Il mercato teme tassi alti più a lungo: ecco la nuova obbligazione UniCredit che rende fino al 5,75% annuo. Come funziona.
Cedola fissa del 5,75% il primo anno e rendimento variabile legato all’Euribor 3 mesi dal secondo al quindicesimo anno. La nuova obbligazione UniCredit con ISIN IT0005710782 punta su uno scenario che fino a pochi mesi fa il mercato considerava sempre meno probabile: tassi BCE elevati ancora per parecchio tempo.
Il bond, negoziabile direttamente su MOT ed EuroTLX di Borsa Italiana dal 25 maggio 2026, ha una struttura “fixed to floater con leva”. Dopo il primo anno a tasso fisso, le cedole vengono calcolate moltiplicando l’Euribor 3 mesi per 1,5, con un tetto massimo al 5,75% annuo lordo e un minimo pari allo 0%.
Questa struttura inizia a diventare particolarmente interessante se i tassi restano elevati ancora a lungo. Chi investe su questa obbligazione scommette indirettamente che la politica monetaria europea sarà stringente nei prossimi anni.
L’investimento minimo è pari a 1.000 euro e fino al 5 giugno il prezzo resterà fissato al 100% del valore nominale. L’obbligazione potrà essere rivenduta sul mercato secondario durante tutta la sua vita con un prezzo che oscillerà in funzione dell’andamento dei tassi e delle condizioni di mercato.
Come funziona il rendimento legato all’Euribor
È dal secondo anno che il rendimento dell’obbligazione cambia e inizia a dipendere dall’andamento dei tassi europei. Dopo la cedola iniziale del 5,75%, entra infatti in gioco l’Euribor 3 mesi, uno dei principali riferimenti della politica monetaria nell’Eurozona.
La cedola annuale viene calcolata moltiplicando l’Euribor per 1,5. Facciamo un esempio. Con un Euribor al 2% il rendimento salirebbe al 3%, mentre con un Euribor vicino al 4% scatterebbe il tetto massimo del 5,75% previsto dal prodotto.
Fino a pochi mesi fa molti investitori si aspettavano una BCE molto più aggressiva nei tagli, ma l’aumento dell’inflazione ha complicato il quadro.
Se nei prossimi anni l’Euribor dovesse stabilizzarsi tra il 2,5% e il 3,5%, questa struttura potrebbe continuare a offrire cedole sensibilmente superiori rispetto a molte obbligazioni tradizionali emesse durante la fase dei tassi in discesa.
Esiste però anche lo scenario opposto. Se l’economia europea dovesse rallentare più del previsto e la BCE tornasse rapidamente verso tassi vicini allo zero, anche le cedole dell’obbligazione si ridurrebbero progressivamente fino ad azzerarsi. Il floor minimo previsto dal prodotto è infatti pari allo 0%.
Perché il mercato sta tornando a guardare prodotti come questo
Negli ultimi due anni chi ha investito sul mercato obbligazionario ha cercato di bloccare rendimenti fissi elevati prima dell’inizio dei tagli BCE. Oggi però il quadro è diventato meno prevedibile.
Petrolio volatile, tensioni geopolitiche e un’inflazione che continua a muoversi sopra gli obiettivi delle banche centrali rendono sempre più probabile uno scenario che fino a pochi mesi fa sembrava ormai superato: tassi elevati ancora per parecchio tempo.
Il cambio di clima sui tassi ha dunque riportato attenzione anche su emissioni di questo tipo. Se la BCE dovesse mantenere il costo del denaro su livelli elevati più a lungo del previsto, obbligazioni legate all’Euribor potrebbero continuare a offrire cedole interessanti anche dopo il primo anno a tasso fisso.
Molte obbligazioni a tasso fisso emesse tra fine 2024 e inizio 2025 rischiano di diventare progressivamente meno interessanti se l’inflazione dovesse stabilizzarsi su livelli più alti rispetto alle attese. Una struttura variabile tende invece ad adattarsi meglio ai cambiamenti della politica monetaria.
Il rendimento potenziale più elevato, però, non elimina il rischio. L’obbligazione resta esposta sia alla solidità finanziaria di UniCredit sia alle oscillazioni di prezzo sul mercato secondario. In caso di vendita prima della scadenza, il valore del titolo potrebbe anche essere inferiore rispetto al prezzo di acquisto.
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