Domino’s Pizza crolla sulla Borsa australiana. Pesa il maltempo in Europa e l’addio ai maxi sconti. Vendite giù del 7,2% e investitori in allarme sul futuro del gruppo.
Tempi duri per la pizza da asporto.
Le azioni di Domino’s Pizza Enterprises, il più grande operatore del marchio Domino’s al di fuori dagli Stati Uniti, hanno registrato una giornata nera sulla Borsa australiana martedì. Il gruppo ha pubblicato i suoi ultimi dati in cui evidenzia un avvio deludente della seconda metà dell’anno finanziario. Il titolo ha chiuso la sessione con la contrazione giornaliera più profonda degli ultimi mesi, trascinando al ribasso l’indice ASX 200.
Il titolo è arrivato a perdere oltre il 16% nel corso della seduta, per poi chiudere la sessione con una perdita di circa il 4,4%. Gli investitori temono che l’azienda non riesca a mantenere i suoi guadagni in un contesto operativo sempre più difficile. Ma la situazione è ben più complessa.
Cosa c’entra l’Europa con il crollo delle azioni Domino’s Pizza Enterprises
La causa scatenante del tonfo è da ricercarsi, sorprendentemente, nel maltempo che ha colpito alcune delle economie europee in cui opera Domino’s, in particolare Germania e Paesi Bassi. Le condizioni climatiche avverse, le forti piogge e le temperature insolitamente basse, hanno di fatto scoraggiato i consumatori dall’ordinare pizza da asporto o consegna, contribuendo a un crollo del 7,2% delle vendite nelle prime otto settimane della seconda metà dell’anno fiscale. Gli analisti avevano invece previsto un calo molto meno marcato, intorno allo 0,2%.
La flessione improvvisa nelle vendite ha messo sotto pressione i conti del gruppo. La società, con oltre 3.800 punti vendita in Australia, Nuova Zelanda, Asia e Europa, ha registrato un ribasso del fatturato a 1,10 miliardi di dollari australiani (660 milioni di euro) nei primi sei mesi dell’esercizio, in calo rispetto agli 1,17 miliardi dell’anno precedente.
Oltre al maltempo, tra gli altri fattori di debolezza Domino’s ha individuato il rinvio dei festeggiamenti per il Capodanno cinese, evento che tradizionalmente stimola gli ordini nei suoi mercati asiatici.
La situazione è ben più complessa. Pesa l’addio ai super sconti
Ma secondo gli esperti del settore la situazione è ben più complessa. L’azienda sta attraversando una fase di ristrutturazione strategica, che ha portato a un graduale allontanamento della società dalle promozioni aggressive e dagli sconti su base nazionale per concentrarsi su un modello di crescita più sostenibile e profittevole per i franchisee. Un cambio di rotta che, in alcune regioni come Australia e Nuova Zelanda, ha causato una forte perdita dei clienti più sensibili al prezzo.
Secondo alcune fonti di stampa locali, in Australia la riduzione di sconti ed offerte speciali ha portato a un calo stimato di circa il 10% della base clienti - diversi consumatori hanno cercato alternative più economiche o semplicemente ordinato meno di frequente.
Il management della società difende le proprie scelte: la maggiore redditività per punto vendita e un’attenta gestione dei costi rappresentano delle fondamenta più solide per il futuro di Domino’s Pizza rispetto ai guadagni “di volume” ottenuti attraverso le offerte con prezzi eccessivamente bassi.
Quale futuro per le azioni Domino’s Pizza Enterprises
È comprensibile che l’investitore medio rimanga prudente. Alcuni analisti apprezzano l’obiettivo di rafforzare i margini e la sostenibilità del modello di business, altri invece temono che la combinazione di fattori come gli eventi atmosferici imprevedibili e i cambiamenti strategici interni possa allontanare la clientela in un mercato già molto competitivo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA