Covid, casi gravi anche tra i vaccinati: ecco perché

Alessandro Nuzzo

19 Giugno 2022 - 10:05

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Uno studio ha finalmente chiarito perché alcuni soggetti vaccinati contraggono lo stesso la forma grave della malattia finendo in terapia intensiva. Colpa di un anticorpo impazzito.

Covid, casi gravi anche tra i vaccinati: ecco perché

Il vaccino contro il covid-19 ci hanno permesso di entrare in una nuova fase fatta di convivenza con il virus. Il numero di nuovi contagi e di morti si è ridotto drasticamente nei soggetti che hanno concluso il ciclo vaccinale.

Eppure c’è una piccola percentuale di persone che nonostante il vaccino ha contratto lo stesso la forma grave della malattia. Come mai? Sul perché accade questo ci ha pensato a svelarlo una ricerca che ha finalmente fatto chiarezza. Vediamo perché ci sono casi gravi di covid anche tra i vaccinati.

Covid, casi gravi anche tra i vaccinati: colpa di anticorpi impazziti

Era uno degli enigmi più misteriosi attorno alla malattia da covid-19 ed ora a quanto pare è stato finalmente risolto da uno studio pubblicato su Science Immunology e portato avanti da un team di ricercatori internazionali in cui presenziano anche gli Spedali Civili di Brescia, l’Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, l’Irccs Ospedale Bambino Gesù di Roma e l’Università di Roma Tor Vergata.

La ricerca ha chiarito perché alcuni soggetti vaccinati contraggono lo stesso la forma grave della malattia da covid-19 finendo in terapia intensiva. A quanto pare è colpa di alcuni anticorpi impazziti già presenti nell’organismo del soggetto sia prima della vaccinazione che dell’infezione. Questi anticorpi diminuiscono la risposta immunitaria contro il virus.

Se questi anticorpi erano stati già trovati in persone non vaccinate che avevano contratto una polmonite critica da covid, ora la ricerca li ha rilevati anche in soggetti vaccinati.

Sono stati presi in analisi 48 pazienti trai 20 e gli 86 anni vaccinati con due dosi e che nonostante questo nel giro di due settimane a 4 mesi avevano contratto la forma grave della malattia da covid-19.

I ricercatori hanno analizzato i campioni per trovare gli anticorpi contro il covid sviluppati dal vaccino e gli auto-anticorpi contro l’interferone responsabili dell’abbassamento della neutralizzazione contro la malattia.

Su 48 campioni analizzati se tutti avevano gli anticorpi contro il covid-19, in 10 casi i ricercatori hanno trovato anche la presenza di questi auto-anticorpi contro l’interferone in grado di abbassare le loro difese.

Si tratta di un difetto genetico presente in alcuni soggetti e che di fatto supera la normale risposta immunitaria contro il covid-19. Questa scoperta apre nuove strade nell’evitare l’insorgenza di malattia gravi. Studiare la presenza di auto-anticorpi contro l’interferone aiuterà ad individuare i soggetti ad alto rischio di contrarre la malattia grave ed adottare le misure necessarie.

Ad autunno vaccino pronto contro la variante Omicron

In attesa di capire come si evolverà la situazione nel prossimo autunno che si sa sono i mesi più temuti e pericolosi per la diffusione del virus, Moderna ha informato di lavorare ad un vaccino aggiornato contro la variante Omicron. Un vaccino che genererebbe il doppio degli anticorpi prodotti rispetto al vaccino normale.

A breve sarà pronto e passerà all’analisi degli enti regolatori. Se tutto andrà liscio, si potrà iniziare la produzione a larga scala e il prossimo autunno potrebbe essere consegnato ai vari Stati. Intanto negli Usa l’agenzia sanitaria ha votato all’unanimità la raccomandazione di usare il vaccino Pfizer e Moderna anche nei bambini a partire dai 6 mesi.

Dopo il via libera la campagna vaccinale a favore dei più piccoli potrebbe partire già nelle prossime settimane. Si tratta di «un passo monumentale nella lotta contro il virus» ha detto il presidente Biden. Il vaccino Moderna è stato autorizzato per i bambini dai 6 mesi ai 5 anni, il siero di Pfizer dai 6 mesi ai 4 anni. Il ciclo vaccinale seguirà quello standard: 3 dosi per Pfizer, 2 dosi per Moderna.

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