dalla comparsa dei sintomi del soggetto con cui si è entrati in contatto.

Resta tuttavia in vigore sempre e comunque il periodo di autosorveglianza. Questa misura consiste nell’obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2 al chiuso o in presenza di assembramenti fino al decimo giorno successivo alla data dell’ultimo contatto stretto.

Come riportato dal sito salute.gov, se durante tale periodo di autosorveglianza si manifestano poi dei sintomi suggestivi di possibile infezione da Sars-Cov-2, è raccomandata l’esecuzione immediata di un test antigenico o molecolare per la rilevazione del virus e, in caso di risultato negativo, il test va ripetuto se ancora sono presenti sintomi al quinto giorno dalla data dell’ultimo contatto.

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